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Ne è passato di tempo da “What women want” e “Tutto può succedere”. Ma Nancy
Meyers, come il vino buono, più invecchia e più diventa brava e convincente
puntando tutto sul suo cavallo di battaglia: una sceneggiatura spigliata,
sorprendentemente plausibile, ricca e frizzante tipica della miglior
commedia americana. E questa volta aggiunge alla sua personale abilità un
cast perfetto.
Poteva essere un cliché rifritto quello delle due donne sole che si
scambiano la casa per le vacanze estive e che nella nuova città trovano
l’amore e la felicità. D’altronde ben sappiamo ormai che nulla c’è che non
sia già stato detto. Quindi conta soprattutto la bravura del regista e degli
attori, per rendere originale una storia che avrebbe potuto essere banale e
inverosimile, e questo è uno dei pochi casi in cui la commedia che viene
fuori non è solo divertente, ma anche coinvolgente e talvolta commovente.
Insomma, “L’amore non va in vacanza” (traduzione come al solito un po’
becera per “The holiday”) ha tutti i numeri per essere una delle migliori
commedie romantiche di stampo USA da qualche anno a questa parte. È
interessante notare inoltre la deliziosa costruzione dei personaggi: le due
protagoniste, una americana e l’altra inglese (azzeccatissime Cameron Diaz e
Kate Winslet), l’una nevrotica e devota solo alla carriera, l’altra timida e
attaccata a un uomo che la sfrutta (come dice Hugh Grant in “Quattro
matrimoni e un funerale”, agli inglesi soltanto per attaccar bottone ci
vogliono tre settimane). Ma ben delineati anche i personaggi di Jude Law,
ambiguo rubacuori con un segreto “inconfessabile”, e di Jack Black,
splendido compositore. E a proposito di compositori, merita una nota
speciale la stupenda colonna sonora di Hans Zimmer, il più grande
compositore del nostro cinema dopo Howard Shore e Danny Elfman (ha già
lavorato con la Meyers in “Tutto può succedere” ma stavolta supera se
stesso).
Non solo. Al romanticismo realista, disinibito e spigliato di una bella
commedia si aggiungono tante altre sfaccettature, esplorazioni appena
accennate di altri temi: la vecchiaia, la fama, la carriera, il denaro, la
musica, la nostalgia (sentimento, ahimé, ben poco considerato dalle commedie
romantiche) e perfino la vedovanza. Insomma, qualcosa di verosimile. Che
volete di più? Occhio al cameo di Dustin Hoffman nella scena della
videoteca.
Giudizio:
 (legenda).
di Chiara 'Ala',
15 febbraio 2007. |