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ATTO PRIMO - L'opera
si apre con il canto (straziante) dei prigionieri; Zara li invita a
continuare perché sta arrivando nel giardino di Fez la principessa Fenice,
e il loro canto sarebbe un ulteriore omaggio alla sua immensa bellezza.
Arriva la bellissima principessa che, ricevendo i complimenti per la sua
bellezza da una serva, le confida la propria tristezza. Una pena della quale
soffre da tempo senza saperne la natura. Le sue serve le propongono, per
oggi, di abbandonare il giardino e di andare il mare. Fenice risponde
"...molta è la mia pena, poiché non la possono addolcire né
campagna, né cielo, né terra, né mare."
Il re di Fez annuncia l'arrivo di Tarudante, Principe del Marocco, che pone
la propria corona ai piedi della principessa. Intanto un colpo di cannone
annuncia l'arrivo a Fez di Muley, generale moro dell'esercito di Fez.
Muley arriva di ritorno da una missione e porta tristi notizie al re. Fu
inviato a Ceido, città meravigliosa strappata alla Spagna dalle armate
portoghesi. Fu mandato per organizzare l'attacco ai portoghesi per la
riconquista della città, ma vide per mare un'immensa flotta portoghese
pronta ad attaccare un'altra città in mano agli spagnoli, Tangeri. Il re di
Fez, infuriato dalle mosse portoghesi, ordina a Muley di partire subito e
cercare di tenere i nemici in mare, che poi arriverà lui a capo di tutto
l'esercito per difendere Tangeri e riconquistare Ceido.
Muley, prima di partire, incontra la principessa Fenice e, saputo che lei ha
ricevuto Tarudante, le scatena addosso tutta la sua rabbia dovuta alla
gelosia.
Sulla spiaggia di Tangeri, don Fernando e don Enrico, fratelli del Re
Edoardo di Portogallo, sono a capo dell'esercito portoghese; si preparano a
conquistare la città. Viene avvistata una colonna di soldati nemici
provenienti da Fez. Ne segue una battaglia sanguinosissima tra le due
armate. I portoghesi hanno la meglio. Muley, a capo dell'esercito spagnolo,
viene catturato. Don Fernando lo fa prigioniero, si vanta della gloria che
gli vale questa vittoria ma scorge in lui una tristezza che va aldilà della
sconfitta; chiede a Muley il motivo.
Muley gli racconta del suo infelice amore che lo accompagna fin dalla
gioventù. "...come la costanza d'una goccia scava un solco nella
pietra non con la forza ma di continuo cadendo, così le mie lacrime
incisero la pietra del suo cuore più dura del diamante." Don
Fernando, con un gesto di grande magnanimità, concede a Muley la libertà,
lo lascia libero di andare dalla sua amata. Arriva don Enrico che informa il
fratello Fernando dell'avvistamento degli eserciti di Fez e del Marocco. Il
re di Fez da una parte e Tarudante dall'altra, unitosi alle mire spagnole,
accerchiano i portoghesi. "...da una parte e dall'altra ci
abbagliano lampi di guerra...". Gli spagnoli hanno la meglio. Don
Fernando deve arrendersi al Re e ai Mori. Il re lo fa prigioniero e ordina
ad Enrico di dire ad Edoardo che se lo vorrà rivedere dovrà venire a
liberarlo. Per riaverlo, Edoardo dovrà cedere al re di Fez la città di
Ceido (Ceuta). I corpi senza vita vengono gettati in mare.
ATTO SECONDO - Muley raggiunge la
principessa Fenice alla falde di un monte vicino a Fez, lei gli racconta di
una visione della morte che le ha appena annunciato che lei sarà il prezzo
di un morto. Muley vede in quella visione la propria condizione, se (o
quando) Fenice darà la propria mano in sposa a Tarudante, egli vorrà
morire e la sua morte e la sua morte accompagnerà Fenice per sempre. Don
Fernando è prigioniero a Fez, viene trattato con rispetto e onore dal Re.
Viene trattato più come un ospite d'onore che come un prigioniero. Arrivano
a Fez don Enrico e don Giovanni Coutinho a trovare Fernando e a portargli la
triste notizia della morte del loro re (e fratello di Fernando) Edoardo, che
fu molto colpito dalla disfatta dell'armata portoghese. Don Enrico ha con
sé il testamento di Edoardo che ordina in riscatto della persona del
Principe Fernando, la consegna di Ceido (Ceuta). Alfonso, nuovo re di
Portogallo, li ha inviati a Fez a liberare Fernando. Fernando si infuria,
dice ad Enrico che se il re ha scritto questo nel testamento, lo ha fatto
non perché venga eseguito alla lettera, bensì per dimostrare quanto
desiderasse la sua libertà. "...come sarebbe mai possibile che un
re cattolico e giusto consegnasse a un moro una città che gli costa il
proprio sangue...". Don Fernando dice che lui ora è solo uno
schiavo e che loro possono considerarlo già morto. "...perché re,
fratello, mori, cristiani...sappian tutti che oggi un principe costante, fra
sventure e pene, esalta la fede cattolica, s'inchina alla legge di Dio".
