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Le origini
ATM nasce ufficialmente il 1° gennaio 1917, anche se le origini del trasporto
pubblico milanese risalgono agli anni Quaranta dell’ ‘800. Il 17 agosto
1840 veniva inaugurata la ferrovia Milano - Monza; il notevole afflusso di
pubblico creò ben presto la necessità di istituire un collegamento tra la
stazione ferroviaria di Porta Nuova ed il centro cittadino.
Tale collegamento fu realizzato nell’autunno dell’anno successivo con
vetture trainate da un cavallo denominate omnibus e allora curiosamente
chiamate autobus. L’iniziativa ebbe successo e portò, nel corso di
circa un ventennio, all’incremento del numero delle linee, gestite da diversi
concessionari e, parallelamente, all’ampliamento della capacità delle
vetture: si passò infatti dagli otto posti del primo omnibus ai 14 o 16 posti
dei nuovi mezzi.
Nel 1861 un gruppo di imprenditori privati fondò la Società Anonima degli
Omnibus (S.A.O.) che ottenne dal Comune l’approvazione di un progetto per
una rete composta da undici linee, che avrebbero dovuto collegare Piazza Duomo
alla diverse porte della città, linee poi realizzate tra il 1861 e il 1865.
Ippovie su binari
La seconda metà degli anni Settanta vide invece la comparsa delle prime
ippovie su binari ad opera della S.A.O.: l’8 luglio 1876 venne inaugurata la
tratta Milano-Monza, mentre due anni più tardi entrava in funzione il primo
tronco di tranvia a cavalli, inizialmente a binario unico, da Porta Tenaglia a
Porta Venezia, linea che negli anni successivi sarebbe stata completata fino a
coprire l’intero percorso della circonvallazione.
In occasione dell’Esposizione Nazionale del 1881 vennero attivate tre nuove
linee tranviarie che riscossero un tale successo da convincere il Comune ad
affidare alla S.A.O. la concessione per la posa dei binari lungo tutte le linee
interne alla città.
Le tranvie elettriche
Il passo successivo fu la progressiva elettrificazione a partire dal 1893, anno
dell’entrata in funzione della prima tranvia elettrica da Piazza Duomo a
Corso Sempione, realizzata e gestita dalla Società Edison.
Nel 1895 fu proprio la Edison a vincere la gara d’appalto per la
realizzazione e la gestione di 18 linee di tranvie elettriche, benché il
Comune per la prima volta decidesse di controllarne l’esercizio attraverso
l’Ufficio Tramviario Municipale.
All’inizio del nuovo secolo scomparve definitivamente il vecchio omnibus a
cavalli, mentre il forte sviluppo industriale e demografico della città
sollecitava un continuo potenziamento della rete di trasporto pubblico.
La nascita di ATM
Nel 1917, scaduta la concessione alla Edison, il Comune decise di assumere
direttamente la gestione delle tranvie cittadine tramite l’Azienda
Tramviaria Municipale, che dal 1931 divenne azienda autonoma e si trasferì
nell’attuale sede di Foro Buonaparte 61.
Dopo la triste parentesi del primo conflitto mondiale, negli anni Venti il
servizio tranviario, interamente ripristinato, fu investito da alcune
innovazioni: il cambio del senso di marcia (da sinistra a destra), la creazione
delle fermate fisse e soprattutto l’eliminazione, nel 1926, del cosiddetto
"carosello" in Piazza Duomo, capolinea dal quale si diramavano da
sempre tutte le linee tranviarie.
Il Comune fu spinto a compiere questa scelta sia per l’eccessivo numero di
linee gravitanti sulla piazza, sia per l’aumento del traffico privato che
rendeva sempre più difficoltosa la circolazione nel centro cittadino, sia per
la necessità di creare dei collegamenti trasversali tra i quartieri di un città
in continuo sviluppo.
Nel 1932, infine, vennero introdotte per la prima volta vetture tranviarie
articolate per far fronte al maggiore afflusso di passeggeri sulle linee più
utilizzate.
I Bus
Nel frattempo avevano visto la luce a partire dal 1905 le prime linee urbane
automobilistiche a benzina, inizialmente gestite dalla S.I.T.A. (Società
Italiana di Trasporto con Automobili) e successivamente dalla C.A.M. (Compagnia
Autobus di Milano), società affiliata alla FIAT, operante a fianco di ATM:
nel 1927 Milano era già dotata di 8 linee di autobus, mentre risale al 1933
l’attivazione della prima linea filoviaria.
La rete interurbana
Contemporaneamente si era sviluppata anche un’estesa rete di tranvie
interurbane per soddisfare la sempre crescente domanda di collegamenti tra la
città ed il suo circondario, la cui gestione affidata quasi interamente alla
S.T.E.L. (Società Trazione Elettrica Lombarda), passò nel 1939 ad ATM
che poté così riorganizzare l’esercizio urbano ed interurbano che spesso si
sovrapponeva nella quasi totalità dei percorsi, con evidente freno
all’ulteriore espansione del servizio pubblico.
