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Ancora una volta, il
regista, Gus Van Sant torna a parlarci di problematiche giovanili con il suo
ultimo film, Paranoid Park, vincitore del premio della giuria al Festival di
Cannes.
La storia parla di Alex, un sedicenne che ha la passione per lo skateboard
ed è proprio per questa passione che un giorno un suo amico lo invita ad
andare con lui in un parco, il più malfamato della città di Portland,
soprannominato dai ragazzi Paranoid Park, dove si confrontano gli skaters
più bravi. Proprio in quel parco Alex, una notte, uccide accidentalmente una
guardia e decidendo di non dire questo a nessuno dovrà affrontare da solo il
senso di colpa che lo porterà ad assistere alla sua vita e non viverla.
Ho trovato molto interessante la scelta degli attori attraverso un annuncio
su un sito internet, li ho trovati tutti convincenti, cosa su cui ero un po’
prevenuta era la scelta di girare in 35mm in alcuni momenti del film legati
ai ragazzi sullo skateboard, invece l’ho trovata molto d’impatto e di
effetto
Mi è piaciuta anche la struttura del film con l’uccisione già avvenuta e con
la ricerca del colpevole da parte della polizia nella scuola che il
protagonista frequenta, facendo si che lo spettatore scopra la storia nei
flashback di Alex.
Il finale del film è il tratto che mi piaciuto di più, con Alex che brucia
le pagine del quaderno dove ha scritto ciò che ha fatto per liberarsi dal
senso di colpa e che poi finalmente si addormenta tranquillo nell’ora di
chimica.
L’unica nota stonata, secondo me, è la scena in cui il protagonista vede la
guardia, sui binari del treno, tagliata in due che ancora vivo arranca con
le mani e lo guarda, non l’ho trovata adeguata al genere di film.
Giudizio:
  ½
(legenda).
di Tatiana Coquio. 8 Gennaio 2008. |