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RITORNO AL FUTURO |
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Una DeLorean schizza a 88 miglia orarie (140 km/h) e all’improvviso
sparisce. Poi, una famiglia di contadini viene svegliata da un rumore
assordante e trova un ragazzo con una tuta antiradiazioni, scambiandolo per
un alieno precipitato sulla Terra. Abbiamo appena descritto una sequenze –
clou del primo episodio de Ritorno al futuro, la trilogia diretta da Robert
Zemeckis e prodotta dal maestro della fantasia Steven Spielberg; una serie
cinematografica che da più di venti anni ha incantato gli spettatori di
tutto il mondo. L’affascinante assunto su cui Zemeckis, insieme allo
sceneggiatore Bob Gale, ha basato i tre film è quello delle leggi del
viaggio nel tempo, modellate dal romanzo di fantascienza La macchina del
tempo di H. G. Wells. Ne Ritorno al futuro Zemeckis affronta uno dei
rompicapi più improbabili che l’immaginazione dell’uomo è riuscita a creare:
il problema del paradosso temporale. In pratica: si può modificare il
passato grazie ai viaggi nel tempo, ma nel momento in cui il passato è stato
cambiato le conseguenze che si hanno si ripercuotono in tutto il tessuto
temporale, rendendo diverse le condizioni da cui il viaggio è partito. Nel
primo episodio de Ritorno al futuro l’incontro di Marty (Michael J. Fox) nel
1955 con i suoi genitori da adolescenti, George e Lorraine (Crispin Glover e
Lea Thompson), fa prendere coscienza con ottimismo allo spettatore delle
varie possibilità che la vita può offrire. Nel secondo, ambientato in un
improbabile e divertente 2015, molto diverso da quello oscuro paventato ne
Blade Runner di Ridley Scott, con il semplice acquisto da parte di Marty di
un almanacco sportivo si imbocca, invece, una svolta decisamente negativa
che porta alla creazione di un presente alternativo e peggiore, dove a Hill
Valley, la città californiana cornice dei tre film, spadroneggia Biff Tannen
(Thomas F. Wilson), l’eterno antagonista della famiglia di Marty. Per
ripristinare il giusto corso degli eventi, Marty, insieme allo scienziato
Doc (Christopher Lloyd), deve ogni volta correre avanti e indietro nel
tempo, verificando con mano l’entità degli errori che ha commesso. In questo
senso, il percorso umano di Marty si avvicina a quello dell’astronoma Ellie
(Jodie Foster), protagonista del film di Zemeckis Contact, e il viaggio nel
tempo si traduce in un viaggio iniziatico di maturazione in cui si deve
lottare contro se stessi per assicurarsi a pieno merito un futuro migliore.
Saremmo, dunque, indotti a ritenere che la trilogia de Ritorno a futuro si
avvicini alla fantascienza filosofica di Stanley Kubrick. Eppure, se
osserviamo con attenzione, non tarderemo a scoprire che il vero cuore
pulsante de Ritorno al futuro è quello della commedia con un pizzico
d’avventura: quasi un connubio, come ha dichiarato Zemeckis, dei film di
Frank Capra, Billy Wilder e John Ford. Ritorno al futuro, del resto, è un
omaggio, nostalgico e divertente al tempo stesso, del cinema hollywoodiano
classico. E’soprattutto ne Ritorno al futuro III, attraverso il viaggio nel
tempo di Marty e Doc nel vecchio West del 1885, che Zemeckis eleva un inno
celebrativo alla magia del cinema. “Una cosa che i film fanno meglio di
qualsiasi altro mezzo”- afferma Zemeckis “è proprio quello di trasportare lo
spettatore in periodi storici lontani”. Forse non tutti saranno d’accordo
con le idee di Zemeckis, però, il suo cinema, da Ritorno al futuro a Forrest
Gump e Cast Away, rimane uno dei migliori esempi delle dinamiche del tempo
al servizio dell’immaginario cinematografico |
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