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THE PRESTIGE    (di Christopher Nolan, 2006).

"ABRACADABRA" - S’incomincia dalla fine e si procede su diversi livelli temporali, flashback e flashforward s’intrecciano tra realtà e illusioni in una Londra in costume; stessi episodi riproposti da molteplici punti di vista, un desiderio di ambizione che si trasforma in prevaricazione ed una pura ossessione che si può pagare solo con estremi sacrifici.
The prestige come il cinema è un grande gioco illusionistico nel quale il pubblico tenta di scoprirne il segreto, Nolan si diverte a mescolare le carte del doppio, colpi di scena e false piste,senza concedere cali di tensione,ma con sicurezza e senza particolari virtuosismi.
Il film ammalia seguendo i tre momenti dell'illusionismo: il primo “la promessa”, il secondo “il colpo di scena” e il terzo il “gioco di prestigio” che mostra qualcosa che non si è mai vista prima; attenzione però,mai fidarsi di ciò che appare sullo schermo.
Un impeccabile Michael Caine assieme ad un ritrovato David Bowie,sorreggono con maestria i due credibili illusionisti Christian Bale e Hugh Jackman,nel soffondere fascino la diva del momento(o forse non solo di quello) Scarlett Johansson. Una parte centrale forse un po’ troppo didascalica ma alla fine tutti i tasselli magicamente tornano al posto giusto,l’ultima mezzora è il gioco di prestigio. Molteplici chiavi di lettura stimolano la visione,la scoperta scientifica e il rispetto di una morale umana,l’uomo come materia o come essere unico in quanto dotato di anima,l’identità’, l’eticità dell’uomo e i suoi limiti,lo show business. Lasciatevi trascinare comodamente seduti. 
Giudizio: ½   (legenda).  
di Alessio Novarelli, 28 dicembre 2006.

"NOLAN IL PRESTIGIATORE" - Ogni grande trucco si svolge in tre atti: la PROMESSA, la SVOLTA e il PRESTIGIO.  Ma questa frase può valere anche per un grande film?
Christopher Nolan ci ha promesso una grande storia di magica e ossessionante rivalità tra due prestigiatori londinesi di fine ‘800, Alfred Borden e Robert Angier, così diversi tra loro sul palco, ma così simili nelle loro ossessioni da non risparmiarsi in maestria, colpi di genio e colpi bassi (e pericolosi) pur di prevalere l’uno sull’altro diventando così il migliore artista su piazza.
Per fare ciò Nolan si è affidato a due delle migliori realtà di oggi, Hugh Jackman (finalmente drammatico) e Christian Bale (tra i migliori schizoidi della nuova generazione) ponendoceli uno avverso all’altro, istigandoli alla sfida feroce e crudele pur di sublimarci il gusto e l’intelletto. Non solo: a dar loro man forte ha aggiunto la oramai onnipresente Scarett Johansson come distrazione di spettatori e una colonna portante ai lati e dietro le quinte come Michael Caine. Non c’è male come svolta. Rimane il prestigio. Beh, qui Nolan gioca in casa. Chi meglio di lui è degno di essere chiamato prestigiatore? Si, ci  sono sicuramente altri a fargli concorrenza nel XX secolo (Shyamalan e Mc Guigan ad esempio), ma non ci dimentichiamo che lui è il regista di Memento. Il prestigio non può essere svelato perché allora il trucco non avrebbe più senso, così come non avrebbe senso svelare ora il finale tanto atteso. Chi vince infine tra i due? Chi verrà ricordato e chi sarà sconfitto? Forse entrambi  o nessuno, ma è davvero questo ciò che interessa? Il prestigio di Nolan risulta perfetto e ben congegnato e noi siamo gli spettatori a volte confusi e spesso affascinati dalle sue manovre. Alla fine tutto torna…
Complimenti Nolan, bel numero! 
Giudizio:    (legenda).  
di Valentina Gaetani, 28 dicembre 2006.

