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Un uomo alla ricerca della donna che cambierà la sua vita, una pianista
dallo sguardo enigmatico e la sensualità disarmante. Quale amore, può
nascerne. Un amore vorticoso, una passione travolgente. Un matrimonio deciso
in una notte, suggellato con l’unione dei corpi, veri protagonisti del
sentimento che dà il nome al film.
Poche parole, sin dall’inizio, tanto erotismo, tanta esibizione dei seni
della bella Vanessa Incontrada, oggetti privilegiati dell’ossessione
sessuale del protagonista. Ossessione che non può mai spegnersi,
accompagnata dalla forza distruttrice della gelosia che consuma pian piano
il legame di due estranei, due mondi diversi, capitati accanto quasi per
caso, ma destinati a non separarsi mai. Antonia muore, ma vivrà per sempre
nel cuore del suo innamorato-carnefice. E quando Andrea racconta ad uno
sconosciuto la sua storia d’amore, presentiamo all’istante che egli non
potrà più amare nessuna donna, che Antonia è la sua vita e la sua morte. La
ama, la ama pazzamente. La ama come un uomo che per il suo compleanno chiama
un’intera orchestra di violinisti a farle gli auguri, che la riempie di
vestiti, di regali preziosi. Eppure, tutto questo non basta.
Lui è un imprenditore ricco e di successo, lei una “musicista pezzente”,
come la definisce lui, o “un’artista”, come vuol definirsi lei. Lo scontro
tra due mondi così diversi è inevitabile. Soprattutto quando la complicità
vive soltanto sotto le lenzuola, e mai nelle parole. Quando di fronte alla
crisi lui reagisce soffocandola, lei cercando in tutti i modi di scappare. E
la sua ultima fuga sarà pure la sua fine, quei tre giorni in compagnia del
violinista che, contrariamente al marito, le parla, dal primo momento fino
all’ultimo, la fa suonare. La ama per la sua musica, prima che per il suo
corpo. E lei sta bene con lui, perché con lui può suonare, può essere se
stessa, e non solo fare l’amore. Andrea allora la uccide, accecato dalla
gelosia per un tradimento che, fino alla fine, ci chiediamo se sia avvenuto
o no.
Eppure, paradossalmente, la risposta a questo non è importante. Perchè, in
fondo, il film non è il racconto di una storia d’amore, quanto piuttosto il
racconto di quello che accade nella mente del protagonista maschile, dal
momento in cui s’innamora a quello in cui uccide la donna amata. Quello che
conta, è l’ossessione che si fa strada in lui. Il personaggio femminile
passa in secondo piano. È l’oggetto, di quell’amore devastante. Un amore che
ci sconvolge, perché non può mai trovar pace, e sembra nutrirsi, delle
incomprensioni e dei tormenti.
Fino alla fine, speriamo in un accenno di sorriso, in una piccola dolcezza.
In un “ti amo” sussurrato. Ma non c’è nulla di tutto questo, nell’amore di
Andrea e Antonia. Quale amore.
  
Emanuela Tascone, 29
novembre 2006.
[Scheda
di Quale amore su IMDB.com]
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