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report dalla II Festa del Cinema di
Roma.
a cura di
Battista Passiatore.
vai al giorno - 21 ottobre |
23 ottobre
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Terrorismo politico con “Rendition”, romanticismo vellutato con “Silk” e
grandi emozioni con Bertolucci e Depardieu
Giunta al suo quarto giorno, l’Edizione 2007 della Festa del Cinema di Roma
presenta i suoi principali appuntamenti: l’anteprima del film “Silk” di
François Girard tratto dall’omonima opera di Alessandro Baricco, il nuovo
film di Gavin Hood “Rendition” e nella sezione Extra l’incontro col regista
Bernardo Bertolucci e il francese Gerard Depardieu. La giornata ha avuto
inizio con la proiezione per la sezione Premiere del Festival, del film
“Silk” con Michael Pitt e Keira Knightly tratto dal best-seller di Baricco
prodotto e distribuito dall’americana New Line e dalla nostra Fandango che
per l’occasione pubblica in una nuova edizione il romanzo in concomitanza
con l’uscita del film in Italia e nel resto del Mondo. Al termine della
proiezione nella Sala Petrassi dell’Auditorium si è svolta la Conferenza
stampa alla quale hanno preso parte il regista, il produttore Procacci della
Fandango e altri membri della delegazione. Il film comunque ha raccolto
pareri discordanti tra i critici sull’effettiva e inalterata trasposizione
del romanzo di Baricco, da alcuni definito più poetico, sensuale e
suggestivo rispetto all’opera di François Girard.
Nel pomeriggio la manifestazione ha presentato uno dei suoi punti di forza:
il regista Bertolucci infatti nella sezione EXTRA, ha incontrato pubblico e
stampa in Sala Petrassi e, con la complicità di Gerard Depardieu ha
intrapreso un’interessante chiacchierata sul cinema degli anni ’70 e in
particolare sulla sua opera maggiore “Novecento” atto I e II (presentato in
copia restaurata e con immagini inedite).
A chiudere in bellezza la visione di “Rendition” per la regia del
sudafricano Gavin Hood premio Oscar per “Tsotsi”. La pellicola, interpretata
da Jake Gyllenhaal, Reese Witherspoon e Meryl Streep, è un thriller di
grosso calibro che getta uno sguardo provocatorio sulle complesse tematiche
politiche che riguardano le azioni del governo americano sulla
“extraordinary rendition”, sarebbe a dire il rapimento di cittadini che
possano rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale e la loro
detenzione e il conseguente interrogatorio in prigioni segrete oltreoceano.
Battista Passiatore, Roma, 21
ottobre 2007. |
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Gusto
Italiano di Robert Davi con “The Dukes”, impegno politico per Redford e
Cruise e maratona Horror con Dario Argento.
Giornata ricca di appuntamenti e di star quella del 23 Ottobre alla Festa
del Cinema di Roma; Tom Cruise, Robert Redford, solo per citarne alcuni. Uno
“start” formidabile con la presentazione dell’Opera Prima del regista-attore
Robert Davi (uno dei cattivi più riconoscibili dello schermo); la
commedia-musicale “The Dukes”, interpretata da Chazz Palminteri e dal grande
Peter Bogdanovich (presente anche all’incontro tenutosi al Mini Lounge) ha
voluto rendere omaggio alle avventure truffaldine de “I soliti Ignoti”.
Difatti Robert Davi è un grande estimatore del cinema italiano dei grandi
maestri come Fellini, Pasolini e De Sica. Inoltre nella conferenza stampa il
regista ha spiegato la scelta della colonna sonora quasi tutta italiana
(canzoni di Paolo Conte e Sergio Bruni), e a proposito del film ha detto:
“Come nella migliore tradizione della black comedy in The Dukes si ride
molto, ma si ci interroga anche sulla celebrità, sul declino della fama, sui
tempi che cambiano e che ci costringono a reinventarci….”.
Successivamente l’attenzione di pubblico e critica si è rivolta alla guerra
in Afghanistan, alla ricerca della verità e alle ragioni del giornalismo e
della politica: i destini incrociati di sei persone che compongono il
mosaico del nuovo segretissimo film di Robert Redford, “Lions for Lambs”
interpretato da Tom Cruise, lo stesso Redford e Meryl Streep. Il film,
presentato Fuori Concorso, seppur non entusiasmante per la critica, affronta
in maniera provocatoria (in questo il regista è riuscito pienamente) alcune
problematiche attuali: gli eventi che avvengono dietro le quinte e che
spesso rimangono invisibili, in un’unica giornata per collegare i punti tra
loro e rivelare come un ambizioso e potente politico che compie delle scelte
rischiose a Washingston, una giornalista televisiva che insegue una storia
importante sotto grande pressione e due soldati coraggiosi spediti in una
pericolosa missione segreta, sono tutti collegati ad un giovane in procinto
di comprendere il vero potere della libertà, dellimpegno e dell’importanza
delle proprie convinzioni. Durante il Press Meeting, poi Redford,
rispondendo alle tante domande della stampa, ha dichiarato che, ..”per
rendere grande e prestigioso un Festival come quello di Roma non servono le
grandi Star sottolineando la scoperta e la sperimentazione da lui rivolta ai
film presentati al suo Sundance Film Festival.
