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Uscito un po’ in sordina nel
caldo estivo, “Disturbia” è un film che apparentemente, cerca di essere un
thriller adolescenziale un po’ fuori dai soliti schemi. Purtroppo non è
così.
Kale (Shia LaBeouf astro nascente del cinema negli states) è un teenager che
vive un profondo periodo di crisi in seguito alla morte del padre. Dopo aver
picchiato un professore, viene arrestato e punito con gli arresti
domiciliari. E’ proprio a causa di questa restrizione che il protagonista,
per passare il tempo, comincia ad essere ossessionato dalla vita dei vicini
di casa che spia con un binocolo. Ben presto insieme ai suoi amici Ashley e
Ronnie si renderà conto che, in effetti, uno dei vicini ha qualcosa da
nascondere.
L’inizio del film è, in realtà, promettente. Quando Kale si ritrova, suo
malgrado, costretto a vivere in solitudine le sue giornate senza poter avere
svaghi e senza poter uscire di casa, si avverte molto bene il seme di follia
che si sta instaurando nel ragazzo. Tuttavia il regista (D.J. Caruso)
piuttosto che applicarsi su un tema interessante come questo, ben presto,
restituisce al film la via del già visto e rivisto, proponendo clichè sulla
vita adolescenziale che ormai hanno davvero stufato. E’ un film che non ha
il coraggio di proporre qualcosa di nuovo, anzi ha come unico intento quello
di soddisfare chi vuole dal cinema il solito prodotto cotto e
preconfezionato.
Anche i personaggi non brillano certo per originalità. Il protagonista che
vive male un lutto, l’amico spiritoso ed esuberante, la ragazza della porta
accanto e poi l’immancabile “cattivo”, il killer senza pietà. Si potrebbe
salvare la regia che riesce, in parte, a rendere l’idea della casa
claustrofobica e senza vie di fuga.
Tutto procede come ci si attende, solo qualche momento di tensione non può
salvare una pellicola che annaspa, anzi annega completamente nella
mediocrità e nella banalità più acuta.
Giudizio:
  
(legenda).
di Salvatore Scarpato. 11 Novembre 2007. |