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Diario di una tata (di Robert Pulcini e Shari Springer Berman, 2007).

Mary Poppins cede il posto a Tata Annie. Ma i tempi sono cambiati. E alla pazzerella famiglia Banks della Londra vittoriana subentra una materialista, asettica e ricchissima famiglia di Park Avenue a Manhattan. In Diario di una tata dei coniugi Shari Spinger Barman e Robert Pulcini, Annie (Scarlett Johansson), brillante neolaureata in antropologia,  si ritrova, così, a diventare la baby – sitter di Grayer (Nicholas Art), figlio di una milionaria coppia (Laura  Linney e Paul Giamatti) in crisi matrimoniale.
Purtroppo, dopo un inizio promettente, dove Annie analizza la upper – class americana in una sorta di tesi antropologica, la pellicola ci lascia in balia dei soliti luoghi comuni. La regia di Barman e Pulcini mette, erroneamente, in secondo piano l’interessante scontro del punto di vista, riguardo l’educazione dei figli, fta una ragazza della working class e una madre salutista, lobotomizzata dal denaro e dalle cure estetiche, preferendo, invece, dedicarsi alle più banali introspezioni sentimentali della protagonista. In questa direzione non poteva certo mancare l’incontro di Annie con un novello principe azzurro (Chris Evans, il bello della serie I fantastici quattro), inquilino milionario, affascinante e un po’ snob del lussuoso condominio dei suoi datori di lavoro.  Ma tutte queste carinerie e romanticismi all’americana rovinavano la carica tagliente del film. E’ vero che sono presenti battute a presa effettiva rapida (su tutte il biglietto da visita del papà banchiere di Grayer trasformato in una coperta di “Linus”), però, è, altresì vero che altrettanto rapidamente lo spettatore si dimentica tutto.
Ben lontani dall’efficacia narrativa, priva di retorica, del precedente American Splendor, i due registi non riescono, quindi, a gestire la ricchezza della vicenda e piegano al facile e scontato ottimismo finale la sotterranea e disincantata critica all’incapacità di comunicare dei nuovi genitori di questa generazione con i loro bambini.
Fortunatamente, a dare un valore aggiunto al film ci pensa la bravura dei tre attori protagonisti: Scarlett Johansson funziona bene nel genere commedia – sentimentale, mentre Laura Linney, attrice ingiustamente sottovalutata dal grande pubblico, e Paul Giamatti sono strepitosi nella loro perfetta aderenza al ruolo di genitori “degeneri”.
Tuttavia, Diario di una tata resta, comunque, un’occasione sprecata. Peccato.
Giudizio: (legenda).
di Maria Grazia Rossi. 9 Dicembre 2007. 

Files di Cinema

[Scheda di Diario di una tata su Imdb.com]  [Scheda di Scarlett Johansson su Imdb.com]

il Cinema Americano su SDC

Anno 2007
- Io non sono qui (di Todd Haynes).
- Michael Clayton (di Tony Gilroy).
- Nella valle di Elah (di Paul Haggis).
- Ocean's 13  (di Steven Soderbergh).
- The Bourne Ultimatum (di Paul Greengrass).
- Un'altra giovinezza (di Francis Ford Coppola).
- Zodiac (di David Fincher).

Anno 2006
- Babel  (di Alejandro Gonzales Inarritu).
- Black Dhalia (di Brian De Palma).
- Bobby (di Emilio Esteves).
- Flags of our Fathers (di Clint Eastwood).
- Little Miss Sunshine (di Jonathan Dayton e Valerie Faris).
- Radio America (di Robert Altman).
- Romance&Cigarettes (di John Turturro).
- The Departed (di Martin Scorsese).
- The Prestige (di Christopher Nolan).
- United 93 (di Paul Greengrass).

Anno 2005
- Crash (di Paul Haggis).
- Good night and good luck (di George Clooney).
- Match Point (di Woody Allen).

GMA 2007. SETTIMA EDIZIONE

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