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Identikit di un delitto (di Frank Lau, 2007).

Bloccato per diverso tempo dalla produzione che ha voluto approntare un nuovo montaggio alla pellicola, Identikit di un delitto rappresenta l’esordio in terra americana di Andrew Lau, il regista hongkonghese della trilogia di Infernal Affairs, fonte d’ispirazione per il pluripremiato The Departed di Martin Scorsese.
Il film affronta il delicato tema dei crimini a sfondo sessuale, utilizzando una delle più classiche e collaudate formule del genere, ovvero la coppia formata dal detective a fine carriera dai metodi fascistoidi, tentato dalla giustizia privata e intaccato dal Male con cui si è confrontato nel corso degli anni (Richard Gere), e la collega giovane appena assunta, rispettosa delle leggi e dalla morale incorruttibile, ma che imparerà a comprendere e rispettare il lavoro del primo (Claire Danes). Se la trama è scontata, il regista cerca sin dai titoli d’apertura di esprimersi con un proprio linguaggio, attraverso un montaggio fratto e nervoso, movimenti di macchina disorientanti, fotografia sgranata, alterazioni del sonoro: purtroppo tanta esibizione tecnica raramente si trasforma in stile, risultando più fastidiosa che necessaria, benché Lau abbia il coraggio in certi frangenti di essere scabroso e ai limiti della morbosità, con un voyeurismo di sapore depalmiano che disturba ma che risulta quasi obbligatorio per distaccarsi dal bigottismo e dal puritanesimo troppo spesso ipocrita della fabbrica hollywoodiana quando affronta questi argomenti.
Identikit di un delitto conferma la tradizione avversa che ha visto, dopo Ringo Lam, Tsui Hark e in fondo lo stesso John Woo, cadere uno dopo l’altro tutti i fautori dell’action movie made in Hong Kong in trasferta occidentale, i quali non riescono a raggiungere gli strepitosi esiti dei loro film in patria (anche se va sottolineato che Andrew Lau, a parte la sopracitata trilogia “infernale”, non è mai stato un regista all’altezza della sua opera più celebrata); aspettiamo a questo punto per una inversione di tendenza l’annunciato remake de I senza nome di Melville ad opera di Johnnie To. Inoltre la versione italiana presenta l’aggravante di un doppiaggio in versione vacanziera, sciatto e a dir poco approssimativo nel tradurre i già non esaltanti dialoghi, sebbene gli interpreti originali ci mettano del loro nel risultare scarsamente convincenti: la scintilla tra la coppia protagonista infatti non scatta mai, e dobbiamo registrare l’impasse ormai storica che attraversa la carriera di Richard Gere, avviata ad un triste declino da diversi film a questa parte.
Dunque flop artistico o sciacallaggio degli incauti produttori? Arduo compito date le traversie subite dalla pellicola dare un giudizio che non sia interlocutorio: difficile comunque ipotizzare un successo commerciale per un’opera che affronta gli abissi dell’animo umano in tutta la sua concreta sgradevolezza, rendendo faticoso un plot che non brilla certo per originalità. Resta nella memoria la sequenza del treno che separa momentaneamente i due protagonisti, con il poliziotto Gere che vede la collega come il carnefice con la sua vittima, in un vorticoso e illuminante saggio per immagini sull’identificazione e il contatto con il proprio lato oscuro: un lampo nel buio di un film troppo deludente per i nomi coinvolti da poter lasciare gli spettatori davvero soddisfatti.
Giudizio: (legenda).
di Giulio Ragni. 22 Agosto 2008.

il Cinema Americano su SDC

Anno 2008
- Il cacciatore di aquiloni (di Marc Forster).
- Il treno per il Darjeeling (di Wes Anderson).
- Indiana Jones e il Regno del teschio di cristallo (di Steven Spielberg).
- Juno (di Jason Reitman).

Anno 2007
- American Gangster (di Ridley Scott).
- Hairspray (di Adam Shankman).
- Il petroliere (di Paul Thomas Anderson).
- Into the wild (di Sean Penn).
- Io non sono qui (di Todd Haynes).
- La guerra di Charlie Wilson (di Mike Nichols).
- L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (di Andrew Dominik).
- Leoni per agnelli (di Robert Redford).
- Michael Clayton (di Tony Gilroy).
- Nella valle di Elah (di Paul Haggis).
- Non è un Paese per vecchi (di Joel e Ethan Coen).
- Ocean's 13  (di Steven Soderbergh).
- Paranoid Park  (di Gus Van Sant).
- Sogni e delitti (di Woody Allen).
- Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street (di Tim Burton).
- The Bourne Ultimatum (di Paul Greengrass).
- Un'altra giovinezza (di Francis Ford Coppola).
- Zodiac (di David Fincher).

Anno 2006
- Babel  (di Alejandro Gonzales Inarritu).
- Black Dhalia (di Brian De Palma).
- Bobby (di Emilio Esteves).
- Flags of our Fathers (di Clint Eastwood).
- Little Miss Sunshine (di Jonathan Dayton e Valerie Faris).
- Radio America (di Robert Altman).
- Romance&Cigarettes (di John Turturro).
- The Departed (di Martin Scorsese).
- The Prestige (di Christopher Nolan).
- United 93 (di Paul Greengrass).

Anno 2005
- Crash (di Paul Haggis).
- Good night and good luck (di George Clooney).
- Match Point (di Woody Allen).

Anno 2004
- Fahrenheit 9/11 (di Michael Moore).

Anno 2002
- Bowling a Columbine (di Michael Moore).
- La 25a ora (di Spike Lee).

Anno 2000
- Il gladiatore (di Ridley Scott).

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008 - Ottava edizione del primo premio cinematografico online d'Italia.

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