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LITTLE MISS SUNSHINE    (di Jonathan Dayton e Valerie Faris, 2006).

Il road movie è da sempre la forma di racconto privilegiata del cinema indipendente americano, che può compensare le ristrettezze del budget con uno sguardo alternativo sulla condizione sociale del proprio paese, affrancandosi dai canoni dell’industria hollywoodiana. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un sostanziale irrigidimento di questo modus narrandi, tanto da poter parlare di “uno stile Sundance” per questo tipo di film, dal nome del più importante festival cinematografico indipendente degli Stati Uniti.
Little Miss Sunshine, pur appartenendo anch’esso a questa categoria, dimostra di possedere, accanto ad una solida scrittura e all’ottima qualità delle recitazioni, ambizioni di regia e una sguardo genuinamente autentico rispetto alle convenzioni del genere. Nel ritrarre una parata di “mostri” di una normale famiglia americana, tra genitori frustrati, adolescenti in cerca di sé, nonni cocainomani e pornografi, il duo di registi esordienti ci regala in realtà un elogio della famiglia middle-class: in un mondo dominato da una desolante vacuità di valori (ben rappresentato dal concorso per adolescenti del titolo) l’unico vero rifugio sono gli affetti, come evidenzia la sequenza simbolo del film, ovvero la partenza dello scalcinato pulmino con cui i protagonisti attraversano il paese, con i componenti della famiglia che si aiutano l’un l’altro a salire. Una grande lezione di regia minimalista, una lieta sorpresa in mezzo a troppi prodotti uguali uno all’altro.
Giudizio
:  (legenda).  
di Giulio Ragni, 3 febbraio 2007.

Uno dei film-sorpresa della stagione cinematografica 2006/07 è sicuramente “Little Miss Sunshine”, nominato a quattro premi Oscar tra cui quello come miglior film.
Olive (A. Breslin nominata come miglior attrice non protagonista) è una bambina di sette anni che ha il sogno di partecipare e vincere al concorso “Little Miss Sunshine”. A sostenerla c’è tutta la famiglia, una famiglia bizzarra quanto sfortunata. Sembra infatti che i sogni dei suoi parenti siano destinati inevitabilmente ad infrangersi. Né il fratello né il padre e tanto meno lo zio sono riusciti a vincere il fato e diventare qualcuno. Ma la speranza di partecipare e vincere il concorso spingerà la famiglia di Olive in un lungo e imprevedibile viaggio che la porterà in California.
La qualità di “Little Miss Sunshine” è chiara sin dai primi minuti di proiezione, è infatti straordinaria la capacità dei registi ( Jonathan Dayton e Valerie Faris) nel farci comprendere la natura dei personaggi in poche immagini. Bellissima è, a questo riguardo, la scena all’inizio del film che ritrae tutta la famiglia a cena. Si tratta di una scena scritta ed interpretata in maniera eccellente che raggiunge davvero livelli da grande cinema. Sono proprio questi i due elementi fondamentali di “Little Miss Sunshine”: sceneggiatura e recitazione. La sceneggiatura scritta da un esordiente (M. Arndt) è infatti veramente affascinante e non manca di momenti di ironia ed altri di riflessione ma ha la sua forza straordinaria nella fattura dei personaggi; ognuno con le proprie caratteristiche, i propri pregi e i propri difetti. Le interpretazioni sono altrettanto ottime, denotando l’eccezionale lavoro svolto dai registi con gli attori.
“Little Miss Sunshine” è la perfetta risposta a “Babel” e sembra quasi paradossale che i due film saranno in lotta insieme per la vittoria dell’Oscar. Entrambi film corali, le due opere sono invece completamente diverse. Mentre in “Babel” la tragedia non ha via di scampo e non porta che ad altra tragedia, “Little Miss Sunshine” insegna che si può sempre lottare contro il destino e c’è sempre un modo per superare i drammi. Nella vita capitano gli alti e i bassi: tutto sta nel come li si affrontano. Inoltre mentre i personaggi del film di Iñárritu restano piatti come la pellicola su cui sono impressi, nel film di Dayton e Faris, essi assumono vita propria ed attraggono lo spettatore. Insomma “Little Miss Sunshine” rappresenta la speranza contro la depressione di “Babel”.
Giudizio:  (legenda).  
di Salvatore (Meta, Napoli), 5 febbraio 2007.

FILES di CINEMA

[Scheda di Little Miss Sunshine su Imdb.com]

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ANNO 2006
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