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Profondo rosso (di Dario Argento, 1975).

Partiamo da una premessa importante: Dario Argento è un regista incredibilmente sopravvalutato, soprattutto dagli amanti del cosiddetto cinema di genere (ammesso che una divisione tra questo e il cinema d’autore abbia ancora senso), e lo dimostrano ancora di più i suoi ultimi pessimi film, uno peggiore dell’altro, che rivelano l’inconsistenza e il ridicolo involontario delle sue sceneggiature, e una direzione degli attori a dir poco imbarazzante.
Difetti che invero egli già mostrava negli anni Settanta, ben camuffati da uno stile innovativo non ancora diventato mera perizia tecnica, e un decennio che amava gli eccessi e gli estremismi: Profondo Rosso resta comunque un titolo immortale del cinema non soltanto italiano, un classico del terrore che gioca con i nervi scoperti dello spettatore; visto ancora oggi al buio, magari isolati da qualunque rumore esterno, fa drizzare i capelli in più di una scena.
È il Dario Argento più terrorizzante e sanguinario, in bilico tra i suoi primi thriller e la successiva svolta horror di Suspiria, in cui il moltiplicarsi all’infinito delle vittime, uccise nei modi più barbari possibili, e la famosissima colonna sonora dei Goblin, acuiscono l’iperespressività del cinema  argentiano, enfatico e ridondante nel rileggere gli stilemi hitchcockiani spingendo sul pedale del gore: non è un caso che il segno epitome del cinema di Argento sia il particolare ravvicinato dell’iride, metafora esibita di un cinema che non arretra mai lo sguardo davanti a nulla, che sente la necessità di mostrare tutto allo spettatore, non risparmiandogli niente.
Un film che è rimasto ad imperitura memoria di diverse generazioni di spettatori, e come tale non può che essere annoverato tra i classici del nostro cinema.
Giudizio:  (legenda).
di Giulio Ragni. 5 aprile 2008.

Profondo rosso, visto dagli scrittori di cinema...

Giulio Matteo Federica Keivan Chiara Alessio   MEDIA
           

Files di Cinema

[Profondo rosso su Mymovies.it]

Italia 70 - Retrospettiva sul cinema italiano anni Settanta.

 

1970
- Il rosso segno della follia (di Mario Bava)
- Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (di Elio Petri)
- La linea, numero 2 (di Osvaldo Cavandoli)
- Màtalo! (di Cesare Canevari)
1971
- Giù la testa (di Sergio Leone)
1972
- Il caso Mattei (di Francesco Rosi)
- La mala ordina (di Fernando Di Leo)
- Milano calibro 9 (di Fernando Di Leo)
- Non si sevizia un paperino (di Lucio Fulci)
- ...Più forte ragazzi (di Giuseppe Colizzi)
1973
- Amarcord (di Federico Fellini)
1974
- ...Altrimenti ci arrabbiamo (di Marcello Fondato)
- Il profumo della signora in nero (di Francesco Barilli)
- Profumo di donna (di Dino Risi)
1975

- Fantozzi (di Luciano Salce)
- Professione reporter (di Michelangelo Antonioni)
- Profondo rosso (di Dario Argento)
1976

- Il grande racket (di Enzo Girolami Castellari)
- Napoli violenta (di Umberto Lenzi)
1977

- Spell - Dolce mattatoio (di Alberto Cavallone)
- Una giornata particolare (di Ettore Scola)
1978

- Ecce bombo (di Nanni Moretti)

ITALIA 70

brevi spezzoni dei film recensiti su "ITALIA 70"

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008. Anno Ottavo.

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