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Nella valle di Elah (di Paul Haggis, 2007).

"CAPOLAVORO-bis" - "Per me si va ne la città dolente. Per me si va nell'eterno dolore. Per me si va tra la perduta gente. Lasciate ogni speranza, o voi che entrate". Per entrare nel cinema di Paul Haggis bisogna varcare questa soglia; nel cinema di Haggis si è del tutto privati del senso di giustizia. Non c'è giustizia nei personaggi e nelle storie. E la, dantesca, città dolente è, in Haggis, l'America contemporanea, e la perduta gente sono i tormentati ragazzi del servizio di leva.
Paul Haggis torna alla regia due anni dopo Crash: un capolavoro, e realizza In the valley of Elah (il titolo rende meglio in originale): un altro capolavoro. Hank Deerfield (Tommy Lee Jones) non riesce a rintracciare il figlio Mike, tornato in caserma dopo un periodo in Iraq. Dopo un lungo peregrinare tra uffici di polizia, base militare e locali in cui bazzicano i militari, lo troverà, morto. L'assassinio del giovane marine celerà un intreccio di negligenze, violenze sottaciute, banali sospetti razzisti, cameratismo e assurdità. In scena, a dominare il film, vi è lo smarrimento (e la deriva) psicologico di cui sono affetti i reduci dall'inferno iracheno. Si rifugiano nella droga per sopportare la frattura mentale che si sono riportati in patria dall'eseperienza mediorientale. Dell'Iraq hanno tutti chiari una cosa: è un inferno senza soluzione, una tragedia dalla quale non sembra esserci via d'uscita.
Paul Haggis non vuole denunciare tanto l'assurdità della guerra/delle guerre, ma vuole sottolineare un aspetto che non sempre risalta: il militare mandato in guerra, viene sconvolto. L'Iraq pare essere una guerra senza fine, i militari perdono ogni sicurezza, vengono divorati dentro e si sfogano dando vita a scene di ordinaria follia in Iraq come a casa.
Il film è drammaticamente perfetto, Haggis, d'altronde, è un maestro in questo (bisogna ricordare certamente Crash, ma anche le eastwoodiane sceneggiature di Million Dollar Baby, Flags of our Fathers e Lettere da Iwo Jima) e alcune atmosfere sono già pronte per essere definite haggis-iane, vedi il luogo del delitto, chiaro rimando (e perchè no, omaggio) al bellissimo Crash. I personaggi carichi di un senso del tragico e della solitudine dominano la scena, ma un grande plauso va a Tommy Lee Jones e Charlize Theron, entrambi alla miglior interpretazione della loro carriera.
La critica sembra snobbare questo splendido drama, quasi a disconoscere il talento di questo regista dell'Ontario, ma per ripetere la grandezza di Crash ci voleva solo un Grande dell'arte cinematografica.
Giudizio:  (legenda).
di Matteo Bursi.  4 Dicembre 2007. 

Dopo il sorprendente e assolutamente meritato successo di “Crash – contatto fisico” agli Oscar di due edizione fa, Paul Haggis torna a girare un film dal titolo molto suggestivo: “Nella Valle di Elah”.
Hank Deerfield (Tommy Lee Jones) è un ex soldato della polizia militare, quando viene a sapere della scomparsa di suo figlio, comincia una lunga ricerca che lo porterà ad interrogarsi su tutte quelle certezze che man mano vengono meno. Nella ricerca sarà aiutato dalla detective Emily Sanders (Charlize Theron) che, inizialmente riluttante all’occuparsi dell’indagine, ne verrà poi completamente coinvolta quando scoprirà che dietro la scomparsa del giovane militare sembrerebbe esserci una copertura da parte delle alte sfere militari americane.
Riuscire a mantenere lo stesso livello qualitativo di “Crash” era impresa difficilissima e in effetti “Nella Valle di Elah” riesce solo in parte a reggere il confronto.
I tratti salienti del cinema di Haggis sono già chiari; uno dei suoi interessi maggiori sta nel caratterizzare i personaggi in tutte le proprie sfaccettature, senza attribuire ad ognuno il ruolo di “buono” o di “cattivo”. Il film vuole mostrare che anche i cosiddetti eroi di guerra, che combattono a discapito della propria vita per la nazione, non sono in realtà incorruttibili ed inattaccabili entità, bensì semplici uomini, distrutti e disperati nel vivere nella tremenda realtà in cui si trovano. Haggis aveva già ampiamente sviluppato questo tema sceneggiando per Eastwood “Flags of our fathers”, così questo “Nella Valle di Elah” finisce per sembrare quasi un sequel del film appena menzionato avendo perso del tutto della sua forza di originalità. Così anche se il film di per se è buono, non si provano le stesse emozioni che accompagnava la visione di “Crash”, un film decisamente più innovativo.
Restano assolutamente apprezzabili innanzitutto la sceneggiatura e in secondo luogo le stupende interpretazioni di Tommy Lee Jones e dell’irriconoscibile ma sempre bravissima e bellissima Charlize Theron.
Chi si aspetta un altro “Crash” potrebbe essere deluso, tuttavia “Nella Valle di Elah” è un film che mette a confronto il mito americano con la realtà dei fatti, ed è per questo un film coraggioso, che merita un giudizio complessivamente positivo.
Giudizio: (legenda).
di Salvatore Scarpato.  16 Dicembre 2007. 

Files di Cinema

[Scheda di In the valley of Elah su Imdb.com]  [Scheda di Paul Haggis su Imdb.com]
[Scheda di Tommy Lee Jones su Imdb.com]  [Scheda di Charlize Theron su Imdb.com]

il Cinema Americano su SDC

Anno 2007
- Io non sono qui (di Todd Haynes).
- Michael Clayton (di Tony Gilroy).
- Nella valle di Elah (di Paul Haggis).
- Ocean's 13  (di Steven Soderbergh).
- The Bourne Ultimatum (di Paul Greengrass).
- Un'altra giovinezza (di Francis Ford Coppola).
- Zodiac (di David Fincher).

Anno 2006
- Babel  (di Alejandro Gonzales Inarritu).
- Black Dhalia (di Brian De Palma).
- Bobby (di Emilio Esteves).
- Flags of our Fathers (di Clint Eastwood).
- Little Miss Sunshine (di Jonathan Dayton e Valerie Faris).
- Radio America (di Robert Altman).
- Romance&Cigarettes (di John Turturro).
- The Departed (di Martin Scorsese).
- The Prestige (di Christopher Nolan).
- United 93 (di Paul Greengrass).

Anno 2005
- Crash (di Paul Haggis).
- Good night and good luck (di George Clooney).
- Match Point (di Woody Allen).

GMA 2007. SETTIMA EDIZIONE

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