Letteratura - SUPPLICI (Euripide)


Supplici
(Euripide, 408 a.C.)
 

L'azione si svolge a Eleusi, dinnanzi all'altare di Demetra.
La tragedia ha inizio sulle disastrose conseguenze della spedizione condotta dagli Argivi e da Polinice contro Tebe. Distrutto l'esercito nemico, i tebani, guidati dal re Creonte, non restituiscono i corpi dei caduti.
Etra è in piedi, circondata dalle donne del coro di madri dei condottieri che hanno attaccato Tebe, e invoca Demetra, dea molto venerata a Eleusi. Etra prega che la felicità raggiunga lei, il figlio Teseo e la città di Atene, chiede che le madri possano riavere i corpi dei figli caduti per onorarli della sepoltura. Il coro di madri supplica Etra di convincere il figlio Teseo ad andare a Tebe e riportare a casa i corpi dei caduti.
Sopraggiunge Teseo, chiede alla madre Etra chi sono le donne intorno a lei; vicino c'è anche un uomo con un mantello: questi si scopre, è Adrasto, re di Argo. Adrasto si rivolge a Teseo, lo implora (a nome suo e di tutti gli Argivi) di dare una tomba ai defunti argivi caduti a Tebe. Parlando con Teseo, Adrasto confessa di aver marciato su Tebe, ignorando l'oracolo (catastrofico) dell'indovino Anfiarao.
Segue un lungo discorso di Adrasto, in cui il re, supportato poi dal coro, chiede a Teseo di dare a queste donne la possibilità di rendere onore ai corpi dei figli caduti. Teseo risponde lodando gli dei che diedero l'Ordine al genere umano, un tempo bestiale e confuso; rimprovera poi lo stesso Adrasto per non aver ascoltato gli dei e per aver dato le proprie figlie in spose a degli stranieri. Teseo descrive le tre classi che formano il popolo: i ricchi sono inutili, i poveri sono rischiosi perché invidiosi dei ricchi, coloro che salvano la città stanno nella classe media. Teseo non vuole allearsi con Adrasto.
Il coro invita il figlio di Etra ad aver compassione degli errori del re di Argo e gli ricorda che i caduti erano suoi coetanei. Etra piange, si rivolge poi al figlio Teseo: è il suo destino quello di affrontare uomini terribili che negano ai morti il loro onore, e diritto, di essere sepolti. Egli dovrà dimostrare di essere valoroso e prestare così aiuto a tutta la Grecia. L'invito della madre sprona l'orgoglio del coraggioso Teseo ad accettare la partenza per il recupero dei corpi dei caduti.
Teseo invia un araldo a Tebe, con un messaggio per il re Creonte: Teseo lo invita a seppellire i caduti, offrendo in cambio l'amicizia di Atene. Se Creonte dovesse rifiutare, Teseo consegna all'araldo un secondo messaggio diretto al re di Tebe in cui annuncia l'eventuale arrivo di un esercito armato. Arriva un araldo tebano: inizia tra l'araldo tebano e Teseo un'accesa e interessante discussione sui diversi sistemi politici, che si conclude con l'esaltazione del modello democratico ateniese.
L'araldo tebano chiede a Teseo di cacciare Adrasto, non avendo lui nulla a che fare con gli argivi. Se Teseo lo ascolterà, eviterà che la sua città debba affrontare una battaglia che porterà inevitabilmente rovine. L'araldo tebano, seppure dalla parte del torto, porta un messaggio di pace in cui è totalmente riconoscibile la voce di Euripide.
Teseo risponde difendendo la civiltà ellenica, è usanza di tutta la Grecia dare sepoltura a tutti i caduti e non farlo significa non rispettare la legge ellenica e quella divina. Euripide, nelle parole di Teseo, inserisce un attacco alla grande superstizione presente nella morale greca e una critica alla religiosità tradizionale.
Teseo dice all'araldo tebano che verrà a Tebe a prendersi i corpi dei caduti argivi, in pace o con la forza. Il coro di donne invoca l'aiuto di Zeus per la prossima spedizione a Tebe.
Entra un messaggero che porta buone notizie, annuncia la vittoria di Teseo a Tebe, l'esercito di Atene è salvo ed è di ritorno verso Eleusi. Il messaggero racconta allora le fasi della battaglia, l'appello iniziale di Teseo, il silenzio armato di Creonte e la vittoria finale su Tebe. Teseo, nel segno della moderazione, fermò i suoi soldati limitandosi a prendere i corpi oggetto di contesa: non era infatti andato a Tebe per conquistarla e saccheggiarla. I morti in questa battaglia li ha sepolti Teseo stesso, che ora sta tornando ad Eleusi con i corpi dei caduti mai sepolti.
Il coro di donne accoglie con lamenti il ritorno dei figli caduti, a loro fa eco Adrasto, anch'egli disperato di vedere i suoi uomini morti. Le madri non avrebbero partorito e Adrasto non avrebbe combattuto se avessero saputo come sarebbero finiti quei giovani.
Entra Teseo con la scorta al seguito; su richiesta di Teseo, Adrasto racconta le storie dei vari giovani caduti in battaglia, i cui corpi non vennero sepolti: tutti erano coraggiosi e degni d'onore. Teseo vuole che Capaneo, ucciso dal dardo di Zeus, sia sepolto a parte, mentre per gli altri caduti sarà predisposto un unico rogo e a tutti verrà innalzato un sepolcro a fianco del tempio di Demetra.
Le madri non vedranno in volto i corpi deformati dei figli, Teseo lo giudica per loro insopportabile. Il coro di madri piange i sette figli caduti, la vita delle donne sarà d'ora in avanti infelice e sciagurata. Mentre alcuni schiavi preparano il rogo di Capaneo, sopra lo stesso rogo appare Evadne (moglie di Capaneo) che, in un passo tipico euripideo di contaminazione di elementi erotici e funerari, vuole gettarsi nel fuoco e raggiungere il marito caduto. Sopraggiunge Ifi, padre di Evadne, preoccupato dell'assenza della figlia da casa; Evadne si è vestita con sfarzo per compiere un'impresa, dice lei, che la farà trionfare per coraggio su tutte le altre donne. Si getta nel fuoco. Ifi è sconvolto.
Entrano Teseo e Adrasto e con loro i figli dei caduti che portano le urne; il coro delle madri da una parte e i figli dei caduti dall'altra, piangono i loro morti. Adrasto mostra enorme riconoscenza a Teseo, lui e la sua città avranno per il giovane Teseo gratitudine eterna. Sopra il tempio appare Atena.
Atena si rivolge a Teseo: facendo seppellire i corpi dei caduti argivi, egli deve assicurarsi, con il giuramento di Adrasto, che Argo non andrà mai in armi contro Atene, ma sarà sempre pronta a giungere in sua difesa. Per suggellare il giuramento, Teseo dovrà sacrificare tre pecore con il coltello di Eracle. Atena poi preannuncia ai figli dei caduti, la loro rivincita sugli uccisori dei padri, loro conquisteranno Tebe.

PERSONAGGI PRINCIPALI: Teseo, Adrasto, Etra, araldo tebano.

- Il primo allestimento della tragedia Supplici è databile intorno al 420 a.C. Supplici è un ottimo esempio delle numerose tragedie collettive, composte da Euripide. Non è un singolo infatti, ma la collettività ad essere rappresentata.
 

mb


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