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"Addio a Charlton Heston, l'eroe della Hollywood perduta"

John Charles Carter, in arte Charlton Heston, mitico attore statunitense dell’epoca d’oro di Hollywood, è deceduto a 84 anni nella sua casa di Beverly Hills lo scorso 5 aprile, causa forti e inarrestabili ripercussioni del terribile morbo di Alzheimer, malattia dalla quale era affetto da circa 6 anni.
Ci lascia così un pezzo di storia del cinema d’oltreoceano, la rappresentazione più balenante dell’eroe biblico, il simbolo di un filone di grande produttività artistica ed economica della Hollywood anni ’50. Divenne celebre soprattutto nelle interpretazioni di capolavori epici come Ben Hur di William Wyler, I dieci comandamenti di Cecil De Mille o El Cid di Anthony Mann; un esemplare di uomo dominante, rispettato, venerato, il salvatore della patria mescolato al miglior Don Giovanni, per una sfilza di personaggi destinati a ricevere il consenso del pubblico.
Heston non si è dedicato solo nel partecipare a trasposizioni di opere letterarie antiche o religiose; è stato anche il coraggioso generale Gordon in Khartoum, l’eccentrico colonnello Taylor ne Il pianeta delle scimmie, o l’enigmatico funzionario messicano Vargas nel capolavoro di Orson Welles L’infernale Quinlan. Col passare degli anni e col progressivo e netto stravolgimento della New Hollywood degli anni ’70, Heston ha preso in considerazione sempre meno progetti, partecipando comunque in singolari pellicole made in Usa con accentuati rimandi al cinema del ventennio precedente. Stiamo parlando di 2022, i Sopravvissuti, film di fantascienza di vecchio stampo con Edward G. Robinson e Joseph Cotten, o ne I tre moschettieri di Richard Lester nel ruolo del famigerato cardinale Richelieu e ripetendosi nel rispettivo seguito Milady.
Tra anni ’80 e ’90 l’attore non ha disdegnato comparsate televisive, come per la serie Dinasty o nel celebrato Saturday Night Live. Ciò che in molti non sanno è che l’eclettico e perseverante Heston si è calato nel ruolo di regista per ben 3 volte; nel ’72 ha diretto e interpretato All’ombra delle Piramidi, rifacimento poco convinto del classico Shakesperiano Antonio e Cleopatra; nell’83 ha provato il bis con l’avventuroso Mother Lode (meglio conosciuto come I Predatori della vena d’oro), ma si conferma non essere adatto al ruolo dietro la cinepresa; infine nell’88 ha tentato di riprodurre per la TV via cavo il celebre classico Un uomo per tutte le stagioni, che vede in primo piano il rapporto burrascoso fra il filosofo Thomas More e il sovrano Enrico VIII.
Nell’ultimo decennio, pur essendo stato nominato presidente della contestata organizzazione di avvocatura per i possessori di armi in America (National Rifle Association), ha continuato a lavorare in pianta stabile nel cinema, in progetti minori e meno affermati.
Premio Oscar nel 1960 per l’assoluto capolavoro Ben Hur, Charlton Heston si merita un glorioso posto nell’Olimpo dei divi hollywoodiani di sempre. Quel suo sguardo duro, attivo, ma allo stesso tempo rassicurante e sentimentale ha rappresentato per il cinema di genere di 40-50 anni fa un uomo, un personaggio di caratura universale.

di Sara Memmi. 7 aprile 2008.  Commenta l'articolo sul Blog di Scrivere di Cinema.

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