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La vie en rose (di Olivier Dahan, 2007).

Il motivo principale per vedere La vie en rose è sicuramente la musica. Anche per chi non avesse mai ascoltato la splendida voce di Edith Piaf (ma chi non ha mai sentito Rien de rien?) la colonna sonora di questo film risulterà ben più che orecchiabile.
Come ogni film biografico, da Gandhi a Ray (e sto abbracciando una vasta gamma), La vie en rose è essenzialmente un omaggio, un encomio che dipinge la Piaf come una donna che non riuscì mai a liberarsi del sostrato oscuro e tormentato dal quale proveniva, ma che nonostante tutto amò la vita e la sua musica, alla quale vendette letteralmente l’anima, se non qualcosa in più. Niente di nuovo, insomma. Ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza vengono mescolati al tempo del racconto, ambientato negli ultimi anni di vita della Piaf, quelli in cui, con estrema sofferenza e a soli quarant’anni, dovette ritirarsi dalla scena musicale rischiando e giocandosi la vita in un ultimo spettacolo mai terminato.
È chiaro che la parte migliore del film, oltre alle musiche, è Marion Cotillard, che ha ben meritato l’Oscar per un’interpretazione veramente straordinaria, che compensa in tutto e per tutto la regia che a tratti zoppica e il montaggio caotico che a volte difficile la comprensione. La Cotillard (meravigliosamente doppiata…miracolo!) è riuscita a trasmettere tutta la forza d’animo, ma anche l’immensa sofferenza e fragilità del suo personaggio, dall’adolescenza all’età adulta. Letteralmente trasformata dal trucco (è in effetti una bella ragazza), riesce a rendere vera la sua recitazione e il suo modo di sentire grazie agli occhi meravigliosi, che da soli esprimono la rabbia, l’amore, il dolore. Intensa come un Van Gogh, e a dispetto di tutto serena. È stata una fortuna aver affidato a lei l’interpretazione di un film che, a parte la musica, in effetti non presenta niente di nuovo ed è solo una replica delle troppe e poco attendibili biografie – omaggio ai grandi della musica del Novecento. Senza la Cotillard, non varrebbe la pena di vedere La vie en rose. Ma, tant’è: quegli occhi strappano l’applauso.
Giudizio: (legenda).
di Chiara Palladino. 23 Marzo 2008.

Files di Cinema

[La vie en rose su Imdb.com]

il Cinema Francese su SDC

ANNO 2007
- 2 giorni a Parigi (di Julie Delpy).
- Cous cous (di Abdel Kechiche).
- La vie en rose (di Olivier Dahan).
- Persepolis (di Marjane Satrapi).

ANNO 2006
- Angel-A (di Luc Besson, uscito in Italia nel marzo 2007).
- Cuori (di Alain Resnais).
- L'arte del sogno (di Michel Gondry).

ANNO 2005
- L'amore sospetto (di Emmanuel Carrére, uscito in Italia nel 2006).
- La marcia dei pinguini (di Luc Jacquet).

ANNO 1962
- Jules et Jim (di François Truffaut).

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008 - Ottava edizione del primo premio cinematografico online d'Italia.

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