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Io sono leggenda (di Francis Lawrence, 2007).

"INCOMPLETO" - Il detto dice “Non c’è due senza tre” ed infatti questa è la terza occasione in cui il romanzo di grande successo di Richard Matheson, I am legend ,viene tradotto in film.
La grande campagna pubblicitaria ha sicuramente tratto in inganno perché questa seconda pellicola di Francis Lawrence è destinata a cadere nel dimenticatoio come il suo precedente lavoro, Constantine. Sono film che attirano la gran parte del pubblico grazie all’alone di mistero e curiosità che trasmette il trailer,ma che una volta usciti dalla sala lasciano l’amaro in bocca e un grosso punto di domanda in testa. Molti sono infatti gli interrogativi lasciati in sospeso: Perché cervi e leoni non sono infetti dal virus? Perché nella scena iniziale lo scienziato tenta di catturarne uno(non gli sarebbe servito né per cibarsene, visto le grandi provviste che aveva in casa, né per farvi esperimenti)? Chi sposta il manichino e perché? Come mai solo lo scienziato e Sam si sono vaccinati?Perché i vampiri assumono tutti lo stesso aspetto?
Tutti questi misteri irrisolti lasciano il dubbio che il film sia stato fatto solo per scopi commerciali,puntando molto sulla presenza di un grande attore quale Will Smith,garanzia di successo per ogni pellicola solitamente. Non mancano momenti che lasciano col fiato sospeso(come quella del ponte)o commuovono(come quella in cui lo scienziato è costretto ad uccidere Sam),ma in sostanza c’è poco da salvare.Banali i vampiri e gli animali palesemente computerizzati e ridicole le conversazioni di Will con dei manichini.
Pochi i flashback che forse avrebbero aiutato a capire qualcosa di più e scontato il finale,con la morte del protagonista per il sacrificio dell’umanità.Una morte che forse si poteva evitare e che sa tanto della solita minestra,un colpo di scena visto e rivisto e che francamente non colpisce più molto.
Meglio vedersi Cast Away comodamente a casa in dvd se si ha voglia di guardare un film con pochi dialoghi e un unico personaggio a popolare lo schermo,almeno non vi sarà il “fine primo tempo”quando ancora non è accaduto nulla e non farà venir voglia di scappare nella sala accanto a guardarsi un altro film...
Giudizio:  (legenda).
di Pamela Garbin. 18 Gennaio 2008. 

Per chi non sapesse nulla delle origini di questa idea di lasciare solo un uomo vivo sulla Terra (il romanzo di R. Matheson pubblicato nel 1954), l’inizio del trailer circolato a più riprese sarebbe potuto sembrare assai accattivante e invogliare a saperne di più su questo filmone che grida già blockbuster. Lo slogan lanciato dalla locandina, nero su cielo oro sopra il ponte di Brooklyn distrutto a metà, dice “l’ultimo uomo sulla Terra non è solo”. In effetti appresso al protagonista si vede benissimo un esemplare di pastore tedesco. La fine del trailer mostra che gli altri “vivi” hanno sembianze umane e ricordano, nella velocità delle immagini, una sorta di zombie già visti in passato in moltissimi altri film.
La storia narra di un tenente colonnello Robert Neville (un buon Will Smith), ufficiale medico, che pare sia l’unico sopravvissuto nella città di New York dopo l’epidemia che ha sterminato l’intera popolazione mondiale, che cerca un vaccino per quella che era nata come una cura contro il cancro. Ogni giorno sopravvive seguendo con una disciplina ferrea, da buon soldato, un elenco di cose da fare scandite dall’allarme del suo orologio: caccia, raccolto, attesa di superstiti, ricerca medica, riparo per la notte. Si vede inoltre che si è adeguato a certi comportamenti per mantenere il suo equilibrio mentale, per non impazzire dalla solitudine: parla con il suo cane, va nel negozio a noleggiare regolarmente i dvd, saluta gli altri clienti, il ragazzo del negozio (tutti manichini).  Le cose cambiano quando un giorno, entrando in un palazzo in cui all’interno è totalmente buio, scopre che nell’isola non è solo, incontrando degli esseri antropomorfi molto aggressivi, intolleranti alla luce del sole, per loro letale. Decide di catturarne uno e sperimentare il vaccino per la cura.
Il regista Francis Lawrence è qui al suo secondo lungometraggio, partendo da una buona idea ma anche questa volta non riesce a gestire bene la complessità del progetto. Come per il precedente “Constantine”   lascia ampio spazio alla scenografia e alle ambientazioni spettacolari che fanno quasi da co-protagonisti dal film ma tralascia di curare molti piccoli dettagli necessari alla coerenza della storia (animali africani alle latitudini di New York?) e non entra in profondità nell’indagine psicologica del protagonista, anche se Smith ci mette molto del suo per dare credibilità al personaggio.
A mano a mano che ci si addentra e si tende alla fine del film ci si trova a scontrarsi con dubbi emblematici e scene mai girate (perché la cura è nel sangue della zombie salvata se è chiaro che basta il freddo per uccidere il virus? le montagne del Vermont che sembrano un pezzo di territorio collinare canadese senza neve? come si cibano gli zombie se sono senza denti?) e a idee per rendere maggiormente l’efficacia visiva e orridità dei mostri che sembra presa da altri film quali “Resident Evil”(gli stessi mostri e la scena con i cani), “Constantine” (gli ambienti cupi e la fotografia), “Il giorno dei morti viventi” (la sequenza degli zombie che corrono velocissimi sulla strada e saltano sulle macchine) e “Pitch Black” (la luce del sole fatale per i mostri).
In definitiva Lawrence, uscito da una carriera, che lo ha influenzato molto, come regista di videoclip per star che tendono all’appariscenza più che alla qualità della musica (Britney Spears, Justin Timberlake, Black Eyed Peas, Gwen Stefani, ci presenta un lungo videoclip fatto con rimasugli di tanti altri e poche idee originali, e poco curate. Peccato!
Giudizio: (legenda).
di Boris Fietta. 18 Gennaio 2008. 

