|
"PER RIFLETTERE"
-
Ecco un esempio di film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta
nella vita perché,in una storia di per sé semplice,sono racchiusi diversi
messaggi che mirano a toccare il cuore di ogni essere umano.
Il primo di questi messaggi è quanto sia importante coltivare amicizie
autentiche,come quella che prova il piccolo Hassan nei confronti del
compagno di giochi Amir,per il quale è disposto a subire le più alte
umiliazioni pur di renderlo felice.Dopo la toccante scena della
violenza(patita pur di salvare l’aquilone-premio dell’amico,che assiste alla
scena di nascosto senza intervenire)è importante notare come Hassan sia
ancora propenso a mortificarsi facendosi colpire inerte dai pomodori che gli
lancia Amir- che lo fa nel tentativo di risvegliare in lui il suo senso di
ribellione-semplicemente per fargli capire che i veri amici farebbero di
tutto pur di vedere l’amico contento(“Per te lo farei un milione di volte
Amir!”grida Hassan al suo migliore amico prima di andare a recuperare
l’ultimo aquilone sconfitto nella gara).La bontà di Hassan è evidente anche
dalla domanda che fa all’amico dopo aver ascoltato una delle sue tante
storie.Questa breve favola raccontava di un uomo che scoprì di essere in
possesso di una coppa magica:ogni volta che piangeva e lasciava cadere al
suo interno le proprie lacrime queste si trasformavano in perle.La storiella
si conclude con l’immagine dell’uomo che,in cima ad una montagna di
perle,piange la morte della moglie,da lui stesso assassinata.Al che Hassan
domanda “Ma non era più semplice piangere sbucciando una cipolla?”
Il secondo messaggio che sottintende il film è quanto sia importante mettere
da parte la vigliaccheria e imparare a ribellarsi se si è davanti ad
un’ingiustizia.Questo lo sa bene il padre di Amir che non esita a mettere in
pericolo la propria vita pur di salvare una donna dalle angherie di un
soldato sovietico.
Il film però insegna anche che la vita spesso ci permette di riscattarci in
qualche modo dalle nostre colpe passate ed è importante cogliere al volo
queste occasioni.Ecco allora che un Amir ormai adulto e stabilizzato in
America,decide di tornare in patria per portare a casa
Sohrab,figlio dell’amico deceduto e suo nipote(si
scoprirà infatti che Amir a Hassan in realtà sono fratelli perché figli
dello stesso padre)affrontando il clima di miseria e terrore a cui ora il
suo paese è costretto.
E il finale ci mostra come Amir,che vede in Sohrab l’amico perduto(forse
anche perché,oltre ad essere suo figlio,ha subito le stesse umiliazioni del
padre)decide ora di mettere tutto se stesso in questo rapporto per espiare
il grande peccato di cui si era macchiato da giovane.Quando allora Sohrab
taglia il filo al suo primo aquilone avversario è Amir che stavolta gli
grida andandolo a raccogliere”Per te lo farei un milione di volte Sohrab!”.
Ma il film lancia molti altri messaggi come la brutalità e l’inutilità del
razzismo e della guerra e quanto sia rilevante la difesa della
vita,soprattutto quella altrui. Perfetti nei loro ruoli tutti gli
attori,soprattutto i due piccoli emergenti.Impeccabili anche la
fotografia,che si mostra talvolta cruenta nel mostrare la carneficina
inferta agli animali,così come la scenografia che ci fa apprezzare nella
loro semplicità le panoramiche dei paesaggi,dei deserti e delle città afgane
e pakistane. Azzeccata la colonna sonora,ricca di musiche arabe
dall’andamento a tratti commovente,nella maggior parte dei casi e a partire
già dai titoli di testa,e a tratti gioiosa,come nell’occasione del
matrimonio di Amir. Dobbiamo ringraziare lo scrittore Khaled Hosseini perché
è proprio dal suo romanzo che è stato tratto questo bellissimo film, che il
poliedrico Marc Forster(perché tocca un po’ tutti i generi cinematografici:Monster’s
ball,Neverland,James Bond)ha sputo magistralmente trasporre in pellicola.
Pellicole che dovrebbero essere più diffuse perché,pur commovendo
dall’inizio alla fine,lasciano il cuore e la testa ricolmi di buoni
sentimenti derivanti da quei messaggi impliciti che il film trasmette.
Giudizio:
   
(legenda).
di Pamela Garbin. 7 Aprile 2008. |