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"ESUBERANZA D'ALTRI TEMPI"
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Jack, Francis e Peter
Whitman sono tre fratelli piuttosto diversi l’uno dall’altro e
apparentemente poco legati, che si ritrovano un anno dopo la morte del
padre, sul treno Darjeeling Limited attraverso l’India per affrontare un
cosiddetto viaggio spirituale; in realtà il fine sarà quello di ritrovare la
loro alquanto singolare madre, suora da tempo ritiratasi ai piedi dell’Himalaya.
Scopriranno valori molto più forti e vitali.
Torna e convince come sempre il talentuoso Wes Anderson, giovane regista
statunitense ormai pratico di queste commedie in “carta pesta”, intrise di
ilarità, umorismo sottile e tagliente, situazioni pacate ma fornite di uno
spassosissimo lato esistenziale. Dopo l’applauditissimo e mediteraneo The
Life Aquatic of Steve Zissou, l’obbiettivo si sposta nel continente
indiano, negli odori, nelle attrazioni di una regione così emozionale e
gradevole, dalle mille e più tradizioni. Ma l’occhiello dell’ultimo progetto
di Anderson, sceneggiato con i cugini Roman Coppola e Jason Schwartzman, è
rappresentato dai soliti personaggi-burattini, pieni di forza di volontà e
raffinatezza, ma governati da quel perbenismo globale che serpeggia in tutti
i lavori del suddetto regista. La ricerca di qualcosa di profondo è
attinente alla scoperta dell’Io più profondo e inatteso, un tema forse non
troppo originale, ma elaborato con maestria, eleganza e soprattutto il già
citato humor brevilineo, speciale. Un film che non cade mai nel patetico, le
atmosfere sono positive e sorridenti, oscilla fra la commedia nera e il
sarcasmo diretto. Molto si deve alla solita compagnia di amici-attori che
prevede Owen Wilson, Jason Schwartzman, camei di Bill Murray e Angelica
Houston, con la new-entry Adrien Brody, a cui va a genio il ruolo del
fratello più freddo e silenzioso. Girato con ottimi tempi d’azione filmica,
la pellicola si affida spesso ai frangenti musicati in slow-motion, che
delineano la raffinatezza registica e il gusto musicale di Anderson. Ottimo
dunque il risultato, pieno di bontà e speranza, e quel tocco finale di
tristezza quasi paradossale che cambia di tanto in tanto il tono
dell’azione, con elevato spirito d’osservazione totale. Preceduto
dall’intrigante prologo Hotel Chevalier, il film ha ricevuto il
Leoncino d’oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.
Giudizio:
  
(legenda).
di Keivan Karimi. 2 Maggio 2008. |
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"VIAGGIO IN INDIA DI TRE AMERICANI SGANGHERATI"
- Wes Anderson (I Tenenbaum e Le avventure
acquatiche di Steve Zissou) prende tre sgangherati fratelli americani
sulla quarantina, li fa ritrovare dopo diverso tempo, li fa salire su un
treno in India e lascia che lo spettatore assista a quel che ne viene fuori.
Un viaggio spirituale non lo si programma, lo si vive. Francis (Owen Wilson)
organizza il viaggio e riunisce i fratelli per un viaggio 'iniziatico' con
l'obiettivo di andare a stanare loro madre, che si è rifatta una vita come
suora in India. Peter (Adrien Brody) e Jack (Jason Schwartzman) assecondano
i dettami del tumefatto fratello maggiore, sino all'esplosione.
Due fratelli vengono alle mani, il terzo si distrae conquistando la bella
ragazza del servizio a bordo. Pastiglie e medicinali vari riempiono il
viaggio sino al punto di non ritorno: il coloratissimo microcosmo del
Darjeeling Limited viene meno, i tre fratelli in cerca di sé stessi
vengono sbattuti fuori dal treno e lasciati in piena notte in terre ignote.
Termina la programmazione dettagliata di Francis e può avere inizio il vero
viaggio come esperienza di vita. I tre americani si imbattono in tre
ragazzini che, nel tentativo di attraversare un piccolo canale, stanno
annegando. Due bambini vengono salvati. "Il mio non l'ho salvato, è morto":
a parlare è un disperato Peter. I Whitman giungono al villaggio dove
ritrovano l'umanità persa, lo spirito di fiducia verso il prossimo e
l'armonia tanto ricercata. E' giunto il momento per la ri-unione con la
madre, sperduta in un convento tra le montagne dell'Himalaya. Il lieto fine
lo avranno i tre fratelli, di nuovo uniti, ma non la particolarissima mamma
(Angelica Houston).
Una commedia divertente, spiccatamente ed eccentricamente autoriale con una
piacevole introduzione affidata al cortometraggio Hotel Chevalier, in
cui Anderson racconta dell'incontro tra Jack e la sua ex ragazza (Natalie
Portman, nuda e sensuale) a Parigi, momento precedente la partenza per
l'India.
Giudizio:
 
(legenda).
di Matteo Bursi. 5 Maggio 2008. |