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  Aiuta il Mondo - XCIII - venerdì 5 novembre 2004


RIPETUTI BOMBARDAMENTI SU BOUAKE', CITTA' DEL NORD DELLA COSTA D'AVORIO.

La città settentrionale di Bouaké, circa 330 chilometri a nord di Abidjan, è stata ripetutamente bombardata ieri mattina da aerei delle forze governative. Lo riferiscono fonti della MISNA sul posto. Un primo attacco aereo contro la roccaforte dei ribelli è avvenuto intorno alle 7.15 ora locale (le 8.15 in Italia), mentre una seconda serie di esplosioni è stata udita circa un’ora fa. Secondo fonti della MISNA sarebbero stati colpiti il quartiere ‘Kennedy’, nella zona est di Bouaké, e l’uscita della città verso il 'corridoio' sud, in direzione di Yamoussoukro. Stando a prime sommarie testimonianze, vi sarebbero alcuni feriti; per il momento non si hanno notizie di vittime tra i civili né tra i ribelli, che dal settembre 2002 controllano le zone centro-settentrionali del Paese.
LE PRIME TESTIMONIANZE - “La città è deserta e la gente si è chiusa in casa nel timore di nuovi attacchi: abbiamo visto aerei militari sorvolare la città a bassa quota e poi sono seguite una serie di esplosioni”: lo ha detto alla MISNA una fonte raggiunta telefonicamente a Bouaké, la roccaforte ribelle nel nord del Paese, bombardata stamani per due volte dalle forze governative. “Il secondo attacco è avvenuto verso le 11:00 (ora locale, mezzogiorno in Italia) e si sono sentite in modo netto almeno una decina di deflagrazioni non lontano dalla nostra abitazione: insieme alle altre persone nella casa, abbiamo cercato riparo sotto il letto o la scrivania” aggiunge ancora la fonte della MISNA. Le prime bombe erano cadute tra le 6:30 e le 7:30. “Stiamo riconquistando il nostro territorio per riunificare la Costa d’Avorio”: con queste parole il colonnello Philippe Mangou ha confermato ad agenzie di stampa internazionali il bombardamento. “Hanno colpito i ribelli e le loro caserme; c’erano due aerei e sappiamo che nella zona erano in azione anche due elicotteri da combattimento, ma tutti i velivoli sono tornati alla base di Yamoussoukro da mezz’ora”: lo ha detto alla ‘Reuters’ un portavoce delle forze francesi in Costa d’Avorio. “Alcune persone sembrano essere fuggite dalla città per timore di nuovi attacchi” ha aggiunto il colonnello Jacques Combarieu, a nome delle forze di interposizione di stanza nell’ex-colonia francese. Al momento non vi sono notizie di morti; secondo le prime testimonianze raccolte dalla MISNA, sembra che alcune persone siano rimaste ferite nella zona meridionale della città, in prossimità del cosiddetto ‘corridoio’ sud che conduce verso la capitale politica Yamoussoukro, distante un centinaio di chilometri. 
LA TV TACE - Nessuna notizia sul bombardamento della città ribelle di Bouaké da parte delle forze governative è stata diffusa durante il notiziario televisivo delle ore 13 (le 14 in Italia) in Costa d’Avorio: nonostante stamani la principale città del nord del Paese sia stata attaccata almeno due volte – da parte di aerei militari – il telegiornale nazionale non ne ha fatto alcun riferimento. La MISNA lo apprende da fonti locali. Ad Abidjan, intanto, è stato sostituito il direttore della Radiotelevisione ivoriana; secondo l’agenzia ‘Afp’, “militari vicini alla presidenza” della repubblica avrebbero fatto irruzione negli uffici dell’emittente statale per insediare “con la forza” il nuovo responsabile, Jean-Paul Dahili. A riferirlo è stato l’ex-direttore, Kébé Yacouba, che era stato nominato all’inizio dell’anno da parte del ministro dell’Informazione Guillaume Soro, segretario del partito dei ribelli (‘Forze Nuove’). Voci contrastanti si inseguono sulla possibile interruzione di alcune frequenze, utilizzate in Costa d’Avorio da Radio France International (Rfi) e dall’emittente britannica ‘Bbc’ a causa di presunti sabotaggi; fonti della MISNA a Bouaké hanno riferito che per il momento non è possibile effettuare comunicazioni con il telefono cellulare. La paura è scattata stamani intorno alle 07:15, e poi di nuovo verso le 11:00 ora locale, quando due aerei delle Forza armate della Costa d’Avorio (Fanci) hanno bombardato la roccaforte ribelle di Bouaké, circa 330 chilometri a nord di Abidjan. Alcune fonti internazionali riportano dichiarazioni anonime di un alto ufficiale dell’esercito governativo, secondo il quale gli interventi militari di oggi “sono limitati” e “hanno un obiettivo preciso”, cioè alcune postazioni degli ex-ribelli. La stessa fonte avrebbe detto che “non è prevista un’offensiva generale”. Nessun bilancio ufficiale è stato ancora diramato, ma stando alle prime informazioni potrebbero esservi dei feriti. La MISNA ha appreso che i ribelli avrebbero sequestrato veicoli e fuoristrada per utilizzarli in vista di possibili azioni militari; sembra che anche i governativi abbiano confiscato alcuni mezzi privati. Il bombardamento di oggi è la prima azione militare diretta dell’esercito ivoriano contro gli insorti che dal settembre 2002 controllano il centro-nord del Paese; le due parti sono divise dalla zona-cuscinetto presidiata dai soldati francesi e dai caschi blu della missione di pace dell’Onu (conosciuta con l’acronimo francese Onuci). Nella zona di Bouaké sono presenti sette missionari italiani: la MISNA ha appreso che sono tutti in buone condizioni e non corrono alcun pericolo. 


articolo tratto da www.misna.it 

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