Il re di Fez si arrabbia con l'ingrato Fernando e gli ordina, come suo
schiavo, di restituirgli Ceido, ma Ceido per Fernando è di Dio e non sua.
Il re di Fez condanna a morte Fernando, anzi lo condanna ad una vita
agonizzante.
Don Fernando si ritrova tra i prigionieri comuni a servire il re. Muley
capisce che è giunta l'occasione di mostrare la propria lealtà verso
Fernando e pagargli il debito. Don Giovanni incontra Fernando e rimane
incredulo nel vedere il Principe in quelle condizioni. Fernando gli ricorda
che ora è un prigioniero ed un prigioniero vive così. La principessa
Fenice ordina che le siano portati dei fiori, è Fernando in persona a
raccoglierli e portarglieli; lei lo riconosce e per lui prova una gran pena.
Inizia tra i due un dialogo incentrato sui fiori e le stelle. Fenice ora ha
paura nel vedere così Fernando e rifiuta i fiori che lui le ha portato,
perché in loro vede i propri giorni contati. Una volta che Fenice si
allontana, Muley si avvicina al Principe, nonostante il rischio d'esser
visti dal re, e gli confida di avere pronto un piano per liberarlo.
"...terrò pronto in mare un vascello e metterò degli arnesi che
possano servirvi a infrangere le vostre catene...e allora tu con tutti gli
schiavi attualmente rinchiusi in Fez torna in patria su quel vascello,
sicuro che io altrettanto sicuro resto in Fez, poiché mi sarà facile dire
che gli schiavi da sé infransero le sbarre della prigione. Così io e tu
avremo salvato, io l'onore e tu la vita". Il re di Fez ha visto
Muley e Fernando parlare e si insospettisce, chiama Muley e gli dice che ora
sarà lui il responsabile della prigionia di Fernando. Ora Muley è in
difficoltà. "...fra l'amico e il re sono ora in contrasto
l'amicizia e l'onore; se son leale con te, debbo esser traditore con lui...".
ATTO TERZO - Muley, cosciente che è
ormai molto difficile liberare Fernando, tenta (e poi ci tenterà per conto
proprio anche Fenice) di chiedere al re di concedere la grazia a Fernando.
Il re di Fez non li ascolta nemmeno e sente le loro richieste come grandi
offese. "...dipende da lui, consegni Ceuta e finirà di patire e
sopportare pene e dolori così grandi." Arrivano a Fez don Alfonso
di Portogallo e Tarudante di Marocco; Alfonso chiede al Re che, siccome
Fernando non vuole essere liberato in cambio di Ceido, il suo valore sia
stabilito in denaro che egli lo pagherà; altrimenti è pronto a fargli
guerra per liberare il Principe. Il re rifiuta la proposta: "La
risposta sarà breve: se non mi consegni Ceuta, sii certo che non lo
condurrai via." Tarudante chiede che Fenice lo segua e promette al
Re che a breve sarà di ritorno a capo di un numeroso esercito. Il re ordina
a Muley, infliggendogli senza saperlo una pena enorme, di scortare Fenice
verso il suo promesso sposo Tarudante. Don Fernando, molto provato per le
sofferenze della vita da prigioniero, chiede pietà al Re (e poi a Tarudante
e Fenice), ma come pietà egli non desidera che il re gli risparmi la morte,
bensì che gliela conceda cosi che egli possa sacrificare a Dio vita e anima
insieme. Il Principe si dimostra qui fermo e costante nella fede. Don
Giovanni arriva con un pezzo di pane per l'amico Fernando. "Mio fedele
amico, tardi arrivi. Mortale è ormai la mia malattia". Don Fernando è
sfinito, si sente ormai vicino alla morte. Nel frattempo in una spiaggia
distante da Fez, don Alfonso e don Enrico sbarcano a capo dell'esercito
portoghese. Enrico si mostra dubbioso e insicuro riguardo la scelta di
Alfonso di sbarcare li e non sul lido di Fez. Alfonso "Se io fossi
andato a sbarcare a Fez, vi avrei trovato questa gente e quella del Re,
mentre essendo ora divisi, potranno esser vinti con minore sforzo".
Nella notte, quando sono già pronti alla battaglia, appare dinanzi a loro
il Principe Fernando che annuncia che li guiderà illuminando loro la
strada. A Fez, don Giovanni Coutinho informa il Re della morte del Principe
ma gli assicura che presto riceverà, per questo, un grande castigo.
All'esterno delle mura di Fez (l'ombra di) Fernando dopo aver guidato alla
vittoria, e fino a Fez, l'esercito portoghese, chiede ad Alfonso di trattare
il suo riscatto, il riscatto del suo corpo. Fernando scompare
definitivamente. Alfonso chiede allora al re di Fez il corpo di Fernando in
cambio del riscatto della prigionia della principessa Fenice e di Tarudante.
Alfonso vuole regalare a Fernando una giusta dimora per l'eternità. Fenice
è, come annunciatole dalla visione, ora il prezzo di un morto.
Fernando si è dimostrato sino alla morte il Principe Costante nella fede.
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