|
“Sunshine” è l’ultimo lavoro
di Danny Boyle, regista inglese che si è proposto all’attenzione di tutti
con “Trainspotting” del 1996.
Siamo nel 2050. Il sole sta morendo, così un team di astronauti viene
incaricato di “riaccenderlo” rendendo in questo modo possibile la
prosecuzione della vita sulla terra. La prima missione fallisce così sette
anni dopo viene organizzata una seconda e decisiva spedizione.
Parlare di tutti gli argomenti trattati dal film di Boyle è praticamente
impossibile, talmente è denso di significati ogni singolo istante della
pellicola. Tuttavia uno degli aspetti più interessanti sta nella complessità
delle relazioni fra i personaggi a bordo della navicella. Combattuti da una
parte dalla speranza di riuscire e di sopravvivere e dall’altra dalla
disperazione per una fine che sanno essere vicina anche in caso di successo
della missione, gli astronauti vivono un costante stato di angoscia che si
ripercuote inevitabilmente nei rapporti interpersonali. Quando poi decidono
di soccorrere gli astronauti che sette anni prima avevano tentato allo
stesso modo di salvare il sole la situazione precipita ed il film rivela la
sua vera essenza.
Tutto, infatti, diventa una metafora. La metafora della vita che vuole
continuare ad essere e in contrapposizione la precarietà a cui essa è
ineluttabilmente associata. La metafora di chi ciecamente si ostina a
mettere vincoli al progresso e alla scienza. E poi la fine. Una conclusione
catartica che può sembrare irrazionale o scontata ma che riesce nel suo
intento.
“Sunshine” è intenso nelle interpretazioni (tra le quali da sottolineare
quella del fisico della spedizione, impersonato da Cillian Murphy) ma al
contempo spettacolare nelle scenografie e negli effetti speciali, di cui
saggiamente il regista non abusa.
Sono pochi i film che riescono ad emozionare, a spaventare e nel contempo a
far pensare e a far riflettere. “Sunshine” è uno di questi. Niente è
lasciato al caso, anzi tutto può essere interpretato su livelli profondi e
complessi. Questo riesce solo ai grandi film.
Giudizio:
   
(legenda).
di Salvatore Scarpato. 11 Novembre 2007. |