L'illusione, la magia, i trucchi, l'inganno fanno ed hanno sempre fatto parte del cinema. Si affidano allo spettatore e al suo desiderio di credere ciò che sa di non poter credere. Il regista Christopher Nolan (famoso sopratutto per "Batman Begins", ma conosciuto anche per alcuni bei lavori come "Insomnia" e "Memento") ha da sempre sperimentato ed esplicitato queste tecniche divertendosi a tradire le attese beffando anche lo spettatore più scettico. Tutto questo (moltiplicato) lo troviamo nel suo ultimo e strabiliante film "The Prestige": un'opera ambiziosa sì, ma ricca di spunti e metafore anche sociologiche. Due giovani "apprendisti" prestigiatori nella Londra Vittoriana, si sfidano l'un l'altro a colpi di "magia", soggiogati da un mestiere che esige sempre un trucco nuovo, un inganno portato ancora un po' più in là. Angier (un'intenso Hugh Jackman) è un grande uomo di scena, Borden (calibrato e sempre bravo Christian Bale) è tecnicamente più abile ma non molto attento alla componente spettacolare. Figure complementari cui manca qualcosa per essere l'altro, e qualcosa per superarlo. La loro rivalità, a causa di una disgrazia, si spinge oltre i confini dell'illusionismo, fino a sfidare la scienza pura. Ma chi sta fingendo cosa?..Di più non si può dire...Il regista tiene in mano il film, complicandolo (con flashback continui), slittamenti del piano spazio-temporale, alterandolo nella seconda parte e come un perfetto illusionista senza mai svelare il trucco o il segreto, ci disorienta, ci inganna, ci fa "non vedere" (perchè come dice il saggio Michael Caine "è quello che vogliamo") e ci conduce al termine rivelandoci "il prestigio" (ovvero la parte conclusiva, la risoluzione, lo scioglimento e "la più importante" di un numero da illusionista). Un piacevole conferma di un regista (fin troppo sottovalutato) che nonostante la sua scarna ma essenziale filmografia (Memento,Insomnia, Batman Begins) troneggia sul genere thriller/fantastico scomponendo e ricomponendo le regole del genere, facenco largo uso di espedienti visivi di spettacolare intensità. Per adesso uno dei migliori film di questo 2007.
Giudizio:    (legenda).  
di Battista Passiatore, 10 gennaio 2007.

Nolan sin da “Memento” ci ha abituato alle sorprese, anche il suo ultimo “The Prestige” (tratto da un romanzo di Christopher Priest) stupisce ed incanta sin dal primo istante di proiezione.
Il film narra la storia di due illusionisti (interpretati irreprensibilmente da H. Jackman e C. Bale) la cui rivalità li spinge addirittura ad uccidere.
La grandezza dell’opera di Nolan non sta solo nell’intreccio narrativo, già di per se estremamente affascinante e ben costituito, ma soprattutto nella profondità concettuale elaborata. La sua è infatti un analisi della società contemporanea, in particolare quella americana, basata molto spesso sulla falsità e sulla menzogna. Così come lo è il prodigio stesso. In sostanza “The Prestige” è estremamente valido su molti livelli di lettura (tra cui si può individuare anche una analisi del cinema stesso). Riesce cioè ad avere una quasi perfetta coesione fra intrattenimento puro e impegno intellettuale.
Così come “Memento”, questo film ha il grande pregio di attirare l’attenzione dello spettatore che viene coinvolto moltissimo dalle vicende. Ciò testimonia la straordinaria padronanza tecnica e artistica di Cristopher Nolan che considerando anche l’ottimo “Batman Begins” può considerarsi a tutti gli effetti uno dei migliori registi contemporanei.
Da sottolineare anche altre due cose: in primo luogo l’attenzione con cui è stata scelta la tagline: “Stai guardando attentamente?” in cui si racchiude il senso immediato e conclusivo del film; in seconda istanza è da evidenziare anche l’assoluta coerenza narrativa.
Giudizio:    (legenda).  
di Salvatore (Meta, Napoli), 13 gennaio 2007.

