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Burn after reading (di Joel Coen e Ethan Coen, 2008).

Molto delizioso il nuovo dei Coen. Alla fine si è convinti che la Cia sia così:una federazione di pazzi che pensa di sapere come va il mondo. E’ un film corale,con montaggio e sceneggiatura perfetti,una brillantissima squadra di attori che si divertono,ma ci lasciano sguardi inquietanti sul nostro futuro. J.Malkovich è un veterano della Cia,licenziato perché alcolista. Indignato,decide di scrivere in un diario le sue memorie. T.Swinton(che ho visto a Venezia),sua moglie, ha un amante bello e idiota,impersonato dal mio George(che ho visto a Venezia) e vuole divorziare. Fa pedinare il marito dagli avvocati. Un dischetto con alcuni suoi documenti,memorie incluse,finisce in mano alla segretaria dello studio legale che lo perde in una palestra. Qui lo trovano F.McDormand e B.Pitt,(che ho visto a Venezia) nella parte di uno stupido trainer,tutto Gatorade e I pod. Lo trovano e,pensando che sia roba che scotta,tentano di ricattare Malkovich. La McDormand inizia una relazione con Clooney,conosciuto tramite un sito per cuori solitari e,allo stesso tempo,insieme a Pitt, decide di vendere le memorie di Malkovich ai Russi. La Cia lo viene a sapere e conclude,a modo suo,questo caso demente e incomprensibile.
In questa pellicola tutti spiano tutti,nessuno sa perché,né come. La paranoia di una nuova guerra fredda si cela ma non troppo dietro una storia di corna,mariti pedinati,mogli sospettose,zitelle che vogliono farsi degli inteventi di chirurgia estetica(il personaggio di McDormand),incontri sessuali combinati via internet e spie megalomani i cui memoriali non interessano a nessuno. Si è diventati
ignoranti per un eccesso di informazioni:è questo il messaggio del film.
Giudizio: (legenda).
di Sara Memmi. 20 Settembre 2008.

L’ipod di Brad Pitt. La spilla a forma di pesce di Tilda Swinton. I cravattini di John Malkovich. Dei fratelli Coen si possono dire tante cose, tranne che lascino i dettagli al caso. E sotto certi aspetti Burn after reading è un film di dettagli, come lo era Non è un paese per vecchi. Non è forse vero che la nostra vita ruota intorno a una sfilza di paranoie, stupidaggini (“perché sono tutte stupidaggini” dice Frances McDormand) che finiscono col segnarci a vita? L’insensato non sempre acquista un senso. E se è vero che le età moderna e contemporanea sono le età dell’insensato, Burn after reading entra a pieno titolo nel buon cinema americano. Una commedia nera che vuol dir tutto e non vuol dire niente, che ci lascia con la sensazione di non sapere cos’abbiamo imparato. Le vite dei protagonisti s’intrecciano in una rete di rapporti casuali, vuoti, privi di calore e senza spiegazione: Malkovich licenziato dall’Intelligence e desideroso di scrivere le sue memorie, Swinton moglie fredda e calcolatrice, Clooney ex guardia del corpo e dongiovanni affetto da paranoia, Pitt allucinante palestrato sempre attaccato all’ipod (e quanti spettatori vi si riconoscono, di nascosto e con un po’ di imbarazzo!), McDormand risoluta allenatrice desiderosa di un nuovo corpo.
La sottesa parodia dei film di spionaggio (e probabilmente anche di qualche classico…) non è la sola ragion d’essere di Burn after reading. Si potrebbe anzi dire che si tratta di un vero film di spionaggio, tanto che non mancano le sequenze d’azione, e la colonna sonora di Carter Burwell, sfruttata in maniera geniale, contribuisce a creare una tensione che alla fine nemmeno si scioglie del tutto. Ci scappa perfino il morto. Solo che qui l’epicentro dell’azione è il vuoto totale, i movimenti dei vari personaggi si risolvono in un groviglio senza scopo. Ma non è forse questa l’essenza dei film di spionaggio? Un cd, un microfilm, un foglietto di carta, un flaconcino di vetro che vogliono tutti e per cui tutti rischiano tutto? Burn after reading ci fa vedere le cose nella loro giusta dimensione. Era ora.
Giudizio: (legenda).
di Chiara Palladino. 30 Settembre 2008.

