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"Cupi bagliori lungi intravedo
ove la morte mi tende un tranello
reclama con odio ciò che possiedo
l'oscuro Signore che brama l'Anello
La mente vacilla tra nebbie e paludi
è come macigno il fardello che porto
il vento risuona in tetri preludi
riempendo il mio cuore di muto sconforto
il Fato m'attende d'abissi e di fuoco
'chè il cilco si chiuda... null'altro è importante !
la speme e il coraggio sfinito ora invoco
tra ombre e fantasmi, reietto viandante
acetto la sorte per me già assegnata
sereno nell'alma per quello che ho dato
di perle gelate la fronte impregnata
mi tergo ed ascolto il mio esile fiato"
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