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Nel 480 a.c. l’ambizioso re persiano Serse decide di invadere la Grecia per porre fine al
conflitto con gli ellenici già iniziato durante la reggenza di suo padre
Dario I. Per difendersi dall'avanzata dell'esercito di Serse, le città
greche si alleano tra di loro formando un piccolo esercito, capeggiato dal
re spartano Leonida. Viene inviata in guerra praticamente l'intera guardia
del corpo del re, composta di 300 valorosi soldati. Leonida decide di
difendere, fino all’estremo delle forze, il passo montuoso delle Termopili,
una gola rocciosa molto stretta, unico punto chiave per chi vuole entrare
nell’antica Grecia provenendo dal mare. La strategia ellenica consiste nel
prendere tempo, ritardando il più possibile l’avanzata dei persiani;
fermando il nemico nello stretto passo delle Termopili i greci potranno
preparare un esercito potente, in grado di competere con quello di Serse.
La resistenza dei 300 guerrieri è straordinaria, eroica, un sacrificio umano
che non ha pari nella storia, uno scontro talmente valoroso da bloccare
l’esercito persiano, un’armata quest’ultima superiore di gran lunga ai greci
sia in armi che numero di milizie. E’ una splendida vittoria a sorpresa che
consente alle città greche, strette da una nuova alleanza, di preparare al
meglio gli scontri successivi.
“300” è ripreso da un fumetto famoso, inventato da Frank Miller (anche
produttore esecutivo del film), il quale usa le regole letterarie della
dilatazione e del fantastico. La tecnica di realizzazione è simile a quella
del film di Miller, “Sin City”, che ha per base la graphic novel e il
blue-screen.
La graphic novel si riferisce a un fumetto particolare
in cui gli episodi narrativi non sono più brevi e un po’ banali ma allungati
nel tempo e più complessi. I contenuti s’indirizzano a un lettore non
proprio adolescente.
La graphic novel racconta cose appartenenti a un mondo reale,
letterariamente vero, capace di cogliere movimenti autentici della vita. Con
questo nuovo stile il fumetto si arricchisce di nuove
possibilità, oltre che a passatempo fantastico per i piccoli, diviene
racconto per adulti, con vere e proprie storie attraversate da questioni
sociali ed esistenziali. Tra i più famosi Hugo Pratt (1967) con la serie
Corto Maltese, Will Eisner (1978) con Contratto con Dio.
La grafich novel influenzerà gran parte della produzione
fumettistica, migliorandone anche la qualità artistica, è un fumetto
di aspetto elegante che viene venduto anche nelle librerie.
Il blue Screen (schermo blue), termine preso in
prestito dal computer, riguarda una funzione del programma base dell’Hard
disk, precisamente è la schermata, colorata di blue, mostrata da un sistema
operativo Microsoft Windows quando si
presenta un errore di sistema impossibile da
risolvere; nel cinema designa una tecnica originale e innovativa dove il
fantastico si coniuga con il reale. Il procedimento blue-screen
consente di accoppiare due riprese, l'una degli attori e l'altra dello
sfondo di colore blue, con risultati di sintesi d’immagine sorprendenti; si
ha da una parte una presenza reale del personaggio e dall’altra un contesto
scenografico ricco di figure fantastiche che scaturiscono da disegni scuri
dinamizzati come cartoni animati, l’attore deve muoversi nell’orizzonte
della scena e anche la base di calpestio deve essere blue. Lo sfondo per le
riprese può essere dipinto con speciali prodotti oppure si possono usare
schermi luminosi con tubi fluorescenti di colore blue. Nel primo caso si
hanno le ombre reali dei personaggi, nel secondo no, a seconda dei casi
viene usato l’uno o l’altro, ad esempio nelle sequenze del genere film
spaziale le ombre sono meno necessarie ed è quindi preferibile il
translucido.
300 è un film bello, oltre che per la ricca estetica visiva anche per gli
emozionanti significati racchiusi nei contenuti narrativi. La pellicola
evidenzia culture molto distanti dalla nostra epoca, soprattutto sul piano
etico, valori e comportamenti che vorremmo fossero, almeno in parte,
presenti anche oggi. La gestualità eroica, l’amore per la patria, la nobiltà
dei sentimenti umani più comuni, sempre coinvolgenti e intramontabili,
mettono il dito sulla piaga più grave dei nostri tempi: la volgarizzazione
dei costumi delle società. Il film forse è piaciuto anche per come mostra
ciò che non abbiamo più e che un tempo in qualche modo appariva
frequentemente nella vita di tutti i giorni dando al sociale un maggior
senso spirituale e spessore etico.
Il felice connubio tra azione violenta e principi nobili di grande valenza
mitica- poetica rende la narrazione del film sempre avvincente, tesa,
priva di pause. Inoltre anche se, per ovvie ragioni scolastiche, si conosce
già il finale la pellicola riesce a creare lo stesso situazioni di attese
molto emozionanti nonché scene di suspense.
Da sottolineare poi le ottime caratterizzazioni delle figure storiche, i
personaggi sono, infatti, molto coinvolgenti e spettacolari, credibili dal
punto di vista psicologico, dipinti come sono da un linguaggio e modi di
vita dell’epoca molto curati, verosimili. Essi favoriscono identificazioni
con la storia insperate, grazie anche a un lessico ben ricercato che
funziona e comunica efficacemente con la nostra contemporaneità forse grazie
alla presenza nella sceneggiatura di un impegno classico profuso
nella faticosa selezione delle parole da immettere nei dialoghi.
Da antologia la scena delle frecce lanciate dall’esercito persiano verso i
greci, alle Termopili, un effetto strabiliante di colori cupi e mortali, una
sequenza di grandezza bellica unica che dà un’idea anche spettacolare delle
guerre dell’epoca, dove si liberavano energie umane inimmaginabili avvolte
nella mitologia e liberate dall’amore senza riserve per la patria.
Nel complesso il film non tradisce le attese, accontenta adulti e bambini, e
grazie all’effetto blue-screen che in questa pellicola conferma una
maturazione tecnica ed espressiva di alto livello, lascia prevedere per il
cinema, un futuro innovativo fatto di stili nuovi e impregnato di originali
forme di divertimento legate a intelligenze contenutistiche di buona
fattura.
Giudizio:
 
(legenda).
di Biagio Giordano. 28 Gennaio 2008. |