“Il mondo è solido, la gente è semplice…”, ma quando riesci a ingannarli anche solo per un istante, raggiungi il vertice della tua abilità. Christopher Nolan questa volta ha avuto mano felice. Come un prestigiatore, ci regala una storia d’argomento originale e mai utilizzato prima, riadattando con grande abilità il romanzo di Christopher Priest sugli illusionisti della Londra di fine Ottocento. Divi usciti all’improvviso dall’oscurità e gelosissimi dei propri segreti (è storia), frutto di un lunghissimo e duro allenamento. In una Inghilterra oscura e piovosa due illusionisti si contendono il primato affollando le platee e contendendosi i trucchi più incredibili e ricercati: il sofisticato Robert Angier (Hugh Jackman, che conferma anche qui la capacità di adattare felicemente la stessa identica faccia a più ruoli diversi) e il rude ma abilissimo Alfred Borden (un Christian Bale molto meno legnoso di quello di Batman Begins); un tempo amici, ma divisi da un’atroce tragedia avvenuta proprio sul palco del loro maestro (Michael Caine), che ha portato entrambi ad affrontarsi in una feroce gara di inganno e illusione. Ma attenzione, in questo mondo nulla è reale e non c’è nulla di più falso della verità. Il segreto è semplice, ma è il trucco che desta scalpore. Carte da gioco, sosia, gemelli, macchine per l’illusione, vasche, nodi, anelli e proiettili, ogni cosa serve al vero prestigiatore del film, Nolan, per ingannare lo spettatore fino all’ultimo, facendogli credere ciò che in realtà non è ma che forse è in parte…Un uomo legge il diario di un altro uomo che a sua volta aveva letto quello che il primo aveva scritto per lui…e ne ha scritto un altro, per colui che lo sta leggendo. Un’assistente bionda balza dal palcoscenico dell’uno a quello dell’altro e dal letto di uno a quello dell’altro a forza di bugie che poi sono verità (e probabilmente è proprio per illusione che Scarlett Johannson, relegata a una parte di secondo piano, sembra meno evanescente del solito). Dei due illusionisti, l’uno ricorre a un trucco vero, così banale e semplice che alla fine desta stupore proprio la sua semplicità, in fondo annunciata fin dall’inizio del film. L’altro, invece, non ha alcun trucco, ma soltanto un terribile segreto che nessuno vorrebbe avere mai.
Non c’è trucco, non c’è inganno: The Prestige non è un film semplice e il montaggio spesso veloce e caotico contribuisce a renderne impegnativa e talvolta difficile la comprensione e, diciamolo pure, salva il film nei momenti in cui lo svolgersi della vicenda potrebbe diventare anche prevedibile. Nolan lo sa, ed è per questo che non vuole che lo spettatore capisca fino in fondo. Una sceneggiatura svelta, il passato che si mescola col presente e poi di nuovo col passato sono gli ingredienti della sua illusione. Ma, non c’è che dire, è una signora illusione.
Il trucco è semplice, ma la realtà è che voi spettatori non volete capire il trucco. Bravo Nolan, bello spettacolo.
(Una chicca: David Bowie recita la parte di Nikolas Tesla, inventore storicamente esistito in competizione con Thomas Edison; pare che a lui sia ispirato il personaggio di uno scienziato pazzo in uno dei cartoon di Superman del 1941.)
Giudizio:    (legenda).  
di Chiara "Ala" (Bari), 17 gennaio 2007.

FILES di CINEMA

[Scheda di The Prestige su Imdb.com]  [Scheda di Christopher Nolan su Imdb.com]
[Scheda di Hugh Jackman su Imdb.com]  [Scheda di Scarlett Johansson su Imdb.com]

Gransito Movie Awards 2007 - Settimo anno.

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