HOMEPAGE  Rubriche  |  Scrittori di Cinema  |  Archivio SDC  |  Cerca  |  Sito ufficiale Gransito Movie Awards  |  GMA 2008  |  Mailing list  |  Italia70  |  BLOG

Il divo (di Paolo Sorrentino, 2008).

"INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO" - Sarcasmo, raffinatezza, critica aspra, pungente, a tratti spiritoso, emblematico…questi termini esprimono il carattere soave dell’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino, che abbandona le situazioni paradossali e fin troppo metaforiche de L’amico di famiglia, per raccontare un tratto della monumentale vita dell’onorevole Giulio Andreotti, capo storico della Democrazia Cristiana, personaggio misterioso e intriso di dubbi, dalla vita privata anonima e poco convinta, assuefatto dalla politica e dalla preghiera, circondato sempre da persone poco affidabili. Il film si incentra sul periodo inizio anni ’90, ovvero dall’illusione del settimo governo Andreotti fino ai primi processi per associazione mafiosa nei confronti del politico. Bisogna lodare e complimentarsi con Sorrentino, che ha intrapreso un lavoro pieno e ai limiti del denunciabile sull’uomo che in lungo e in largo ha dominato la scena politica italiana di mezzo secolo; il regista ha saputo dominare, sopravvalere in una sorta di gara di personalità un soggetto quasi spaventoso, impassibile, freddo. Ci fa scoprire chi è l’Andreotti di cui tutti abbiamo sentito parlare, l’uomo che all’alba si fa accompagnare dalla scorta a pregare in pieno centro a Roma, che nella sua vita ha pianto solo tre volte, che ha ammesso davanti a colleghi illustri che “nella vita c’è solo la politica”. Ma ciò che ci sorprende sono i suoi incubi, i suoi fantasmi ricorrenti, sottoforma di un Aldo Moro che gli appare e lo tormenta come l’errore più madornale della sua esistenza. Le sue movenze, i suoi gesti, le sue abitudini, in un complesso di faziosità inconsueta, in uno scavo neanche troppo profondo nell’indole di un individuo che pare voglia esplodere da un momento all’altro, ma si trattiene, come obbligato da un voto assoluto, forse da quel credo religioso ossessivo e permeabile a tutto. E’ un mosaico di personaggi realmente esistiti (alcuni tuttora in vita) che descrive il circolo vizioso nel quale era incastrato il divo Giulio; la scaltrezza di Pomicino, l’ingenuità di Evangelisti, la premura della segretaria Enea, l’opportunismo di Sbardella e i traffici di Lima, tutto reclutato nell’animo di un uomo che si definiva “di media statura, ma mai circondato da giganti migliori di egli stesso”. Un Toni Servillo da manuale, si conferma essere l’interprete italiano più in voga del momento, abilitato da una trasformazione fisica di rara precisione, ha dato quel tono rigido e signorile, pacato e a tratti freddo, si sa prendere in giro da solo, e ciò convince assolutamente. Sorrentino registicamente non si smentisce, stavolta è più realista, più incentrato sulla cronaca, ma tiene un ritmo ironico e sarcastico, spara musica allegra nei momenti drammatici e viceversa, perché i toni di un film del genere non sempre devono essere coordinati con lo spazio, anzi…Premio speciale della giuria all’ultimo Festival di Cannes, una bella spinta per il cinema nostrano.
Giudizio: (legenda).
di Keivan Karimi. 5 Giugno 2008.

