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Becoming Jane (di Julian Jarrold, 2007).

Dopo ben 39 versioni cinematografiche dei suoi sei romanzi (Orgoglio e Pregiudizio, Ragione e Sentimento, Mansfield Park, Emma, Persuasione e LAbazzia di Northanger) finalmente è arrivato anche il momento di Jane Austen di diventare la protagonista assoluta di un film. Infatti, Becoming Jane si concentra sugli anni nei quali la scrittrice ancora in erba, combatte, proprio come le sue eroine dei suoi romanzi più celebri, tra l’amore passionale e quello più razionale, tra il seguire le ragioni del cuore o quelle dettate dal decoro e dall’etichetta dell’epoca.
Dietro la macchina da presa, l’inglese Julian Jarrold, dosa benissimo i momenti da commedia (come ad esempio la scena della biblioteca o quella della partita di cricket) a quelli più commoventi e toccanti (come il momento della separazione tra i due amanti). I paesaggi inglesi, sempre bellissimi, si adattono perfettamente alla narrazione, con le piogge e le nebbie mattutine a sottolineare i momenti più tristi e melanconici della vita di una scrittrice che è poi diventata un’icona del protofemminismo. Le parti più autobiografiche si mescolano con elementi di finzione, e i personaggi, le frasi e le situazioni più note dei suoi romanzi si intrecciano lungo la storia: una sorta di Shakespeare in Love a stampo femminista.
Tuttavia, a differenza di Shakesperare in Love, i cui toni sono spumeggianti sin dalle prime battute, l’inizio del film è un po’ fiacco.
La storia prende davvero il volo e migliora solo a partire dal bacio tra Jane e il suo innamorato, proprio come a voler sottolineare che è proprio in quel momento che Jane sboccia sia come donna che come scrittrice. E migliorando il film, migliorano anche le performances dell’attrice (Anne Hathaway) e dell’attore (James MacAvoy) protagonisti. Se per MacAvoy questa è la seconda prova in costumi d’epoca (era già stato Robbie in Espiazione), per la Hathaway questa è la prima esperienza in assoluto. Lei, americanissima, si è inoltre calata nelle vesti e nella mente della più inglese delle scrittrici, e anche se nella prima parte risulta un po’ impacciata nella parte della Austen, nella seconda riesce a regalare un’interpretazione molto credibile e sentita. MacAvoy, proprio come in Espiazione, riesce a sua volta a dare il meglio di se’ nei momenti più drammatici.
In conclusione, un film allegro e godibile che strizza l’occhio soprattutto alle fan della Austen. Il lieto fine, poi, è sempre ed assolutamente garantito, anche se “nella vita non sempre il bene trionfa”.
Giudizio:  (legenda).
di Isabella Agostinelli.  15 Ottobre 2007.

Files di Cinema

[Scheda di Becoming Jane su Imdb.com]

GMA 2007. SETTIMA EDIZIONE

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