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Un cinema carnale, perturbante e inquieto quello di David
Cronenberg, regista, sceneggiatore e attore nato in Canada nel
1943; un cinema tanto cerebrale e concettualmente denso quanto
calato nelle viscere dell’uomo, volto ad esplorare i labirintici
rapporti che legano corpo e mente.
Si avverte nei film di Cronenberg un’attenzione particolare per
l’aspetto figurativo ma anche per quello specificamente
letterario: non a caso il giovane David, dopo una laurea in
Lettere conseguita all’Università di
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Toronto, ha esordito come scrittore di racconti di fantascienza
e diverse sue opere, come Il Pasto Nudo (1991) o
l’ipnotico, labirintico Spider (2002) sono tratti da
romanzi.
Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 dirige diversi
corti e lavora per la televisione; i suoi primi lungometraggi
sono Il demone sotto la pelle (1975) e Rabid
(1977) che mettono in luce il suo interesse per le mutazioni
corporee e le derive psicologiche; ciò che potrebbe apparire
come pazzia o devianza in Cronenberg è però sempre rappresentato
come qualcosa di profondamente umano, concreto e proprio per
questo maggiormente spaventoso e disturbante.
Il regista affronta nei suoi film la complessità estrema e
pericolosa degli esseri umani, muovendosi lungo il confine che
separa la normalità e ciò che è moralmente accettabile da ciò
che è istinto, pulsione soffocata; non c’è bene e non c’è
male nelle opere di Cronenberg, solo uno sguardo preciso,
crudele e sincero sulla natura umana. Non è facile collocare i
film di Croneberg all’interno di generi chiusi: a volte definite
horror o fantascienza, le sue opere sono soprattutto crudi
viaggi senza ritorno all’interno di uomini e donne.
Le contaminazione tra biologico ed artificiale (Rabid,
Il demone sotto la pelle, La mosca, Crash,
eXistenZ), la perdita psichica ed emotiva di se stessi (M.
Butterfly, Spider), lo sfaldarsi della morale
interiore (A History of Violence), la percezione
inquietante e distruttiva del corpo (Inseparabili) sono
solo alcuni dei temi su cui la complessa filmografia di
Croneberg si è soffermata.
Merita di essere ricordata anche la sua lunga collaborazione con
il compositore Howard Shore, la cui musica raffinata, spesso
trattenuta ma anche passionale ha saputo accompagnare con
eleganza le immagini aggrovigliate e tormentate dell’autore
canadese. Tra i numerosi premi collezionati nel corso della sua
ormai trentennale carriera vanno ricordati il Leone d’Argento
conquistato da eXistenZ al Festival di Berlino nel 1999 e
il Premio Speciale della Giuria per Crash nel 1996 al
Festival di Cannes.
Sta per uscire nelle sale italiane la sua ultima opera,
Eastern Promises che, dopo A History of Violence,
vede nuovamente protagonista Viggo Mortensen insieme a Naomi
Watts e Vincent Cassel; il film, una storia di malavita russa
ambientata a Londra, è stato presentato pochi mesi fa al Toronto
Film Festival dove ha vinto il People Choice Award.
di Valentina Alfonsi,
dicembre 2007. |