“Io Sono Leggenda” è solo l’ultima trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo che ha segnato la storia della cinematografia moderna. Già dal trailer, confezionato in maniera perfetta ed in un certo senso assolutamente innovativa, si capisce che “Io sono Leggenda” non è solo un film horror. E’ un film sulla fede, sull’uomo, sulla scienza, sul futuro dell’umanità; ricorda da vicino altre pellicole interessanti quali “28 giorni dopo” di Danny Boyle o il sottovalutato ed incompreso “Signs” di M. Night Shyamalan.
La prima ora (il film in tutto dura 90’ circa) è davvero bella. Il regista Francis Lawrence riesce, infatti, a farci vivere la solitudine, la disperazione e la perdita di speranza del protagonista Robert Neville (interpretato da un ottimo Will Smith). Documentato in maniera delicata e profonda il rapporto tra Robert e il cane che rappresenta l’ultimo suo legame con la normalità e con la famiglia. E proprio quando sembra che quella normalità stia sfuggendo, la narrazione cambia registro, scemando un po’ in intensità ed originalità (alcune scene in stile video-game non funzionano del tutto), ma raccontando argomenti forti sull’esistenza dell’uomo e sulla fede.
Senza l’artificio di suoni improvvisi o di musiche incalzanti, il film inoltre riesce a mantenere un livello di suspence molto alto anche nei momenti più “tranquilli”. E senza neanche quegli inutili e spesso fastidiosi didascalismi, Lawrence racconta le vicende e le emozioni attraverso i dettagli.
Poco contano allora le apparenti incongruenze o gli effetti speciali effettivamente non di primo livello, conta invece la volontà di rischiare nel proporre qualcosa di diverso che miscela spettacolarità e suspense (e perché no, incassi) tipici dei blockbuster, con profondità di temi e di emozioni tipici di un film drammatico.
Giudizio:  (legenda).
di Salvatore Scarpato. 27 Gennaio 2008. 

Files di Cinema

[Io sono leggenda su Imdb.com]  [Will Smith su Imdb.com]

il Cinema Americano su SDC

Anno 2007
- Io non sono qui (di Todd Haynes).
- Leoni per agnelli (di Robert Redford).
- Michael Clayton (di Tony Gilroy).
- Nella valle di Elah (di Paul Haggis).
- Ocean's 13  (di Steven Soderbergh).
- Paranoid Park  (di Gus Van Sant).
- The Bourne Ultimatum (di Paul Greengrass).
- Un'altra giovinezza (di Francis Ford Coppola).
- Zodiac (di David Fincher).

Anno 2006
- Babel  (di Alejandro Gonzales Inarritu).
- Black Dhalia (di Brian De Palma).
- Bobby (di Emilio Esteves).
- Flags of our Fathers (di Clint Eastwood).
- Little Miss Sunshine (di Jonathan Dayton e Valerie Faris).
- Radio America (di Robert Altman).
- Romance&Cigarettes (di John Turturro).
- The Departed (di Martin Scorsese).
- The Prestige (di Christopher Nolan).
- United 93 (di Paul Greengrass).

Anno 2005
- Crash (di Paul Haggis).
- Good night and good luck (di George Clooney).
- Match Point (di Woody Allen).

Anno 2004
- Fahrenheit 9/11 (di Michael Moore).

Anno 2002
- Bowling a Columbine (di Michael Moore).
- La 25a ora (di Spike Lee).

Anno 2000
- Il gladiatore (di Ridley Scott).

GRANSITO MOVIE AWARDS 2008 - Ottava edizione del primo premio cinematografico online d'Italia.

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