La guerra e la ricostruzione
Durante il periodo bellico il servizio subì un pesante ridimensionamento a
causa della distruzione dei depositi e di gran parte del materiale rotabile.
La ricostruzione fu tuttavia rapida: alla fine del ‘45 erano di nuovo in
funzione 30 linee, diventate 35 l’anno successivo; nel 1951 essa poteva già
dirsi completata. In questi anni la città cambia aspetto e dimensioni:
riprende l’attività industriale e si sviluppa quella del terziario, la
massiccia immigrazione dà impulso all’edilizia, sorgono nuovi quartieri e si
accentua il fenomeno del pendolarismo.
Per rispondere alle nuove esigenze di mobilità, ATM incrementa
progressivamente la rete su gomma sia urbana che interurbana a scapito di
quella su rotaia (nell’agosto del 1957 viene soppresso il famoso Gamba de
Legn che collegava Milano a Magenta) mentre nel 1957, dopo molte
esitazioni, critiche e mezzo secolo di progetti, prendono il via i lavori per
la costruzione della prima linea della metropolitana, inaugurata nel novembre
1964; tre anni più tardi viene aperto al pubblico il primo tronco della
seconda linea.
Gli anni Sessanta e Settanta
Questi anni sono particolarmente significativi per la storia del trasporto
pubblico milanese. Nel novembre 1964 viene inaugurata la prima linea della
metropolitana (la rossa) sul percorso
Lotto-Sesto Marelli, per un totale di 12,3 km di lunghezza e 21 stazioni.
Cinque anni più tardi, nel dicembre 1969, viene aperto al pubblico il tratto
della seconda linea (la verde) tra Caiazzo
e Cascina Gobba (8 stazioni per 6,3 km di lunghezza). Nel contempo ATM con il 1°
gennaio 1965 assume la denominazione di Azienda Trasporti Municipali a
seguito dell’entrata in vigore del Nuovo Regolamento Speciale per i rapporti
tra il Comune e l’Azienda.
Con gli anni Sessanta il trasporto pubblico deve però fronteggiare i problemi
posti dallo sviluppo della motorizzazione: cresce vertiginosamente il traffico
privato, peggiorano le condizioni di circolazione, aumentano i costi di
trasporto e calano i passeggeri nonostante la presenza della metropolitana.
Per capire le nuove esigenze di mobilità ATM effettua la prima "Indagine
Origine-Destinazione". Studia una nuova organizzazione delle rete,
concepita come un insieme integrato di linee, e modifica l'offerta di
trasporto. Introduce nel 1970 la tariffa oraria che permette di viaggiare, con
un solo biglietto, in tutta la città.
Negli anni '70 ATM recupera passeggeri, semplifica progressivamente il disegno
delle linee eliminando le sovrapposizioni, inserisce sugli itinerari più
affollati i cosiddetti Jumbotram, vetture di grande capacità che
possono ospitare complessivamente fino a 265 persone ed estende la sua rete
metropolitana, veloce e non inquinante, verso le periferie ed i comuni
limitrofi (alla fine degli anni '70 le rete misura poco più di 42 km).
Gli anni Ottanta e Novanta
Nel 1982 hanno inizio i lavori per la costruzione della terza linea della
metropolitana (la gialla), aperta al pubblico tra
il 1990 ed il 1991; nel frattempo vengono prolungate la rossa
e la verde, fino al raggiungimento delle
dimensioni attuali: Milano, nel 1996, può contare su 69,3 km di linee
metropolitane.
Contemporaneamente, a partire dal 1984, ATM ha iniziato ad occuparsi di
parcheggi di interscambio, vale a dire grandi parcheggi custoditi in
corrispondenza di alcune stazioni periferiche della metropolitana che
consentono ai cittadini provenienti dall’hinterland di spostarsi con i mezzi
pubblici lasciando la macchina ai confini della città.
Gli anni '90 vedono l’acquisto di nuove vetture tecnologicamente
all’avanguardia, più rispettose dell’ambiente e accessibili ai disabili,
l’integrazione tariffaria (SITAM) ed un rinnovato interesse per il
potenziamento del sistema di trasporto a trazione elettrica.
Nel 1995 ATM ha realizzato per il Comune di Milano un’Indagine sulla
mobilità che ha fornito le informazioni e i dati necessari per la
elaborazione del nuovo Piano della Mobilità: sono state intervistate
complessivamente 217.000 persone e sono stati rilevati gli spostamenti con
mezzi pubblici e privati effettuati sia in ingresso che all’interno
dell’area urbana.
Con il 1° gennaio 1999, ATM ha assunto la forma giuridica di “azienda
speciale”, assieme alla nuova denominazione “Azienda Trasporti Milanesi”.
Per trasformarsi, il 3 gennaio 2001, in una società per azioni, come disposto
dalla legge regionale 22 del 29 ottobre 1998.
Il contratto di servizio stipulato tra ATM e Comune di Milano prevede che
l’azienda si occupi della gestione e dello sviluppo del servizio di trasporto
pubblico in tutte le sue modalità.
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