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Historia - La Trilogia della Villeggiatura |
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La trilogia della villeggiatura
(Carlo Goldoni 1761)
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::: le Smanie per la villeggiatura
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ATTO PRIMO - Leonardo è nella
propria camera, a Livorno, con il cameriere Paolo che prepara il baule in
vista della partenza per la villeggiatura. Paolo riferisce al padrone che la
di lui sorella, la padrona Vittoria, si dilunga nei preparativi facendosi
ammodernare tutti i vecchi vestiti. Leonardo invia Paolo a far commissioni
per acquistare e assicurarsi tutto il necessario per non sfigurare mai in villa
davanti agli altri Signori. Leonardo invia Cecco, altro suo servo, dal
signor Filippo a congratularsi con lui e a controllare se presso la figlia
Giacinta (amata da Leonardo) sia venuto a far visita Guglielmo.
Leonardo informa Vittoria che ha mandato a prendere i cavalli e che la
partenza è fissata per la serata. La sorella dice di non essere ancora
pronta per la partenza, il sarto deve ancora finirle il nuovo vestito (un mariage)
che per lei è necessario per non sfigurare dinnanzi alle altre fanciulle
della nobiltà. Vittoria manda Berto, altro servo di famiglia, a ordinare al
sarto di terminare il vestito entro sera; intanto Leonardo riceve
Ferdinando, uno scroccone che anche quest'anno verrà ospitato in
villeggiatura. Leonardo lo ospita, nonostante tutto, perché i Signori fanno
a gara ad aver più ospiti possibili in villeggiatura.
Ferdinando elogia la villeggiatura del signor Leonardo, molto più vivace e
divertente di quelle degli altri Signori, è per questo che continua a
preferirla a quella degli altri. Con il ritorno di Cecco, Leonardo decide
che la partenza avverrà prima del tramonto. Vittoria chiede a Cecco se egli
ha visto Giacinta, lui l'ha vista mentre si provava un nuovo vestito (anche
lei un mariage). Vittoria inferocita manda anche Cecco a sollecitare
l'abito al proprio sarto.
Ferdinando, da buon ficcanaso, riesce a scorgere il motivo per cui Vittoria
non è ancora sicura di partire, ovvero la mancanza dell'abito nuovo, e le
ricorda che tutte le Signore, o presunte tali, ne hanno uno nuovo apposta
per la campagna. Nel frattempo, sempre a Livorno, nella casa del signor
Filippo arriva Guglielmo (il rivale di Leonardo per il cuore di Giacinta) ad
augurar loro una buona villeggiatura. Filippo, sapendo Guglielmo libero, lo
invita in villa; egli accetta e accetta (a malincuore) di informare
personalmente Leonardo della sua presenza. Giacinta va dal padre a chiedere
soldi per un abito da indossare nel viaggio per ripararsi dalla polvere; da
qui nasce una discussione tra Filippo da una parte e Giacinta e (la di lei
cameriera) Brigida sulle mode attuali e passate, quella che non tramonta mai
è la moda di spendere. Si decide che Brigida non andrà per mare, ma al
loro seguito in carrozza.
Giacinta parla con Brigida di Leonardo, dice d'amarlo ma Brigida non crede
che questo sia vero amore, e sicuramente lei lo fa soffrire troppo.
Sopraggiunge Leonardo che arriva ad augurare una buona villeggiatura a
Giacinta, dicendole che non è intenzionato a venire se ci sarà anche
Guglielmo. Giacinta si arrabbia con Leonardo perché non tollera la gelosia,
lei dice di amarlo ma senza dubitare di lui e quindi senza esserne gelosa,
mentre la gelosia di Leonardo è segno di mancanza di fiducia e quindi si
sente offesa.
ATTO SECONDO - Il secondo atto si apre
con Vittoria ed il servo Paolo che, mentre terminano di preparare i bagagli,
discutono (in realtà è Paolo a informare la padrona) del difficile momento
finanziario che la loro famiglia attraversa.
Paolo suggerisce di eliminare, prima di tutto, la villeggiatura, ma Vittoria
ribadisce che la villeggiatura è necessaria e deve essere sempre sfarzosa.
