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Leoni per agnelli (di Robert Redford, 2007).

“Puó dirmi esattamente che cosa non ha funzionato in Irak?” “La peggiore Intelligence della nostra storia. Decisioni prese da chi non è stato ferito in battaglia. Pessima stampa”.
Sono queste le parole messe in bocca a due dei suoi attori principali da Robert Redford nel suo ultimo lavoro cinematografico. Leoni per Agnelli è un film che non risparmia critiche e considerazioni su tutto e su tutti, dal proprio presidente alla propria stampa, dalle università ai giovani della sua nazione. Sì, perchè Leoni per Agnelli - già dal titolo provocatorio in quanto ricorda le parole che un soldato tedesco usava  per descrivere i valorosi soldati comandati però da pessimi generali, codardi ed ambiziosi – vuole mettere nero su bianco gli errori commessi da tutto il popolo statunitense, errori che hanno portato alla morte di milioni di soldati nei territori irakeni e afghani. Per fare ciò, Robert Redford propone la storia da tre punti di vista, proprio per dimostrare come le colpe non possano essere attribuite a una sola persona o a un solo organo, ma come siano invece distribuite in varie fasce della società. In una sequenza narrativa, la storia viene vista dal punto di vista di un senatore (Tom Cruise) che rilascia un’intervista privata ad una giornalista (Meryl Streep) nella speranza che questa, come aveva fatto anni prima, appoggi il suo nuovo piano di attacco in Afghanistan che lui stesso definisce come la chiave della vittoria americana. Pur intuendo e deplorando la forzatura che sta avvenendo, sarà la giornalista così forte da non cedere alla strumentalizzazione fatta del senatore del mezzo della stampa?  Molto chiara e aperta è in questo caso la critica mossa agli organi di informazione americani che in molti casi hanno dato credito alla strategie e alla causa della“Guerra contro il Terrore”.
La seconda sequenza si svolge contemporaneamente in un’università della California,  dove un professore di scienze politiche (Robert Redford) cerca di spronare un suo alunno che sembra aver perso ormai ogni interesse nelle materie politiche che tanto amava. Davanti alla richiesta di una spiegazione, il giovane risponde che la politica lo disgusta perchè tanto nulla potrà mai essere cambiato. Con questo piccolo spaccato di vita universitaria, Robert Redford mette a nudo una dura verità della società nordamericana, dove sempre di più i giovani sembrano disinteressarsi della politica e non cercano di far nulla per cambiare lo status quo. Questa di Redford è un’accusa pesante e veritiera, in quanto in molti studi si segnala la rassegnazione dei giovani di fronte ai fatti politici che stanno vivendo. Infine, al limite di queste due sequenze narrative “di denuncia” si svolge la guerra, che segue la tragica fine di due marines sulle montagne afghane. Sono loro i due “leoni” che accettano di morire per tutti quegli “agnelli” che non hanno mai messo piede su un campo da guerra, che non hanno il coraggio di mettere a nudo la verità o che non hanno la forza di  impegnarsi e mettersi in gioco per cambiare le cose.
Il film di Redford non verrà tanto ricordato per le scene, ma più che altro per i dialoghi che sferzanti, duri e tanto veritieri colpiscono più al cuore che la morte in mezzo alla neve dei due marines lasciati soli al loro destino.
Giudizio:  (legenda).
di Isabella Agostinelli. 17 Gennaio 2008. 

Files di Cinema

[Leoni per agnelli su Imdb.com]  [Robert Redford su Imdb.com]  [Meryl Streep su Imdb.com]

il Cinema Americano su SDC

Anno 2007
- Io non sono qui (di Todd Haynes).
- Leoni per agnelli (di Robert Redford).
- Michael Clayton (di Tony Gilroy).
- Nella valle di Elah (di Paul Haggis).
- Ocean's 13  (di Steven Soderbergh).
- Paranoid Park  (di Gus Van Sant).
- The Bourne Ultimatum (di Paul Greengrass).
- Un'altra giovinezza (di Francis Ford Coppola).
- Zodiac (di David Fincher).

Anno 2006
- Babel  (di Alejandro Gonzales Inarritu).
- Black Dhalia (di Brian De Palma).
- Bobby (di Emilio Esteves).
- Flags of our Fathers (di Clint Eastwood).
- Little Miss Sunshine (di Jonathan Dayton e Valerie Faris).
- Radio America (di Robert Altman).
- Romance&Cigarettes (di John Turturro).
- The Departed (di Martin Scorsese).
- The Prestige (di Christopher Nolan).
- United 93 (di Paul Greengrass).

Anno 2005
- Crash (di Paul Haggis).
- Good night and good luck (di George Clooney).
- Match Point (di Woody Allen).

Anno 2004
- Fahrenheit 9/11 (di Michael Moore).

Anno 2002
- Bowling a Columbine (di Michael Moore).
- La 25a ora (di Spike Lee).

Anno 2000
- Il gladiatore (di Ridley Scott).

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008 - Ottava edizione del primo premio cinematografico online d'Italia.

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