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  Aiuta il Mondo - CXXI - martedì 18 gennaio 2005

L'Africa vista dalla stampa italiana, solo guerre e vecchi cliché.


Spettacolarizzata, stereotipata, emarginata ma forse un pò meno dimenticata: è l’immagine dell’Africa che appare su gran parte dei mass-media italiani, in particolare sui quotidiani, secondo una ricerca dell’‘Osservatorio su comunicazione e Africa’ dell’Università di Siena. Un continente – 54 Paesi e un popolazione stimata tra 800 e 900 milioni di persone - visto ancora e soltanto “alla deriva”, piagato da guerre e carestie cicliche, condannato all’afropessimismo che lo ammanta da sempre: così viene raccontata l’Africa al pubblico italiano, anche se – si legge nell’introduzione della ricerca – “vi è ormai un’indubbia e consistente presenza” del continente nel panorama informativo del nostro Paese. Più qualità che in passato, ma ancora gravi carenze sotto il profilo qualitativo: “rispetto a un paio di decenni fa la trattazione dei temi è solo parzialmente modificata” scrivono i curatori dell’indagine, condotta nel periodo aprile-maggio 2004 su sette quotidiani, alcuni settimanali, l’agenzia ‘Ansa’, radio Rai e alcune testate on-line. Uno spazio a parte all’interno dell’analisi quantitativa e qualitativa effettuata da una ventina di studenti volontari dell’Università – viene presentata oggi pomeriggio all’ateneo senese - ha riguardato il “corposo materiale costituito dai lanci della MISNA”, come spiega l’introduzione. In sintesi, sulla carta stampata nostrana si parla di Africa si parla quasi sempre in chiave di emergenze, di guerre interetniche o religiose, spiegando raramente i meccanismi che portano – per esempio – allo sfruttamento sistematico delle risorse naturali. Non solo, l’indagine – dal titolo ‘Africa scomunicata?’, a cura di Maurizio Boldrini, Giulio Cederna, Marcello Flores e Giovanni Gozzini, con la partecipazione di Amref – evidenzia che si continua a guardare a questo continente con gli occhi del nord del mondo, cioè da quel “flusso a senso unico” che esclude le fonti di informazioni locali; un’ottica che la MISNA ha cercato di invertire fin dalla sua nascita, proponendosi di facilitare il passaggio di informazioni sud-nord. Uno dei due mesi presi in esame della ricerca ha coinciso in realtà con un momento nell’anno in cui l’Africa ha avuto una seppur relativa ‘vetrina’ sui media: in aprile per la doppia ricorrenza del decennale del genocidio in Ruanda e della fine dell’apartheid in Sudafrica; proprio il Sudafrica ha attirato l’attenzione anche per le elezioni di aprile e l’assegnazione del mondiale di calcio 2004, un evento capace comunque di alimentare l’attenzione del circuito mediatico se non altro per l’enorme mole di interessi pubblicitari ed economici che muove. Una parte della ricerca – promossa dal dipartimento di scienze della comunicazione dell'Università – comprende anche un’analisi dei giornali africani svolta a Nairobi, osservatorio privilegiato del continente. 

Finestra generale di AiutailMondo sull'Africa.


articolo tratto da www.misna.it 

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