HOMEPAGE  Rubriche  |  Scrittori di Cinema  |  Archivio SDC  |  Cerca  |  Sito ufficiale Gransito Movie Awards  |  GMA 2008  |  Mailing list  |  Italia70  |  BLOG

Hancock (di Peter Berg, 2008).

Per volare, vola; ma certo il suo stile non è degno di Superman. Per arrivare nel momento giusto, certo, arriva; ma i risultati non sono come quelli di Spiderman. Insomma, Hancock, protagonista dell’omonimo film, è un supereroe solo di nome, ma non è certo di fatto: sempre ubriaco, con la barba incolta, puzzolente e senza un vestito degno di tale nome. Con un vago ricordo del suo passato, e non solo dovuto agli alcolici, Hancock cerca di svolgere alla meno peggio il suo lavoro; ma, ahimé per i cittadini di Los Angeles, ogni suo intervento si conclude con una catastrofe che costa alla città più del crimine appena sventato. Fino a che un giorno “salva”, almeno secondo le sue intenzioni, Ray, un genio delle pubbliche relazioni che si prende a cuore il caso di Hancock e cerca di dare una ripulita e un nuovo volto alla sua immagine di paladino della giustizia. È grazie a questo incontro che la vita di Hancock cambierà e che il suo oscuro passato riaffiorerà in maniera devastante.
“Hancock” è un film che va completamente contro il genere del film sui supereroi: pieno di battute a doppio senso, con un eroe sporco e sbocacciato, e soprattutto senza una seconda identità: lui è Hancock, giorno e sera, niente Peter Parker o Bruce Wayne. Non ha una casa, dorme sulle panchine e beve come una spugna. Ma il fatto che abbia un passato di cui non riesce a ricordare quasi nulla, fatta eccezione per una data e un luogo, rende Hancock un personaggio di una certa complessità. E Will Smith riesce a dare credibilità drammatica a un personaggio che si presenta per tutta la prima parte del film come un fenomeno da baraccone. Infatti, solo nella seconda metà, il lato drammatico della vicenda di Hancock verrà svelata portando ad una serie di eventi inaspettati e che si riallacciano maggiormente con il filone dei supereroi.
Ed è proprio in questa seconda parte che il film perde un po’ del suo fascino e brio, cadendo più volte nei clichè del genere e bruciando troppo velocemente le tappe della trama. Infatti, la pecca più grande del film è la brevità: solo 92 minuti che non danno il tempo di assaporare il ritrovamento della memoria da parte del protagonista e la storia d’amore che si consuma in una manciata di minuti.
Comunque una pellicola atipica, tutta da gustarsi, con un protagonista che nonostante tutti i suoi difetti riesce a catturare il pubblico in sala.
Giudizio: (legenda).
di Isabella Agostinelli. 23 Settembre 2008.

Le storie dei supereroi tratti dai fumetti seguono tutte il solito cliché. Del resto, è molto diverso trasporre le avventure di un personaggio, che durano anni, in un film che dura non più di due ore. I rischi di banalità sono maggiori, e spesso i produttori non se ne preoccupano perché si tratta di polpettoni preconfezionati con un target ben definito, operazioni di marketing insomma il cui ultimo pensiero è la qualità. Ma questo discorso si potrebbe fare per il novanta per cento dei film che vediamo oggi, e del resto non sarebbe una novità. In questo panorama, le eccezioni non vanno cercate nella storia in sé, che difficilmente può variare (per essenziali questioni narrative), ma nel modo in cui essa viene rappresentata. Hancock ha l’ambizione di essere un’eccezione sia nella storia sia nella sua rappresentazione: nel primo caso ci riesce solo a metà, nel secondo ha fatto centro in pieno.
La simpatia di questo supereroe un po’ sui generis la dobbiamo ovviamente al suo interprete (Will Smith, che fiuto per le sceneggiature ne ha) e all’idea nel suo insieme, un personaggio diverso dai soliti, nient’affatto eroico per scelta. Questo naturalmente solo nel primo tempo. Nessun supereroe che si rispetti può essere “cattivo” fino in fondo. Però la furbata di presentarlo così nella prima ora di film contribuisce a destare l’interesse del pubblico, che diventa un po’ più indulgente nel giudicare la seconda parte, più “eroica” e banale, e anche molto meno verosimile.
Certo, non si può pretendere un finale a sorpresa nei film di supereroi. Hancock ci ha già sorpreso abbastanza con la sceneggiatura, che straordinariamente domina il primo tempo, quasi privo di effetti speciali visto il genere, con gli attori e con i personaggi, e qualche volta addirittura coi colpi di scena. Volendo, c’è perfino un filo conduttore della storia, e sfido chi ha visto il film a capire di cosa parlo…
Davvero non possiamo chiedere di più. Concedetemi una piccola citazione: ottimo lavoro.
Giudizio: (legenda).
di Chiara Palladino. 30 Settembre 2008.