Arriva Leonardo che, ancora segnato dalla discussione avuta con Giacinta,
dice alla sorella che la partenza per la campagna è annullata. Vittoria si
arrabbia quando viene a sapere che il motivo di questa decisione è
Giacinta. Leonardo ordina a Paolo di disfare i bagagli; il servo è
contento, questo beneficerà alle casse della famiglia. Vittoria è
disperata; quando però Vittoria viene a sapere dal fratello che
probabilmente anche Giacinta non andrà in villa, si placa e appoggia il
fratello. Sopraggiunge intanto lo scroccone Ferdinando, pronto a partire;
Leonardo lo informa delle novità e lo scrocco risponde che non gli mancano
gli inviti. Rimasto solo con Vittoria, abilmente Ferdinando la provoca
dicendole che quest'anno in villeggiatura ci saranno ancora più ragazze del
solito e dice che Giacinta farà una gran figura col suo abito nuovo.
Vittoria, nervosissima, decide di andare a verificare di persona se davvero
Giacinta è pronta a partire. Nel frattempo il signor Filippo, parlando con
Brigida, la informa del cambio di programma e dice di aver già mandato a
prendere dei cavalli, lei però si dovrà accontentare di un viaggio per
mare. Arriva Fulgenzio, un vecchio amico di Filippo; si viene a sapere che
Fulgenzio presta sovente denari al signor Filippo (spesso prima della
villeggiatura). Fulgenzio in realtà è da Filippo perché mandato da
Leonardo; di fatti Fulgenzio parla della villeggiatura e poi fa intendere a
Filippo che c'è qualcuno (che non è Guglielmo) che aspira alla di lui
figlia ed è qualcuno di affidabile e prezioso (Leonardo), ma non ne rivela
l'identità lasciandola intendere.
Come conseguenza delle parole di Fulgenzio, il signor Filippo vuol mandar a
licenziare Guglielmo. Giacinta lo capisce e intuisce che dietro a tutto
questo c'è Leonardo, e allora con un abile discorso, sfruttando le
debolezze del padre, lo convince a non licenziare Guglielmo per non far
brutta figura agli occhi della Signorìa, in realtà fa questo per rovinare
i piani di Leonardo.
Arriva Vittoria a trovare Giacinta. Inizia qui un lungo dialogo, con il
quale termina il secondo atto, pieno di provocazioni, più o meno nascoste,
scaturite dall'invidia e dalla rivalità che hanno l'una dell'altra; parlano
dei loro nuovi abiti e della villeggiatura, cercando (a parole) di prevalere
sempre sull'altra.
ATTO TERZO - Il signor Fulgenzio
raggiunge Leonardo assicurandogli d'esser certo che Filippo e la figlia
Giacinta non partiranno per la campagna. Fulgenzio sollecita decisamente
Leonardo a chiedere in sposa Giacinta, perché se questa relazione
continuerà a rimanere nascosta, da una parte Leonardo è più a
rischio che la ragazza possa concedersi delle distrazioni e
dall'altra metterebbe lo stesso Fulgenzio in imbarazzo nei confronti del
signor Filippo. Leonardo sembra ora convinto a chiederla in sposa. Leonardo
decide che partirà per la villeggiatura, manda Cecco ad informare il signor
Filippo della novità e dato che crede mancherà Guglielmo, fa chieder loro
se può seder nel loro calesse; ordina poi a Paolo di rifare tutti i
bagagli, il servo un po' stizzito si rimette comunque al lavoro. Arriva
Vittoria che, alla notizia della partenza per la campagna, rimane incredula
e estasiata. Torna Cecco dalla casa di Filippo, dicendo che in carrozza con
loro andrà Guglielmo.
Leonardo, appresa la notizia, va su tutte le furie, sembra impazzire; ordina
ai servi di annullare ancora l'ordine dei cavalli. Sopraggiunge Ferdinando
che scorge Vittoria inquieta e le chiede il motivo, lei dice solo che è
preoccupata per il fratello. I due partono, Ferdinando va da Leonardo,
Vittoria vuol tornare da Giacinta. Fulgenzio va di nuovo a casa dell'amico
Filippo, facendo ancora il gioco di Leonardo e sospinge decisamente Filippo
verso la concessione della figlia Giacinta appunto a Leonardo. Si
stanno per salutare quando arriva Guglielmo.
