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PIANO 17 (dei Manetti Bros, 2006). |
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Alfred Hitchcock aveva un sogno (mai realizzato): ambientare un film nello
spazio angusto di una cabina telefonica. Questa idea , recentemente è stata
riconsiderata dal regista Joel Schumacher che, con il suo film "In linea con
l'assassino", ha cercato di sperimentare al massimo le vie del
thriller-claustrofobico. Qui da noi in Italia, due talentuosi fratelli
romani ( Marco e Antonio Manetti, in arte Manetti Bros), dopo una lunga
esperienza tra videoclip, web e televisione, si sono prepotentemente
imposti, con buon successo, nel panorama del cinema italiano più estremo e
sperimentale. Dopo il loro lungometraggio d'esordio "Zora la vampira",
decidono di confrontarsi con un particolare genere thriller-claustrofobico,
ambientando il loro nuovo film negli spazi ristretti di un ascensore, da qui
il titolo "Piano 17". I Manetti Bros s'inventano così produttivamente un
film no-budget, girato in 5 settimane, con un camera digitale ad alta
definizione; registi, attori, tecnici e maestranze hanno lavorato
(quasi)gratuitamente. Detto questo, non pensate ad un filmetto due camere e
cucina, con recitazioni sciatte e dilettantistiche, tanto comuni nel povero
cinema italiano. Tutt’altro. Piano 17 è un piccolo gioiello sui generis, un
thriller che gioca con gli stereotipi del genere, frantumando la linearità
della narrazione attraverso l’uso di flashback e digressioni che danno
respiro ed epicità a storia e personaggi. Vengono in mente alcuni
riferimenti come Kubrick (per il suo magnifico"Shining" in cui dava vitalità
e voce agli ambienti dell'Overlook Hotel) o ancora meglio il "pulp" Quentin
Tarantino (per la riuscita caratterizzazione dei personaggi). Punto di forza
ed elementi fondamentali per dare la giusta tonalità al film le
interpretazioni dell’intero cast: Giampaolo Morelli (il buono), Antonino
Iuorio (il brutto) ed Enrico Silvestrin (il cattivo) affiancati
dall’amichevole partecipazione di Massimo Ghini. In conclusione, quasi un
atto d'amore dei registi romani nei confronti del (mestiere del) cinema; un
piccolo miracolo italiano. |
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