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Il cinema ha bisogno di stelle, ne necessità e quando non le ha ne crea a
tavolino e le impone. Il divismo è Hollywood ma non è solo a Hollywood. E'
comparso nell'Italia tra le due guerre per poi tornare con grande spinta
nell'Europa degli anni Cinquanta.
Il pubblico cinematografico ha bisogno di stelle, le vuole per
riconoscervisi, le vuole per ammirarle e per sognarle. Le stelle sono in
grado di trascinare film a successi clamorosi, specie in un epoca in cui la
faccia, l'immagine, il marchio da esportare è fondamentale per la vendita di
un buon prodotto, nel nostro caso il prodotto cinema. Le stelle però, una
volta lanciate nel firmamento dei divi, non sempre restano alte a brillare
nel cielo, a volte decadono, scompaiono. Le grandi stelle nascono e
svaniscono di tanto in tanto. Questo sembra essere un periodo in cui due
grandi stelle sono tornate a brillare alte nel cielo cinematografico. Johnny
Depp è il divo del momento. Poi viene Scarlett Johansson.
Johnny Depp è il più volubile attore degli ultimi anni. Il (triplo) pirata
rock Jack Sparrow lo ha consacrato definitivamente come assoluta star del
cinema presente. Ci sono molti registi innamorati del suo talento e del suo
affascinante sguardo comunicatore. Tim Burton su tutti lo ha eletto a suo
alter ego davanti alla macchina da presa, creando a sua immagine e
somiglianza il protagonista del suo ritorno alla stop motion (La Sposa
Cadavere) e mettendolo al centro della sua visionaria fabbrica di
cioccolato. Un progenitore del pirata-divo lo si può ritrovare nel Johnny
Depp, ancora in cerca della definitiva consacrazione, nomade fluviale di
Chocolat alla conquista di Juliette Binoche.
Scarlett Johansson è la nuova diva che viene dal passato. Bionda platino e
forme sinuose come Lana Turner e, perché no, Marilyn Monroe. Scarlett ha
vent'anni in meno e sembra già cinematograficamente matura, ha convinto la
critica di non essere una starletta da prima pagina e ora è musa di un
mostro sacro come Woody Allen e riesce ad attirare il pubblico quanto
riescono star molto più famose e meno talentuose della giovane diva bionda.
E' proprio con Allen, più che nelle sue già ottime performance nella
Ragazza con l'orecchino di perla e Una canzone per Bobby Long,
che la bionda newyorchese doc ha avuto il suo definitivo lancio nell'olimpo
delle star. E oggi Scarlett riesce a brillare (forse) come il grande divo
Johnny. Divi dell'epoca globalizzata.
Matteo
Bursi, 29 settembre 2006.
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