Fulgenzio è sorpreso e capisce subito che erano d'accordo per andare in
villa con Guglielmo. Finalmente tutte le strategie vengono confessate e si
parla a viso aperto; arrivano Leonardo e poi Giacinta. Giacinta viene a
sapere che Leonardo l'ha chiesta in sposa al padre; non è più di tanto
sorpresa e subito monopolizza la discussione.
Giacinta si dimostra contenta della proposta e sembra accettar di dar la sua
mano a Leonardo, non vuole però che questa loro storia nasca infastidendo
qualcun'altro (Guglielmo) ed in pratica chiede a Leonardo di non pretendere
ch'ella (o il padre) debba mancar di rispetto a Guglielmo lasciandolo a
casa; Giacinta ottiene subito una prima vittoria su Leonardo.
Da lì a poco arrivano anche Vittoria e Paolo; Vittoria è contenta di
vedere il fratello più sereno e si rallegra quando viene a sapere che
andrà in villeggiatura.
Prima di partire viene detto che è meglio metter la firma, Vittoria scopre
così (a malincuore) che il fratello prenderà in sposa Giacinta.
L'agitazione in scena cresce, arrivano Ferdinando e Guglielmo; si cercano
due testimoni per la firma, si firma e poi si parte, le nozze si faranno al
ritorno dalla villeggiatura. Si decide che, in quanto futuro sposo, Leonardo
andrà in carrozza con Giacinta, Guglielmo andrà invece con Vittoria.
"Grandi smanie abbiamo sofferto per paura di non andarvi! Smanie
solite della corrente stagione. Buon viaggio dunque a chi parte. E buona
permanenza a chi resta."
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::: le Avventure della villeggiatura
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ATTO PRIMO - La seconda commedia si
apre, in villeggiatura, con un dialogo tra Brigida, Paolo (che d'ora in poi
sarà Paolino), Tita e Beltrame (anch'essi servitori di alcuni Signori). I
quattro parlano della vita che i loro padroni conducono in villa e
sottolineano che probabilmente la campagna se la godono più loro dei
rispettivi padroni. Nel dialogo tra i quattro servitori si viene a sapere
che nel viaggio per la villeggiatura è passata qualche parola tra Guglielmo
e Vittoria; viene accennato inoltre di un amore tra Rosina e lo sciocco
Tognino, figlio del padrone di Beltrame, un medico condotto.
Ferdinando ordina, urlando, ad un servitore una cioccolata; lo scroccone è
stato sistemato da Filippo e lui se ne dice contento. Poco dopo arriva
proprio Filippo che nota Ferdinando un po' nervoso, questi si lamenta della
lentezza della servitù, ma Filippo dice di esser servito benissimo. Filippo
propone a Ferdinando di giocare a carte ma quest'ultimo rifiuta; dal signor
Filippo traspare un po' di solitudine. Si passa in casa di Costanza: lei è
con la nipote Rosina, parlano delle bizzarre acconciature alla moda, del
pranzo da Filippo al quale sono invitate e di Tognino, il fidanzato di
Rosina, che sta diventando dottore.
Sopraggiunge Ferdinando che parla malissimo del cibo servito in casa del
signor Filippo, inoltre (dimenticandosi che è amato da Rosina) prende in
giro Tognino.
Viene sottolineato, anche in questa discussione, che Ferdinando si dimostra
(fingendo) da tempo interessato alla vecchia Sabina (zia di Giacinta),
puntando invece al suo patrimonio.
Arriva Tognino per far colazione con la fidanzata; Ferdinando continua a
prenderlo in giro, anche di persona. Costanza, rimasta con Ferdinando,
riceve la visita di Vittoria; Vittoria indossa il nuovo mariage e Ferdinando
ne tesse le lodi, vedendo Costanza infastidita; Costanza continua ad
ignorare l'abito nuovo fino a che Ferdinando ne sollecita un'opinione ed
ella sbotta dicendo che non le piace. Si conclude qui il primo atto con
Vittoria offesa e Costanza rabbiosa che se ne vanno.
ATTO SECONDO - In casa del signor
Filippo, Giacinta si confessa a Brigida; confessa che da quando è in
villeggiatura ed è a costante contatto con Guglielmo, quel di lui essere
affabile, quella sua gentilezza, l'ha fatta innamorare di lui. Di questo
Giacinta si vergogna e se ne incolpa perché avrebbe dovuto (e potuto)
impedire che Guglielmo fosse ospitato da suo padre.
