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INLAND EMPIRE, David Lynch specifica che il titolo sia scritto tutto in
maiuscolo,titolo che prende forma tra i ricordi d’infanzia di un quaderno
finito dietro ad un armadio.
Laura Dern, Justin Theroux, Jeremy Irons e l’attore feticcio Harry Dean
Stanton prendono parte al suo inconfondibile stile narrativo e visivo
sviluppato tra personaggi e i loro doppi,realtà sogno set e semplici
ossessioni quotidiane. Al limite della sperimentazione con un maniacale
utilizzo di luci e dettagli, imbarazzi, deformità fisiche e psichiche i film
di Lynch sono riconoscibili per la loro forte componente
surrealista,immagini crude e strane accompagnate da un sonoro estremamente
suggestivo e angosciante (firmato Angelo Badalamenti), sequenze oniriche
perversioni sessuali e situazioni ripugnanti.
Presentato per la prima volta in anteprima mondiale al Festival
Cinematografico di Venezia il 6 settembre 2006,nella sezione fuori
concorso,la versione proiettata riporta una durata di due ore e quarantotto
minuti. Primo film girato interamente in DV (digital video),Lynch ha
dichiarato che continuerà a girare in digitale e non più su pellicola
tradizionale, per deformare gli spazi, stare attaccato alla pelle e alle
cose ma soprattutto per far entrare nelle immagini una quantità di realtà
fino ad ora inedita.
Il titolo è tratto anche dal nome dell’omonima area metropolitana situata ad
est di Los Angeles,dove appunto il film viene ambientato; girato in gran
parte anche a Lodz in Polonia con attori locali. Il film non ha una vera e
propria sceneggiatura ma è stato scritto giorno per giorno. Un attrice,un
primo attore e un regista,una famiglia di conigli ed una sensazione di
disagio; questi alcuni degli elementi che accompagneranno lo spettatore nel
comprendere ad un diverso livello emozioni e stati d’animo difficilmente
trasformabili in semplici parole. Un viaggio labirintico tra passato e
futuro,dimensioni parallele, esseri umani con la testa di coniglio
intrappolati nella ripetizione della stessa scena,deformazioni di alcuni
personaggi che si presentano con la bocca più grande del normale,un puzzle
con piani temporali e narrativi che s’alternano creando straniamento.
Un’attrice accetta di girare un film che sembra essere maledetto,legato a
morti e sparizioni irrisolte,scene violente e complicazioni sentimentali,
sangue e cacciaviti infilzati nella pancia ,s’intrecciano e trascinano lo
spettatore in un viaggio allucinato nel paese di Alice e il bianconiglio.
Il tema portante del film è un’ossessione ricorrente del cinema Lynchiano:
la dualità, le due facce di uno stesso mondo,il doppio ,le maschere delle
persone. Un cubo di Rubik sempre ricombinabile sotto ogni punto di vista,un
occhio che cambia interpretazione e ci inventa spettatori
attivi,osserviamo,valutiamo cerchiamo di comprendere,ci sforziamo nel
analizzare anche il piccolo dettaglio,elaboriamo l’immagine e il suo
significato.
Sediamoci comodamente e allacciamoci le cinture, il viaggio ha inizio e alla
guida c’è David Lynch (Leone d’Oro alla carriera 2006) lasciamoci trascinare
senza opporre troppa resistenza alle immagini ,facciamo lavorare i
fotorecettori e il nervo ottico sino alle aree corticali, qui abbandoniamoci
per una migliore comprensione inconscia.
INLAND EMPIRE è uno show,non è un “Circo”ma lo vorrebbe essere. Il film sarà
distribuito in Italia ad opera della Bim.Uscita prevista: febbraio 2007.
Alessio Novarelli, 1 dicembre 2006.
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