Proseguendo, durante il pomeriggio in Sala Petrassi l’attrice Franca Faldini
e il critico Goffredo Fofi,in compagnia del regista Mario Monicelli, hanno
voluto omaggiare il più grande comico di tutti i tempi, il simbolo della
cinematografia italiana, il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò con la
proiezione in copia restaurata in versione originale di “Totò e Carolina”.
Un vero inedito! Il tributo al grande artista partenopeo si è protratto nel
corso della serata in cui la figlia Liliana De curtis, in collaborazione con
alcuni protagonisti del cinema italiano (Renzo Arbore, Lino Banfi,
Alessandro Gasmann), ha presentato il documentario “Un principe chiamato
Totò” del regista Fabrizio Berrutti nel quale voci celebri come Ben Gazzara,
Fred Murray Abraham e i protagonisti del cinema italiano raccontano la vita
di Totò e non solo.
Ultimo appuntamento quello col brivido, col terrore; il maestro dell’horror
italiano Dario Argento ha presentato nella sezione Premiere della Festa, la
sua ultima fatica dal titolo “La Terza Madre”. Il nuovo film, interpretato
dalla figlia Asia, Christian Solimeno e Daria Nicolodi, è l’ultimo capitolo
della “Trilogia delle Madri”; insieme alle riedizioni di “Suspiria” e
“Inferno” infatti, ha concluso la “Notte d’Argento”, maratona dedicata al
regista nella quale sono stati proiettati i 3 film in successione. Quasi un
doveroso tributo a uno tra i più grandi registi del “thriller all’italiana”
sottovalutato e un po’ snobbato dai critici.
Battista Passiatore, Roma, 23
ottobre 2007. |
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FESTA DEL CINEMA DI ROMA: Dario Argento contro la Tv e la Fiction
italiana!!
Il
maestro dell’horror nazionale polemico nei confronti degli italiani schiavi
delle Fiction e per questo restii nei confronti dei Festival
“la rovina del cinema italiano! le fiction nostrane sono inguardabili, è
inspiegabile che gli italiani si mettano a guardare prodotti simili e che
qualcuno le produca, sviando tutti quei soldi non nel cinema ma su questo
tipi di prodotti… basterebbe prendere ad esempio quel palloccone di Guerra e
Pace! Per non parlare poi degli attori italiani, pessimi, che si mangiano le
parole in continuazione…”.
Con queste parole Dario Argento, durante la Conferenza stampa del film “La
Terza Madre” si è presentato ai (pochi) giornalisti presenti in Sala
Petrassi. segno dei tempi che corrono e dell’interesse, ormai naufragato, da
parte dei critici nei confronti del Darione nazionale.
Conferenza comunque non priva di spunti interessanti, come un’accesissima
polemica contro la televisione..
Argento ha ammesso come qualsiasi lettura sociologica del film sia
assolutamente casuale, visto che lui stesso non l’ha mai presa in
considerazione, sottolineando come “solo dopo aver scritto e girato il film
mi hanno fatto notare la possibile rappresentazione di una società sempre
più violenta. Anche se la violenza non è solo lo specchio della società di
oggi, visto che c’è sempre stata, è parte fondante della società stessa“.
Ha poi proseguito spiegando come “tornare a lavorare con Asia, 10 anni dopo
l’ultimo lavoro fatto assieme, sia stato decisamente diverso, visto che Asia
in questi 10 anni ha girato due pellicole come regista, abbandonando il
narcisismo tipico degli attori e prendendo maggiore consapevolezza di se
stessa“.
Ma è soprattutto con una domanda che Dario si è letteralmente scatenato…
dopo avergli chieso come mai i registi americani riescano a girare in un
modo così diverso dai registi nostrani, lui escluso, Argento ha prima
sottolineato come “negli states per girare un film hanno budget di partenza
che noi italiani ci possiamo dimenticare“, per poi affondare il colpo contro
la Tv.