Giacinta si dispiace molto anche della sofferenza che fa (o farebbe) patire
a Leonardo, il suo promesso sposo. Del feeling tra Giacinta e Guglielmo si
è accorta la zia Sabina, che nel frattempo sopraggiunge. Sabina cerca
Ferdinando che questa mattina non è ancora passato a trovarla; Giacinta le
consiglia di star lontana da quello, lei non ha l'età; Sabina si offende e
provoca la nipote dicendo che non è vietato avere un amante, ma lo è
averne due (allude a Giacinta).
Brigida tenta di mediare tra le due. Arriva Ferdinando. Sabina ha tutte le
attenzioni per l'amato Ferdinando, mentre lui la prende in giro molto
abilmente facendole credere di esserne innamorato. Lo scrocco si definisce
"innamorato senza interesse per la dote" ma intanto si informa
bene sulla di lei dote.
Arriva Filippo e nello stesso istante esce lo scroccone, Filippo dice a
Sabina le menzogne di Ferdinando ma lei si offende e non vuole crederci.
Guglielmo è solo con Giacinta, lei è in imbarazzo e cerca di andare su
argomenti leggeri; Guglielmo le si dichiara, dice di essere innamorato e
chiede cosa lei provi per lui. In caso ch'ella non provasse nulla, lui si
farebbe da parte, ma Guglielmo non ottiene nessuna risposta.
Arrivano Costanza, Rosina e Tognino, Giacinta (ancora scossa) li accoglie.
Sopraggiungono Leonardo e Vittoria e poco dopo anche Sabina e Ferdinando.
Giacinta non riserva parole molto gentili per Leonardo e lui si
insospettisce quando vede, più di una volta, Giacinta parlare a bassa voce
con Guglielmo. Si preparano dei tavolini e si gioca a carte. Nei tavoli da
gioco scorrono molte parole bisbigliate e sguardi veloci, si nota che
Vittoria è gelosa per come Giacinta guarda Guglielmo. Leonardo continua a
subire la personalità di Giacinta. Viene servito in tavola e tutti si
recano al pranzo.
ATTO TERZO - Il terzo atto si apre con un dialogo tra
Brigida e Paolino, mentre i loro padroni prendono il caffé: parlano di come
è andato il pranzo, Paolino sospetta che ci sia qualcosa tra Guglielmo e
Giacinta perché li ha visti più volte giocare con i gomiti e con i piedi,
e se n'è accorto anche Leonardo, ma Brigida nega tutto (a suo dispiacere).
Parlano poi degli altri commensali; Brigida confida a Paolino il proprio
desiderio di sposarsi. Sembra nascere qualcosa tra i due.
Intanto Giacinta, sola nella sua stanza, è disperata, non sa come
comportarsi da qui alla fine della villeggiatura. Arriva Guglielmo che le
chiede quella risposta che lei non gli aveva dato la mattina. Dopo qualche
timore, Giacinta gli risponde: dice che la loro posizione è infelice, gli
confessa d'amarlo, ma le loro strade si dovranno dividere forzatamente per
non recar del male a troppe persone. Guglielmo è spiazzato. Sopraggiunge
Leonardo che chiede come mai i due si fossero appartati, Giacinta dice che
Guglielmo è venuto da lei per chiedere in sposa Vittoria. Guglielmo cede
alla menzogna di Giacinta e chiede a Leonardo la sorella in sposa. Leonardo
non è convinto al 100 percento, ad ogni modo esce a passeggio con Giacinta.
Vittoria, preoccupata della contemporanea assenza di Giacinta e Guglielmo,
si reca dal signor Filippo e lo informa; lui non prende neanche in
considerazione i timori di Vittoria, si fida della figlia. Arriva Leonardo
che, mentendo, assicura d'aver trovato Giacinta (sola) dalla moglie del
fattore molto malata. Vittoria non è convinta e nonostante le sue
insistenze Leonardo continua a mentire.
Si trasferiscono tutti in una bottega del caffé. Ferdinando intima a Sabina
di fargli una donazione altrimenti la lascerà. Leonardo si alza e affida a
Paolino una lettera, incaricandolo di falsificarla e trovar qualcuno che
finga di arrivare apposta da Livorno con questa lettera indirizzata a
Leonardo. Tutti lasciano la bottega per far ritorno a casa. I protagonisti
si ritrovano a casa di Filippo.
