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La casa dalle finestre che ridono (di Pupi Avati, 1976).

Sembra incredibile che un film come La casa dalle finestre che ridono sia stato realizzato da un regista come Pupi Avati, diventato nel tempo una specialista di commedie agrodolci e drammi sul filo di un costante autobiografismo.
Ma negli anni giovanili Avati è stato un regista molto più inquieto e decisamente lontano dall’immagine di autore rassicurante a cui ci ha abituato, mostrando un gusto per lo sperimentalismo e una vena di sana follia che rendono i suo primi film estremamente interessanti: La casa dalle finestre che ridono è forse la sua pellicola più famosa di quel periodo, un horror “padano” che mostra il lato oscuro di quella provincia che è sempre al centro delle tematiche e della poetica avatiana, sanguinario e terrorizzante come pochi altri prodotti del cinema non soltanto italiano. In questo film che inaugura il suo filone horror, Avati esorcizza i propri fantasmi personali, segnati da un’educazione di matrice cattolica che tornerà non a caso nelle sue pellicole successive (Zeder, L’arcano incantatore e l’ultimo Il nascondiglio), dove fondamentale risulta l’apporto tecnico della fotografia di Pasquale Rachini e delle musiche di Amedeo Tommasi per dare quella sottile, costante ansia patologica in tutto il film.
Suggestioni pittoriche mescolate a picchi visionari, che sfruttano al massimo il risibile budget – basti guardare la casa del titolo – consentono ad Avati di firmare una pellicola dal culto assoluto, con uno dei finali più scioccanti che si siano mai visti, un incubo ad occhi aperti che non sarebbe dispiaciuto ai surrealisti. Da vedere.
Giudizio:  (legenda).
di Giulio Ragni. 20 maggio 2008.

La casa dalle finestre che ridono, visto dagli scrittori di cinema...

Giulio Matteo Federica Keivan Chiara Alessio   MEDIA
           

Files di Cinema

[La casa dalle finestre che ridono su Mymovies.it]

Italia 70 - Retrospettiva sul cinema italiano anni Settanta.

 

1970
- Il rosso segno della follia (di Mario Bava)
- Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (di Elio Petri)
- La linea, numero 2 (di Osvaldo Cavandoli)
- Màtalo! (di Cesare Canevari)
1971
- Giù la testa (di Sergio Leone)
1972
- Il caso Mattei (di Francesco Rosi)
- La mala ordina (di Fernando Di Leo)
- Milano calibro 9 (di Fernando Di Leo)
- Non si sevizia un paperino (di Lucio Fulci)
- ...Più forte ragazzi (di Giuseppe Colizzi)
1973
- Amarcord (di Federico Fellini)
- Milano trema: la polizia vuole giustizia (di Sergio Martino)
1974
- ...Altrimenti ci arrabbiamo (di Marcello Fondato)
- Il profumo della signora in nero (di Francesco Barilli)
- Profumo di donna (di Dino Risi)
1975

- Fantozzi (di Luciano Salce)
- Professione reporter (di Michelangelo Antonioni)
1976

- Il grande racket (di Enzo Girolami Castellari)
- La casa dalle finestre che ridono (di Pupi Avati)
- Napoli violenta (di Umberto Lenzi)
1977

- Spell - Dolce mattatoio (di Alberto Cavallone)
- Una giornata particolare (di Ettore Scola)
1978

- Ecce bombo (di Nanni Moretti)

ITALIA 70

brevi spezzoni dei film recensiti su "ITALIA 70"

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008. Anno Ottavo.

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