Poesia dell'Anello

"IL FARDELLO"

"Cupi bagliori lungi intravedo
ove la morte mi tende un tranello
reclama con odio ciò che possiedo
l'oscuro Signore che brama l'Anello

La mente vacilla tra nebbie e paludi
è come macigno il fardello che porto 
il vento risuona in tetri preludi
riempendo il mio cuore di muto sconforto

il Fato m'attende d'abissi e di fuoco
'chè il cilco si chiuda... null'altro è importante !
la speme e il coraggio sfinito ora invoco
tra ombre e fantasmi, reietto viandante

acetto la sorte per me già assegnata
sereno nell'alma per quello che ho dato
di perle gelate la fronte impregnata
mi tergo ed ascolto il mio esile fiato"


(Alessandro Cancian - Rimini)