Leonardo confida alla sorella che Guglielmo l'ha chiesta in sposa, Vittoria
è contenta e accetta di sposarlo. Si fanno i preparativi per le firme, si
scelgono due testimoni.
Entra Paolino che consegna a Leonardo una lettera proveniente da Livorno
(quella lettera di prima), Leonardo la legge davanti a tutti. E' Fulgenzio
che scrive per informarlo delle gravi condizioni dello zio Bernardino,
invitando Leonardo a tornare subito a Livorno. Leonardo decide di partire,
con lui vanno Vittoria e Guglielmo e il servo Paolino. Guglielmo, dopo
momenti di senso di smarrimento, riesce ad ottenere che le firme per il
matrimonio si facciano a Livorno in seguito. La commedia si chiude con
Giacinta che, rimasta sola, si rivolge alla scena.
"qui il poeta aveva preparato con tutto lo sforzo della fantasia una
lunga disperazione, un combattimento d'affetti [...] la commedia non par
finita, ma pure è finita [...] se qualche cosa rimane a delucidare sarà
materia di una terza commedia, che a suo tempo ci daremo l'onore di
rappresentarvi..."
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::: il Ritorno dalla villeggiatura
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ATTO PRIMO - Leonardo è nella propria casa di Livorno;
aspetta con impazienza notizie dalla villeggiatura, ha più volte scritto a
Giacinta e al signor Filippo senza aver risposta. Spera che arrivino presto
a Livorno. Nel frattempo il ceraio, il sarto e altri artigiani continuano a
venire a casa sua a chiedere di essere pagati, ma Leonardo li caccia ogni
volta e non ne vuole sapere di saldare i debiti. Leonardo sfugge ai
creditori uscendo dalla porta segreta per andare a trovare Giacinta, appena
tornata dalla villeggiatura.
Intanto arriva a casa di Leonardo il signor Fulgenzio, lo riceve Vittoria,
la quale gli chiede come mai ha voluto far terminare la loro
villeggiatura con quella lettera. Fulgenzio non ha scritto nessuna lettera e
capisce presto che dietro a tutto c'è Leonardo. Fulgenzio, che in questa
terza commedia impersona la saggezza e l'accortezza del mercante veneziano
dell'epoca, si infuria e riserva gravi parole a Leonardo (e anche a
Vittoria) che maltratta i creditori, onesti operai, solo perché egli ha
sperperato in sciocchezze i soldi con i quali avrebbe dovuto pagarli.
Fulgenzio se ne va.
Poco dopo arriva Ferdinando, informa Vittoria degli ultimi avvenimenti della
campagna: Tognino è stato cacciato di casa dal padre quando questi ha
saputo che il figlio voleva sposare Rosina, Sabina ha lasciato lo
stesso Ferdinando dopo ch'egli ha insistito per aver la donazione ed infine
lo scrocco racconta a Vittoria che per tutto il viaggio di ritorno Giacinta
sbuffava, sembrava aver mille cose per le quali penare. Vittoria ha sempre
più sospetti, nati anche dal fatto che Guglielmo la vuol vedere sempre meno
e continua a rimandare la firma per il loro matrimonio.
Giacinta parla con Brigida (sua confidente) della propria situazione
sentimentale, sostiene di essere definitivamente guarita da quella malattia
che è stata l'amore per Guglielmo. Brigida non è convinta che la padrona
abbia superato questa situazione; poco più tardi arriva Guglielmo a trovare
Giacinta. Appena un servitore le annuncia la visita di Guglielmo, Giacinta
arrossisce per poi accusare forti dolori di stomaco. Brigida riceve
Guglielmo ma non gli permette di andare a render visita a Giacinta.
Arriva anche Leonardo che rimane stupito della presenza di Guglielmo, corso
subito a trovare Giacinta quando invece evita di vedere Vittoria (sua
promessa sposa). Leonardo manda Brigida ad avvisare Giacinta della sua
presenza e invita Guglielmo a recarsi immediatamente dal notaio a firmare le
carte per il matrimonio. Guglielmo parte. Brigida torna da Leonardo a dirgli
che Giacinta non sta bene e non può riceverlo. Qui Leonardo comprende che
lei non lo ama e non prova neanche un minimo di gratitudine nei suoi
confronti.
