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Dopo “Across the universe” arriva nella nostre sale il film “Mamma Mia”,
trasposizione cinematografica di uno dei musical di successo di Broadway; il
film è stato fortemente voluto da Meryl Streep.
Dislocato per l’occasione sulle bellissime isole greche, la storia parla di
Sophie (Amanda Seyfried) una ragazza cresciuta solo con sua madre (Meryl
Streep) e che per il giorno del suo matrimonio vorrebbe che suo padre la
portasse all’altare. Troverà tre possibili candidati leggendo il diario
della madre di quando era giovane e li inviterà in gran segreto: sono un
bancario (Colin Firth), un uomo d’affari (Pierce Brosnan) e uno spirito
libero (Stellan Skarsgard), intanto la madre ha invitato anche le sue
migliori amiche che facevano parte del gruppo da lei formato da giovane
“Donna e the Dynamos.”
In 24 ore vedremo sogni, segreti e rimpianti dei vari personaggi e
scopriremo chi accompagnerà Sophie all’altare, il tutto contornato con le
fantastiche musiche degli Abba.
Il film mantiene un ritmo costante, con delle battute efficaci tra una
canzone e l’altra; quasi tutte le canzoni sono state coreografate, ma quella
che ho trovato più interessante è stata “Dancing Queen”.
Anche se la bravura e la versatilità di Meryl Streep può aver oscurato a
tratti gli altri interpreti, ho trovato un cast ben amalgamato anche se per
alcuni attori (Brosnan, Firth, Skarsagard) era il loro primo musical.
Arriviamo ad un finale allegro e brioso con le conclusioni delle varie
storie collaterali che si erano aperte durante il film tutto il cast che
balla in modo liberatorio sotto l’acqua dovuta ad una tubatura rotta.
I titoli di coda meritano di essere visti perché il gruppo di attori canta
prima “Mamma mia” e poi “Waterloo” indossando delle strettissime e
variopinte tute in lattex.
Giudizio:
 
(legenda).
di Tatiana Coquio. 25 Settembre 2008. |
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"STRARIPANTE MERYL STREEP" -
Trasposizione cinematografica del musical di Broadway, messa in scena del
mondo cantato dagli Abba, un gruppo pop svedese molto in voga negli anni
Settanta, Mamma Mia! è un film che gira tutto attorno ad una straripante
interpretazione di Meryl Streep.
L'attrice americana, classe 1949, trascina tutto e tutti. Protagonista di un
musical gradevole e giocherellone, non esita a sfoggiare il suo enorme
talento su e giù dalle viuzze di un arroccata isoletta greca. Nicole Kidman,
allora trentaquattenne, venne esaltata in Moulin Rouge! per una
interpretazione molto meno convincente. Non è l'età, sembra cantare Meryl, è
il talento a farla da padrone. Sono momenti (discorso già intrapreso
parlando di Tom Hanks, guarda caso produttore esecutivo di Mamma Mia!, nel
recente "La guerra di Charlie Wilson") in cui si esprime la vera essenza del
cinema: il divertimento e il piacere di farsi trascinare dai volti che fanno
grande l'arte cinematografica, quelli che giustificano il prezzo del
biglietto.
Dato che, come detto, nel film di Phyllida Lloyd tutto e tutti corrono
dietro alla lucente Meryl (nel film interpreta Donna Sheridan), valga come
sineddoche (una scena per raffigurare il film) la messa in scena di "Dancing
Queen": lei davanti che canta, dietro tutte le donne che, finalmente,
smettono i rispettivi faticosi lavori per un meritato momento di
divertimento: puro e piacevolissimo inno al femminismo.
L'altra faccia della medaglia è dato dal resto del cast: come a dire,
abbiamo provato a seguirti (Meryl), ma il talento non è condivisibile.
Amanda Seyfried (Sophie) è l'unica nota piacevole nel contorno della Streep,
giovanissima co-protagonista del musical è nella parte e non sarà difficile
ritrovarla in future produzioni hollywoodiane. Sono i nomi grossi a stonare
in pieno: certamente lo charme fleminghiano non gli manca, ma un Pierce
Brosnan fuori nota e disperso in un'isola greca merita il cartellino rosso.
Nella libera uscita greca-musicale, non fanno molto meglio gli altri due
probabili padri della giovane Sophie, Stellan Skarsgård e Colin Firth, i
quali a tratti però qualche mezzo sorriso lo strappano. Peggio di 007 in
missione musical era francamente difficile. Meryl Streep vale il prezzo del
biglietto. E anche dei premi, che non le mancheranno.
Giudizio:
 
(legenda).
di Matteo Bursi. 7 Ottobre 2008. |