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Le vite degli altri (di Florian Henckel von Donnersmarck, 2006).

Tanti i riconoscimenti ricevuti dal film: Oscar per il miglior film in lingua straniera e tre EFA (European Film Awards) per film, sceneggiatura e attore protagonista, e poi Premio del pubblico al Festival di Rotterdam e Locarno, David di Donatello per il miglior film europeo prodotto.
L’autore esordiente di questa opera prima è il 34enne Florian Henckel von Donnersmarck erede di un' antica famiglia nobile della Slesia,nasce a Colonia si trasferisce a New York e ritorna in patria a Berlino Ovest nel 1981, un passaggio che segnò decisamente il regista,che a otto anni si trovò davanti l’enorme differenza tra Stati Uniti e Germania,paragonabile in quell’epoca, a quella di sviluppo tra le due Germanie divise dal muro.
Le vite degli altri è un film ambientato in quel preciso momento storico,nella Repubblica Democratica tedesca (DDR) del 1984 più precisamente a Berlino Est.
Il capitano della Stasi ,Gerd Wiesler (Ulrich Muhe), la polizia di stato che spia e controlla la vita dei cittadini, viene incaricato di spiare un noto scrittore di teatro Georg Dreyman (Sabastian Koch), fedele al regime,ma che il ministro della cultura Bruno Hempf (Thomas Thieme) vorrebbe incriminare perché invaghito della sua compagna Christa-Maria Sieland (Martina Gedeck).
Un opera originale e intelligente,coinvolgente nella trama,sensibile nella musica e nella poesia e in quello che esse rappresentano,un film ricco,dove i valori come la dignità e il rispetto hanno un senso e una giusta collocazione : nell’altro.
Un’equilibrata mescolanza di elementi rendono l’intreccio del film assolutamente interessante; spionaggio,tradimento,ricatto,amore,cambiamenti intrapersonali ed interpersonali,personaggi  che presentano una loro complessa psicologia e sfumatura,dialoghi sottili a doppio senso,nascondigli segreti,teatri e la storia della Germania. Ogni inquadratura ha un senso,ogni incontro, anche quello con un bambino in ascensore,ogni sguardo,un sorriso incontaminato e anche la frase “come si fa a rimanere cattivi dopo aver ascoltato Sonata per le persone buone” ha un suo decisivo significato.
Il regista ci nega la possibilità di identificarci con il protagonista e ci lascia in balia di noi stessi e a fare i conti con le nostre scelte, ci abbandona in mezzo a due uomini consapevoli del significato di umanità e riconoscenza: la rivoluzione/cambiamento interiore che avviene dentro di noi nasce attraverso le vite degli altri.
Giudizio: (legenda).
di Alessio Novarelli. 14 Febbraio 2008.

Files di Cinema

[Le vite degli altri su Imdb.com]

il Cinema Tedesco su SDC

Anno 2006
- Le vite degli altri (di Florian Henckel von Donnersmarck). (uscito in Italia nell'aprile 2007)
- Profumo - Storia di un assassino (di Tom Tykwer)

Anno 2005
- Il nostro pane quotidiano (di Nikolaus Geyrhalter).
- Non bussare alla mia porta (di Wim Wenders).

Anno 1994
- Lisbon story (di Wim Wenders).

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008 - Ottava edizione del primo premio cinematografico online d'Italia.

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