Battista Passiatore, Roma, 25
ottobre 2007. |
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FESTA DEL CINEMA: Commozione e gioia per Il premio Oscar Ennio Morricone
Ennio
Morricone davanti ai giornalisti parla del suo amore per la composizione
musicale e racconta alcuni divertenti aneddoti ricordando Sergio Leone e
Gillo Pontecorvo
Non si è ancora spenta l’eco della consegna a Los Angeles dell’Oscar alla
Carriera ad Ennio Morricone: dalla fatidica Notte degli Oscar è stato in
tutto il mondo un susseguirsi di omaggi al compositore romano, le cui
musiche per il cinema (oltre 450 colonne sonore) sono tra le più amate e
popolari. Sarà il maestro dunque, a chiudere la Festa del Cinema con un
concerto in cui dirigerà l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di
Sante Cecilia (sabato ore 11.30). Quattro suite (Per le antiche scale, Bugsy,
H2S, La città della gioia, Nostrome, Sicilo e altri frammenti e poi musiche
da Mission) per un viaggio attraverso alcune della più celebri colonne
sonore per il cinema. "Sono orgoglioso di chiudere con un mio concerto la
Festa del Cinema – ha detto il compositore - Sono romano, abito a Roma e la
città, che ha da sempre una tradizione legata al cinema, ha un diritto
legittimo di fare una sua festa". Durante la conferenza stampa di
presentazione del concerto finale, Ennio Moricone si è lasciato andare a
ricordi e aneddoti del passato , dall'amico Gillo Pontecorvo alla stima,
profonda e ricambiata, per Riccardo Muti, da Roland Joffè(regista di Mission)
alle confidenze del maestro Petrassi, di cui fu allievo, passando per
l'incontro con Joan Baez e le collaborazioni con Sergio Leone. (con cui ha
ottenuto i maggiori successi commerciali grazie anche al rapporto di stima
reciproca e la condivisione delle scelte musicali). Tante le domande per il
Maestro nel Teatro Studio dell’Auditorium dove si è svolto l’incontro con la
stampa: lui, con grande generosità (a patto che il giornalista urlasse forte
e chiaro!) si è concesso in maniera totale anzi ha addirittura raccontato
divertenti aneddoti e curiosità accadute nel corso della sua straordinaria
carriera. Per Mission, Roland Joffè ha fatto suonare l'oboe a Jeremy Irons,
che muoveva le dita a caso. "Per comporre quelle musiche ho usato tre temi
(quello dell'oboe, il coro palestriniano e il tema etnico) - ha spiegato -
Sovrapponendo il coro all'oboe e inserendo successivamente il tema etnico ho
creato una rappresentazione grafica e acustica della trinità di Dio".
Dopodichè Morricone ha aggiunto che, dopo il concerto per la cerimonia di
chiusura della Festa del Cinema, sarà di nuovo sul podio della Sala Santa
Cecilia alle ore 18 del giorno 27 Ottobre per dirigere i concerti previsti
nella Stagione Sinfonica dell’Accademia: in conclusione in 4 giorni Ennio
Morricone dirigerà 5 concerti con al centro le celebri colonne sonore che
l’hanno consacrato nel panorama internazionale. Ma il più prolifico dei
compositori è anche autore di un centinaio di brani da concerto, che egli
stesso ama definire “musica assoluta”, differenziandola dalle sue partiture
per il cinema chiamate “musica applicata”. I concerti della Stagione
Sinfonica comunque del 27, 29 e 30 Ottobre saranno l’occasione per ascoltare
la sua “musica assoluta”: “Voci dal Silenzio- Cantata contro le stragi di
tutta la storia dell’umanità”. La dedica, dice Morricone, “è dentro la
musica, dentro gli stessi suoni. Inizialmente avevo pensato solo all’11
Settembre, ma poi l’ho corretta perché tutte le altri stragi delle quali si
parla meno, meritano di essere ricordate e commemorate”. Alla fine il
maestro arriva quasi in lacrime (ci è mancato davvero poco), raccontando,
con la voce strozzata dalla commozione, di quella volta che dal Ravenna
Festival gli chiesero un pezzo da far dirigere al maestro Muti. " Muti mi
disse: 'Lo sai perché lo dirigo bene? Perché mi piace'", ha raccontato
Morricone con la voce spezzata dalla commozione.
E' davvero stupefacente l'umiltà di quest'uomo fresco di premio Oscar alla
carriera, che non si definisce direttore d'orchestra perché il suo obiettivo
era fare il compositore, aveva questa certezza dai tempi in cui era allievo
di Petrassi e più di una volta ha avuto l'impressione che il suo maestro
fosse interessato più ai compositori che ai direttori d'orchestra. "Non ho
la mimica e la gestualità di Pappano, voglio solo che l'orchestra mi capisca
e mi sembra che mi capisce".
Battista Passiatore, Roma, 26
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