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I primi decenni del Cinquecento sono cruciali per
la nascita dell'Europa moderna. Il rinnovamento promosso dall'umanesimo
italiano si diffonde in Europa e mette in campo una schiera di pensatori
impegnati a rifondare la cultura sulla base di valori umani e naturali,
demolendo le eredità della cultura medievale. Molti si orientano a una
visione della natura come un tutto vivente, in cui l'uomo è pienamente
integrato, abbattendo la separazione rigida tra anima e corpo. Questa
visione porta ad un diffuso interesse per le pratiche magiche, ma anche ad
un bisogno di osservazione diretta dei fenomeni naturali e una rivalutazione
delle tecniche, dell'intervento attivo che trasforma la natura.
Sono precedenti di quella rivoluzione scientifica, che muove il primo passo
decisivo con la teoria eliocentrica copernicana, portatrice di uno
sconvolgimento della visione tradizionale del posto dell'uomo nel cosmo.
Contemporaneamente la riforma protestante, per certi aspetti erede e per
altri negoziazione radicale del pensiero umanistico e rinascimentale, divide
il mondo cristiano, sconvolgendo gli assetti tradizionali della società
europea.
L'uomo nuovo
Ai primi del Cinquecento matura in Europa l'influsso dell'umanesimo
italiano; una nuova generazione di intellettuali si impegna ad attaccare
l'eredità della cultura medievale, con le sue rigidità dogmatiche ed il
suo ascetismo, e a rifondare i presupposti della visione del mondo; li
animano la fiducia nella bontà naturale e nella migliorabilità
dell'uomo, il bisogno di ritornare a una religiosità più semplice ed
autentica, lo spirito di tolleranza e solidarietà.
Erasmo da Rotterdam, nell'Elogio della Follia, mette in luce
ironicamente la relatività di ogni giudizio umano, promuovendo la revisione
critica di ogni pregiudizio; Thomas More propone nell'Utopia un
modello ideale di società fondata sulla solidarietà e su una morale
naturale; François Rabelais, nel suo romanzo comico-fantastico di Gargantua
e Pantagruel rovescia l'ascetismo medievale nell'accettazione gioiosa del
corpo e del piacere onesto.
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