Cronologia >> Letteratura >> L'Orlando innamorato


L'Orlando innamorato

Presso le signorie dell'Italia padana, dominate da una nobiltà di origine feudale e legata all'attività militare, la materia cavalleresca esercitava ancora una suggestione profonda, che non aveva più nella borghese Firenze. E' il caso della corte estense di Ferrara, alla quale fu legato Matteo Maria Boiardo, autore di un poema cavalleresco ancora seriamente ispirato ai valori dell'eroismo e della cortesia.
Boiardo cominciò a comporre il suo poema cavalleresco nel 1476; nel 1483 uscì una stampa delle prime due parti, in ventinove e trentuno canti; negli anni successivi il poeta lavorò ad una terza parte che rimase interrotta al nono canto a causa della discesa in Italia di Carlo VIII, re di Francia, come il poeta stesso (che morirà di lì a poco) ricorda nell'ultima ottava:

  Mentre ch'io canto, o Iddio redentore,
  vedo l'Italia tutta a fiamma e a foco
  per questi Galli, che con gran valore
  vengon per disertar non so che loco.


Il poema attinge alla tradizione dei cantari cavallereschi, in cui si era già attuata la fusione tra i materiali provenienti dal ciclo carolingio e quelli del ciclo arturiano. Boiardo si muove liberamente in questo vasto repertorio di personaggi, storie e situazioni, e vi aggiunge elementi di propria invenzione, sino a creare una trama fittissima e intricata, difficilmente riassumibile. Il motore principale delle vicende è Angelica (personaggio inventato da Boiardo), una bella principessa che dal Catai (Cina) giunge alla corte di Carlo Magno con lo scopo di gettare lo scompiglio tra i cavalieri cristiani, facendoli innamorare e rivaleggiare. Tra i presi nei suoi lacci è il paladino Orlando, che nella tradizione precedente era un eroe casto e fedele alla sposa: è questa la novità che da il titolo al poema e che Matteo Maria Boiardo vanta nel proemio. Da qui una serie movimentata ed interminabile di avventure, prodezze e magie.
Il poema godette di grande favore presso i contemporanei, tanto che negli ultimi decenni del Quattrocento ne vennero diffuse quattro edizioni; all'inizio del Cinquecento la fama del poema di Boiardo indusse Ludovico Ariosto a continuarne la trama nell'Orlando furioso, opera che finì per oscurare la fama dell'Innamorato.



>> Orlando furioso; breve sintesi.