"NON E' UN PAESE PER VECCHI? E' VERO, E' SOLO UN PAESE PER IDIOTI" - Dopo il pluripremiato “Non è un paese per vecchi” i fratelli più scatenati d’America tornano sul grande schermo con una commedia frizzante ed ironica, velata di un pungente cinismo volto a smontare e mettere in ridicolo uno dei più alti orgogli statunitensi, la C.I.A. “Burn after reading” ruota attorno ad una sceneggiatura praticamente perfetta, intrisa di spie, tradimenti, ricatti, omicidi, matrimoni falliti, ossessioni, file copiati, rubati e venduti; insomma, succede veramente di tutto in quel mondo senza alcun senso (ma per la verità, non molto surreale) e, soprattutto senza eroi che i Coen continuano a mostrarci e a sbeffeggiare. Popolano questo mondo dei personaggi tipicamente “coeniani”, bizzarri, surreali, sopra le righe, accumunati tutti da un pericoloso Cd, di che sarà il perno attorno al quale gireranno i loro destini. C’è una donna di mezza età (una spiritosa ed autoironica Frances Mcdormand) disposta a tutto pur di ottenere del denaro per pagare quattro vitali operazioni di chirurgia estetica; c’è un non molto arguto insegnante di fitness (un ossigenato Brad Pitt) ossessionato dal movimento; c’è un agente federale (George Clooney) paranoico e maniaco del sesso; infine dominano la scena i coniugi Cox, un ex analista della C.I.A (John Malkovich) e un’ acida e terribile pediatra (Tilda Swinton), dai quali si sviluppa l’intera vicenda, che tirerà in ballo perfino l’ambasciata russa. C’è tanta ironia, tanto sarcasmo, ma anche qualcosa di più in questo film. “Burn after reading” è sì una commedia, che suscita, però, un riso amaro: dominano gli idioti, comandano i meno adatti e ogni cosa ruota irrimediabilmente attorno al caso e al dio denaro, come già i Coen, seppur in modo completamente opposto, avevo mostrato nel precedente “Non è un paese per vecchi”. Infatti, la morale, se per caso ve ne fosse una, è sempre la stessa: non c’è più posto per i per qualcosa che abbia senso, per un’etica, per una morale, per i giusti. C’è posto solo per gli idioti.
Giudizio: (legenda).
di Federica Serfilippi. 3 Ottobre 2008.

"COMMEDIA OPACA" - Terza commedia consecutiva dei fratelli Coen, freschissimi di premi Oscar per Non è un Paese per vecchi, che lascia l'amaro in bocca. Dopo Prima ti sposo, poi ti rovino (anno 2003) e Ladykillers (2004) un altro tentativo di commedia brillante decisamente fallito. I Coen puntano nuovamente su volti noti (e a loro cari) per strappare sorrisi e lanciare qualche critica alla società contemporanea (il bersaglio qui è la CIA) ma non travolgono né pungono come potrebbero. Curano ottimamente i singoli personaggi, compresi i più marginali, ma non riescono a creare un analogo amalgama tra di essi e così ne esce un curioso ma incompleto collage di teste schizzate.
Il film non corre ed è tenuto a galla, specie nella parte centrale, dalla presenza di facce note e apprezzate anche in questo Burn after reading, spiccano tra gli altri George Clooney e Frances McDormand. Dopo tre mezzi passi falsi in cinque anni, la commedia brillante targata Coen, è doveroso ribadirlo, lascia perplessi.
Giudizio: (legenda).
di Matteo Bursi. 13 Ottobre 2008.

Brad Pitt su ScriverediCinema

il Cinema Americano su SDC

Anno 2008
- Burn after reading (di Joel e Ethan Coen).
- Il cacciatore di aquiloni (di Marc Forster).
- Il treno per il Darjeeling (di Wes Anderson).
- Indiana Jones e il Regno del teschio di cristallo (di Steven Spielberg).
- Juno (di Jason Reitman).
- Mamma Mia! (di Phylidda Lloyd).
- Miracolo a Sant'Anna (di Spike Lee).

Anno 2007
- American Gangster (di Ridley Scott).
- Hairspray (di Adam Shankman).
- Il petroliere (di Paul Thomas Anderson).
- Into the wild (di Sean Penn).
- Io non sono qui (di Todd Haynes).
- La guerra di Charlie Wilson (di Mike Nichols).
- L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (di Andrew Dominik).
- Leoni per agnelli (di Robert Redford).
- Michael Clayton (di Tony Gilroy).
- Nella valle di Elah (di Paul Haggis).
- Non è un Paese per vecchi (di Joel e Ethan Coen).
- Ocean's 13  (di Steven Soderbergh).
- Paranoid Park  (di Gus Van Sant).
- Sogni e delitti (di Woody Allen).
- Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street (di Tim Burton).
- The Bourne Ultimatum (di Paul Greengrass).
- Un'altra giovinezza (di Francis Ford Coppola).
- Zodiac (di David Fincher).

Anno 2006
- Babel  (di Alejandro Gonzales Inarritu).
- Black Dhalia (di Brian De Palma).
- Bobby (di Emilio Esteves).
- Flags of our Fathers (di Clint Eastwood).
- Little Miss Sunshine (di Jonathan Dayton e Valerie Faris).
- Radio America (di Robert Altman).
- Romance&Cigarettes (di John Turturro).
- The Departed (di Martin Scorsese).
- The Prestige (di Christopher Nolan).
- United 93 (di Paul Greengrass).

Anno 2005
- Crash (di Paul Haggis).
- Good night and good luck (di George Clooney).
- Match Point (di Woody Allen).

Anno 2004
- Fahrenheit 9/11 (di Michael Moore).

Anno 2002
- Bowling a Columbine (di Michael Moore).
- La 25a ora (di Spike Lee).

Anno 2000
- Il gladiatore (di Ridley Scott).

Concorso Fotografico Online "SCATTI IN RETE" - Concorso ufficiale GMA 2009

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008 - Ottava edizione del primo premio cinematografico online d'Italia.

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