"Dovea avvedermene prima d'ora, ch'ella non ha per me né amore, né
stima, né gratitudine. Sono perdute le mie attenzioni: è vana la mia
speranza, e guai a me se arrivassi a sposarla."
Leonardo si sente tradito e medita vendetta. Arriva un servitore con
una lettera indirizzata a Leonardo. La lettera lo informa che gli sono stati
sequestrati tutti i beni di campagna e i mobili del palazzo, inoltre Paolino
è stato arrestato. I suoi debiti lo portano in rovina, tutti i suoi errori
vengono a galla e si dispera assumendosi tutte le colpe.
ATTO SECONDO - Il secondo atto si apre
con Leonardo, solo in casa propria, disperato e tormentato per la crisi
finanziaria e per questioni d'amore. Arriva Fulgenzio che dice a Leonardo
che si dovrebbe vergognare di aver sperperato tutto il suo patrimonio e che
in questa situazione ha fatto compromettere lo stesso Fulgenzio (quando
questi ha mentito per lui, andando da Filippo a consigliarlo per la di lui
figlia Giacinta). Leonardo meriterebbe d'essere abbandonato ma il signor
Fulgenzio non riesce a farlo, anzi si propone di andar con lui dal di lui
zio Bernardino, unica persona (malgrado la sua grande avarizia) in grado di
aiutare Leonardo. Poco prima che i due partano arriva Vittoria che, in abito
di gala, sta per andare a trovare Giacinta; chiede al fratello se la
accompagna, lui a malincuore rifiuta e parte con Fulgenzio verso la dimora
di Bernardino.
Vittoria, dopo poco, riceve Guglielmo e Bernardino, già scocciata perché
Guglielmo continua a evitare di vederla da solo, li informa che stava per
andare da Giacinta. Immediatamente Guglielmo si propone d'accompagnarla e
Vittoria non la prende bene. Dopo un tira e molla di proposte, decidono di
andare tutti e tre insieme a render saluto a Giacinta. Guglielmo uscendo
dice tra sé:
"Quanto mai ho dovuto fingere e faticare, per cogliere
l'opportunità di riveder Giacinta".
Nel frattempo Bernardino riceve Fulgenzio. Fulgenzio cerca di illustrare a
Bernardino la grave situazione finanziaria in cui versa Leonardo, ma lo zio
prende tutto ironicamente, sbeffeggiando sovente il nipote. Dopo alcuni richiami
Fulgenzio fa tornare serio Bernardino e riesce ad ottenere che questi riceva
Leonardo (che nel frattempo aspettava in sala). Entra anche Leonardo che
chiede umilmente un aiuto finanziario allo zio per saldare i debiti che lo
affliggono; ad ogni domanda di Leonardo, Bernardino finge di non sentire e
controbatte chiedendo del suo prossimo matrimonio e della sposa. Il
tentativo di Fulgenzio e Leonardo non va a buon fine, lasciano la casa di
Bernardino con sdegno, mentre lui continua con l'ironia.
Brigida, sola con la sua padrona, le confida il suo amore per Paolino;
Giacinta invece le dice di aver superato le pene d'amore anche grazie alla
lettura di un libro di psicologia. Arrivano a renderle visita Vittoria,
Guglielmo e Ferdinando: per tutta la conversazione, Giacinta scherza (in
malo modo e fuori luogo) con, e su, Ferdinando, creando sospetti negli
altri. Era un suo tentativo di mettere in pratica i consigli del libro,
sostituendo a pensieri pericolosi (Guglielmo) alcuni più lievi (l'ironia su
Ferdinando). Arriva anche il signor Filippo che salutando Vittoria, le
chiede di Leonardo, invitandolo a venire a casa sua per concludere le firme
per le nozze con Giacinta.
Tutti si alzano e vanno via. Rimane Giacinta con Brigida, la quale le
consegna una lettera che Guglielmo, uscendo, le ha affidato da dare alla
padrona. Giacinta apre la lettera e chiede alla serva di rimanere sola.
Legge la lettera.