Il film si apre con un glossario italiano,una sorta di guida per lo spettatore nella terminologia e cronologia della politica italiana degli anni 90, e si chiude con lo scorrere delle sentenze dei proces-
si a carico del senatore a vita,classe 1919. Scritte rosso cupo,il colore del sangue,perché gli anni No-
vanta,l’epoca in cui è ambientato il film di P.Sorrentino, furono anni tragici per l’Italia,di omicidi,
di suicidi,di Tangentopoli,di mafia:nel 1992 morirono Falcone e Borsellino. Il VII governo Andre-
otti è durato dal 12 aprile 1991 al 28 giugno 1992. Sorrentino concentra il suo sguardo proprio sugli anni che vanno dal 1992 ai processi di collusione con la mafia,tutti conclusi con l’assoluzione per il senatore. Dopo la presentazione,in stile western tarantiniano,della corrente andreottiana,uno dei mo-
menti più riusciti del film,in cui vediamo sfilare,con i loro nomi,cognomi e soprannomi,i personaggi che ne fecero parte,la storia pone al centro Il divo Giulio,nel suo aspetto pubblico e in quello priva –
to, cercando di fornire una spiegazione del mistero che si cela intorno a Lui. Ma non si può svelare l’Enigma; I.Montanelli lo ha definito”il più scaltro criminale o il più grande perseguitato della Sto-
ria d’Italia”.P. Sorrentino,regista e sceneggiatore con la consulenza del giornalista di Repubblica G.
D’Avanzo,(N.d.A:se vogliamo,il film è un piccolo spot del quotidiano romano,basti pensare all’ E.
Scalfari,interpretato da G.Bosetti) da il meglio di sè quando,con il suo personalissimo stile e una commistione di musica e immagini,con riprese di primi piani e un uso serrato della macchina da presa,gira nel grottesco,che meglio si adatta a Andreotti. Un cast di attori eccezionale:il grande Servillo,(il quale giustamente non ne fa una caricatura alla Noschese,ma lo interpreta in uno stile brechtiano)un magnifico F.Bucci nel ruolo del braccio destro Evangelisti,A.Bonaiuto è la moglie Livia e P.Degli Esposti(la segreteria Enea).Un film che alla fine lascia malinconici,con questa galleria di personaggi e corruzioni,di morti e stragi,che ci fa uscire dalla sala con un senso di vergogna.

Giudizio: ½ (legenda).
di Sara Memmi. 17 Giugno 2008.

il Cinema Italiano recente su ScriverediCinema

2008
- Colpo d'occhio (di Sergio Rubini).
- Gomorra (di Matteo Garrone).
- Il divo (di Paolo Sorrentino).
- Tutta la vita davanti (di Paolo Virzì).
- Un giorno perfetto (di Ferzan Ozpetek).

2007
- Caos calmo (di Antonello Grimaldi).
- Centochiodi (di Ermanno Olmi).
- Giorni e nuvole (di Silvio Soldini).
- In memoria di me (di Saverio Costanzo).
- La ragazza del lago (di Andrea Molaioli).
- Parlami d'amore (di Silvio Muccino).

2006
-  Fascisti su Marte (di Corrado Guzzanti).
-  La cena per farli conoscere (di Pupi Avati).
L'amico di famiglia (di Paolo Sorrentino).
La sconosciuta (di Giuseppe Tornatore).
-  Le rose del deserto (di Mario Monicelli).
-  L'orchestra di piazza Vittorio (di Agostino Ferrente).
-  Manuale d'amore 2 (di Giovanni Veronesi). 
-  Notte prima degli esami: oggi (di Fausto Brizzi).
Nuovomondo (di Emanuele Crialese).
-  Quale amore (di Maurizio Sciarra). 
-  Saturno contro (di Ferzan Ozpetek).
-  Uno su due (di Eugenio Cappuccio).
-  Viaggio segreto (di Roberto Andò).

  2005
- La bestia nel cuore (di Cristina Comencini).
- Quando sei nato non puoi più nasconderti (di Marco Tullio Giordana).
- Romanzo criminale (di Michele Placido).
- Ti amo in tutte le lingue del mondo (di Leonardo Pieraccioni).

2004
- Non ti muovere (di Sergio Castellitto).

2001
- Il mestiere delle armi (di Ermanno Olmi).

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008 - Ottava edizione del primo premio cinematografico online d'Italia.

HOMEPAGE  Rubriche  |  Scrittori di Cinema  |  Archivio SDC  |  Cerca  |  Sito ufficiale Gransito Movie Awards  |  GMA 2008  |  Links  |  Italia70  |  BLOG

GMA 2001 | GMA 2002 | GMA 2003 | GMA 2004 | GMA 2005 | GMA 2006 | GMA 2007 | Storia del premio | Scrivere di Cinema 2006 | Scrivere di Cinema 2007

Gransito.com 2008