il Cinema Americano su SDC

Anno 2008
- Burn after reading (di Joel e Ethan Coen).
- Il cacciatore di aquiloni (di Marc Forster).
- Il treno per il Darjeeling (di Wes Anderson).
- Indiana Jones e il Regno del teschio di cristallo (di Steven Spielberg).
- Juno (di Jason Reitman).

Anno 2007
- American Gangster (di Ridley Scott).
- Hairspray (di Adam Shankman).
- Il petroliere (di Paul Thomas Anderson).
- Into the wild (di Sean Penn).
- Io non sono qui (di Todd Haynes).
- La guerra di Charlie Wilson (di Mike Nichols).
- L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (di Andrew Dominik).
- Leoni per agnelli (di Robert Redford).
- Michael Clayton (di Tony Gilroy).
- Nella valle di Elah (di Paul Haggis).
- Non è un Paese per vecchi (di Joel e Ethan Coen).
- Ocean's 13  (di Steven Soderbergh).
- Paranoid Park  (di Gus Van Sant).
- Sogni e delitti (di Woody Allen).
- Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street (di Tim Burton).
- The Bourne Ultimatum (di Paul Greengrass).
- Un'altra giovinezza (di Francis Ford Coppola).
- Zodiac (di David Fincher).

Anno 2006
- Babel  (di Alejandro Gonzales Inarritu).
- Black Dhalia (di Brian De Palma).
- Bobby (di Emilio Esteves).
- Flags of our Fathers (di Clint Eastwood).
- Little Miss Sunshine (di Jonathan Dayton e Valerie Faris).
- Radio America (di Robert Altman).
- Romance&Cigarettes (di John Turturro).
- The Departed (di Martin Scorsese).
- The Prestige (di Christopher Nolan).
- United 93 (di Paul Greengrass).

Anno 2005
- Crash (di Paul Haggis).
- Good night and good luck (di George Clooney).
- Match Point (di Woody Allen).

Anno 2004
- Fahrenheit 9/11 (di Michael Moore).

Anno 2002
- Bowling a Columbine (di Michael Moore).
- La 25a ora (di Spike Lee).

Anno 2000
- Il gladiatore (di Ridley Scott).

Concorso Fotografico Online "SCATTI IN RETE" - Concorso ufficiale GMA 2009

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008 - Ottava edizione del primo premio cinematografico online d'Italia.

HOMEPAGE  Rubriche  |  Scrittori di Cinema  |  Archivio SDC  |  Cerca  |  Sito ufficiale Gransito Movie Awards  |  GMA 2008  |  Links  |  Italia70  |  BLOG

GMA 2001 | GMA 2002 | GMA 2003 | GMA 2004 | GMA 2005 | GMA 2006 | GMA 2007 | Storia del premio | Scrivere di Cinema 2006 | Scrivere di Cinema 2007

Gransito.com 2008