Guglielmo le scrive che manterrà la sua promessa e non verrà più a
importunarla. Poche righe dopo però, Guglielmo informa Giacinta delle
pessime condizioni finanziarie in cui versa Leonardo e le fa presente, nel
caso questa crisi finanziaria la divincolasse dalla parola data a Leonardo
per il matrimonio, di ricordarsi che Guglielmo non ha ancora firmato per
sposare Vittoria ed è quindi libero. Giacinta piomba nel tormento. E'
indecisa, combattuta. Non sa cosa fare, si dispera.
ATTO TERZO - In attesa di essere ricevuti dal signor Filippo,
Fulgenzio e Leonardo discutono ancora dell'infelice incontro con Bernardino.
Filippo riceve Fulgenzio (mentre Leonardo resta fuori) e si fa convincere
dall'amico su un accordo. Fulgenzio ricorda a Filippo i suoi interessi a
Genova e gli propone di concederli come dote a Leonardo, il quale li
amministrerà direttamente a Genova in nome di Giacinta, con la quale il
giovane andrà a vivere in Liguria dopo le nozze. Filippo accetta entusiasta
(allettato tra l'altro dal ricordo della pasta genovese!), ma ora bisogna
convincere la figlia.
Leonardo torna dall'amico Fulgenzio, il quale gli assicura di farsi garante
presso i creditori, anticipando per lui il danaro. Leonardo è
contentissimo. Filippo torna dicendo che Giacinta non è in casa, è andata
da Costanza. Immediatamente i tre si recano a casa della signora Costanza.
Costanza, nel frattempo, è a casa con la nipote Rosina. Vien detto che
Rosina si è sposata in segreto con Tognino e le due donne vogliono
assicurarsi che lo sciocco Tognino non dica a nessuno delle nozze.
Arriva Giacinta, Costanza si vergogna un po' della propria casa di Livorno.
Giacinta chiede se è vero quello che le malelingue dicono, ovvero se Rosina
e Tognino si sono sposati; Rosina nega tutto e chiede a Giacinta del suo
matrimonio. Dopo queste punzecchiature sopraggiungono Vittoria, Guglielmo e
Ferdinando. Nella discussione in sala emerge qualche provocazione tra
Guglielmo e Giacinta.
Rosina consegna a Ferdinando una lettera che Sabina le ha affidato da dare a
lui. Lo sciocco Tognino ha involontariamente rivelato a Ferdinando di
essersi sposato con Rosina e lo scrocco se ne burla. Tutti vogliono sapere
cosa dice la lettera di Sabina. Arrivano intanto anche Leonardo, Fulgenzio e
Filippo. Dopo essere stato ricevuto, Filippo chiede alla padrona di casa il
permesso per scambiare due parole con la figlia Giacinta; si ritirano
in sala e con loro Fulgenzio e Leonardo.
Ferdinando legge ai (alle) presenti la lettera di Sabina, lei (disperata)
gli promette di effettuare una donazione nel caso egli corresse da lei.
Tutti ridono della lettera. Ferdinando, scroccone contento, corre dall'amata
Sabina.
E' qui, in casa di Costanza, che la trilogia goldoniana sulla villeggiatura
si conclude. Tornano Giacinta e gli altri. Leonardo annuncia a tutti che
l'indomani partirà per Genova e lo farà in compagnia di Giacinta (che ha
accettato).
"Ecco il mio sposo, ecco colui che mi ha destinato i numi e che mi
ha accordato mio padre [...] alla presenza di tutti questi signori vi
esibisco la mano, vi ridomando la vostra."
Dopo un attimo di debolezza di Giacinta, i due convolano a nozze
davanti ai presenti. Leonardo e Giacinta sono ora marito e moglie.
Guglielmo, ancora scosso, viene sollecitato a prendere in sposa Vittoria, lo
fa senza mostrare il minimo entusiasmo, provocando lo sdegno di Vittoria:
"mi prendete per la stima che avete di lei, non per l'amore che voi
provate per me?!"
Tutti si sono sistemati: Ferdinando e Sabina, Tognino e Rosina, Leonardo e
Giacinta, Guglielmo e Vittoria.
Giacinta, chiudendo la commedia, si rivolge al pubblico (come nel Ritorno),
implorando la sua compassione.
"Vedeste le Smanie per villeggiare. Godeste le avventure de'villeggianti,
compatite il Ritorno dalla campagna."
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mb
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