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RADIO AMERICA    (di Robert Altman, 2006).

"MALINCOMICO" - Da un maestro celebrato e indiscusso come Robert Altman non è più il caso di aspettarsi opere dal linguaggio fortemente innovativo e sperimentale. Eppure quest’ultimo Radio America, che racconta l’(immaginaria) ultima puntata di un celebre (vero) programma radiofonico, rappresenta un tassello importante della sua vasta filmografia, per il tono malinconico e nostalgico con cui il regista torna sul luogo del delitto, quell’America rurale del Sud già narrata in Nashville. Ma quel capolavoro inimitabile era un’allegoria amara del paese intero, una radiografia impietosa dei suoi vizi e delle sue debolezze, intriso di cinismo e umorismo al vetriolo; questo invero vuole essere un inno scanzonato e tenero al lato più genuino e autenticamente umano del popolo americano, la faccia buona di un paese la cui immagine, nell’era Bush, sembra irrimediabilmente compromessa.
Un ottimo cast guidato dal vero presentatore dello show, uno strepitoso capocomico di nome Garrison Keillor, è al servizio dell’ennesima storia corale di Altman, che riesce così a raccontare in diretta, nel suo svolgersi, gli ultimi scampoli di vita del programma e il suo “dietro le quinte”, tra canzoni – rigorosamente country – esilaranti spot, aneddoti di vita, amori e lutti, alternando momenti molto divertenti ad altri più mesti.
Benché in uno stile ormai sin troppo consolidato, e con una coda finale che sembra appiccicata, Altman partorisce un film magicamente incentrato sulla radio e sul teatro insieme, utilizzando altresì un linguaggio cinematografico fatto di montaggio alternato e parallelo, pianisequenza – come quello sui titoli di coda – e movimenti di gru che portano lo spettatore tra i personaggi e dentro le loro vite, spesso filtrate attraverso i loro racconti e le loro confessioni. E dopo il racconto, l’altra grande direttrice del film è l’improvvisazione – vedere la sequenza cult con il rumorista, dove i protagonisti realizzano uno spot a braccio senza nulla di scritto – che regala al film un sapore retrò, sospeso com’è tra reale e metafisico, e restituisce a noi spettatori, dopo alcune prove poco convincenti (l’orrido The Company grida ancora vendetta), un grande regista.   
Giudizio: ½ (legenda).
di Giulio Ragni, 12 giugno 2006.

Il regista americano più originale e visionario Robert Altman vive da tempo una vecchiaia cinematografica feconda e malinconica.(quasi 82 anni!). Non più la ferocia di "America Oggi" o "M.A.S.H".; nasce Radio America, felice "traduzione" italiana del titolo originale "A prairie home companion". Il film, già presentato nell'ultimo festival di Berlino, nasce dall'esigenza di Garrison Keilor - condu(a)ttore e ideatore dell'omonima trasmissione radiofonica che riscuote dal 1974 un enorme successo di raccontare lo spirito della straordinaria avventura di cui è protagonista, nella realtà e persino nel film. L'idea è semplice quanto geniale: raccontarne l'ultimo giorno di programmazione, facendola diventare una radio di provincia, in onda dal Fitzgerald Theatre di St. Paul, e non una realtà nazionale. Un pretesto per raccontare un'America profonda e ingenua e forse ormai obsoleta e irraggiungibile. Ne nasce un dolce e malinconico quadro impreziosito dall'ormai solita confluenza nel cast, a salario minimo, di attori speciali. Si ride con la coppia di cowboy country Dusty e Lefty, i perfetti, anche nell'alchimia, Woody Harrelson e John C. Reilly. C'è la famiglia Johnson. Le due sorelle Rhonda e Jolanda, anche qui strepitose Meryl Streep e Lily Tomlin, superstiti di un gruppo, anch'esso country, ma tutto al femminile. Gustose anche le partecipazioni di Kevin Kline, investigatore chandleriano e Virgilio che ci accompagna nella storia, e dell'impenetrabile Tommy Lee Jones, simbolo del progresso inesorabile e indifferente. Persino ad un angelo troppo buono per essere vendicatore, una imprevedibile Virginia Madsen. Tra drammi veri, presunti e tragicomici, con un continuo intrecciarsi di vite e episodi si ascolta l'ottima musica che più di ogni altra espressione artistica racconta le contraddizioni dell'amata e odiata America (di ieri, oggi e domani): quel country tanto proletario di origine e spirito quanto bandiera di una destra retrograda.
Giudizio: ½ (legenda).
di Battista Passiatore, 25 giugno 2006. pubblicata il 30 gennaio 2007.

FILES di CINEMA

[Scheda di Radio America su Imdb.com]  [Scheda di Robert Altman su Imdb.com]

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Gransito Movie Awards 2007 - Settimo anno.

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