::: Cineforum :::
  Historia  -  Il Principe Costante


Il Principe Costante
(Pedro Calderon De la Barca, El Principe Costante, 1639)

ATTO PRIMO - L'opera si apre con il canto (straziante) dei prigionieri; Zara li invita a continuare perché sta arrivando nel giardino di Fez la principessa Fenice, e il loro canto sarebbe un ulteriore omaggio alla sua immensa bellezza. Arriva la bellissima principessa che, ricevendo i complimenti per la sua bellezza da una serva, le confida la propria tristezza. Una pena della quale soffre da tempo senza saperne la natura. Le sue serve le propongono, per oggi, di abbandonare il giardino e di andare il mare. Fenice risponde "...molta è la mia pena, poiché non la possono addolcire né campagna, né cielo, né terra, né mare."
Il re di Fez annuncia l'arrivo di Tarudante, Principe del Marocco, che pone la propria corona ai piedi della principessa. Intanto un colpo di cannone annuncia l'arrivo a Fez di Muley, generale moro dell'esercito di Fez.
Muley arriva di ritorno da una missione e porta tristi notizie al re. Fu inviato a Ceido, città meravigliosa strappata alla Spagna dalle armate portoghesi. Fu mandato per organizzare l'attacco ai portoghesi per la riconquista della città, ma vide per mare un'immensa flotta portoghese pronta ad attaccare un'altra città in mano agli spagnoli, Tangeri. Il re di Fez, infuriato dalle mosse portoghesi, ordina a Muley di partire subito e cercare di tenere i nemici in mare, che poi arriverà lui a capo di tutto l'esercito per difendere Tangeri e riconquistare Ceido.
Muley, prima di partire, incontra la principessa Fenice e, saputo che lei ha ricevuto Tarudante, le scatena addosso tutta la sua rabbia dovuta alla gelosia.
Sulla spiaggia di Tangeri, don Fernando e don Enrico, fratelli del Re Edoardo di Portogallo, sono a capo dell'esercito portoghese; si preparano a conquistare la città. Viene avvistata una colonna di soldati nemici provenienti da Fez. Ne segue una battaglia sanguinosissima tra le due armate. I portoghesi hanno la meglio. Muley, a capo dell'esercito spagnolo, viene catturato. Don Fernando lo fa prigioniero, si vanta della gloria che gli vale questa vittoria ma scorge in lui una tristezza che va aldilà della sconfitta; chiede a Muley il motivo.
Muley gli racconta del suo infelice amore che lo accompagna fin dalla gioventù. "...come la costanza d'una goccia scava un solco nella pietra non con la forza ma di continuo cadendo, così le mie lacrime incisero la pietra del suo cuore più dura del diamante." Don Fernando, con un gesto di grande magnanimità, concede a Muley la libertà, lo lascia libero di andare dalla sua amata. Arriva don Enrico che informa il fratello Fernando dell'avvistamento degli eserciti di Fez e del Marocco. Il re di Fez da una parte e Tarudante dall'altra, unitosi alle mire spagnole, accerchiano i portoghesi. "...da una parte e dall'altra ci abbagliano lampi di guerra...". Gli spagnoli hanno la meglio. Don Fernando deve arrendersi al Re e ai Mori. Il re lo fa prigioniero e ordina ad Enrico di dire ad Edoardo che se lo vorrà rivedere dovrà venire a liberarlo. Per riaverlo, Edoardo dovrà cedere al re di Fez la città di Ceido (Ceuta). I corpi senza vita vengono gettati in mare.

ATTO SECONDO - Muley raggiunge la principessa Fenice alla falde di un monte vicino a Fez, lei gli racconta di una visione della morte che le ha appena annunciato che lei sarà il prezzo di un morto. Muley vede in quella visione la propria condizione, se (o quando) Fenice darà la propria mano in sposa a Tarudante, egli vorrà morire e la sua morte e la sua morte accompagnerà Fenice per sempre. Don Fernando è prigioniero a Fez, viene trattato con rispetto e onore dal Re. Viene trattato più come un ospite d'onore che come un prigioniero. Arrivano a Fez don Enrico e don Giovanni Coutinho a trovare Fernando e a portargli la triste notizia della morte del loro re (e fratello di Fernando) Edoardo, che fu molto colpito dalla disfatta dell'armata portoghese. Don Enrico ha con sé il testamento di Edoardo che ordina in riscatto della persona del Principe Fernando, la consegna di Ceido (Ceuta). Alfonso, nuovo re di Portogallo, li ha inviati a Fez a liberare Fernando. Fernando si infuria, dice ad Enrico che se il re ha scritto questo nel testamento, lo ha fatto non perché venga eseguito alla lettera, bensì per dimostrare quanto desiderasse la sua libertà. "...come sarebbe mai possibile che un re cattolico e giusto consegnasse a un moro una città che gli costa il proprio sangue...". Don Fernando dice che lui ora è solo uno schiavo e che loro possono considerarlo già morto. "...perché re, fratello, mori, cristiani...sappian tutti che oggi un principe costante, fra sventure e pene, esalta la fede cattolica, s'inchina alla legge di Dio". Il re di Fez si arrabbia con l'ingrato Fernando e gli ordina, come suo schiavo, di restituirgli Ceido, ma Ceido per Fernando è di Dio e non sua. Il re di Fez condanna a morte Fernando, anzi lo condanna ad una vita agonizzante.
Don Fernando si ritrova tra i prigionieri comuni a servire il re. Muley capisce che è giunta l'occasione di mostrare la propria lealtà verso Fernando e pagargli il debito. Don Giovanni incontra Fernando e rimane incredulo nel vedere il Principe in quelle condizioni. Fernando gli ricorda che ora è un prigioniero ed un prigioniero vive così. La principessa Fenice ordina che le siano portati dei fiori, è Fernando in persona a raccoglierli e portarglieli; lei lo riconosce e per lui prova una gran pena. Inizia tra i due un dialogo incentrato sui fiori e le stelle. Fenice ora ha paura nel vedere così Fernando e rifiuta i fiori che lui le ha portato, perché in loro vede i propri giorni contati. Una volta che Fenice si allontana, Muley si avvicina al Principe, nonostante il rischio d'esser visti dal re, e gli confida di avere pronto un piano per liberarlo. "...terrò pronto in mare un vascello e metterò degli arnesi che possano servirvi a infrangere le vostre catene...e allora tu con tutti gli schiavi attualmente rinchiusi in Fez torna in patria su quel vascello, sicuro che io altrettanto sicuro resto in Fez, poiché mi sarà facile dire che gli schiavi da sé infransero le sbarre della prigione. Così io e tu avremo salvato, io l'onore e tu la vita". Il re di Fez ha visto Muley e Fernando parlare e si insospettisce, chiama Muley e gli dice che ora sarà lui il responsabile della prigionia di Fernando. Ora Muley è in difficoltà. "...fra l'amico e il re sono ora in contrasto l'amicizia e l'onore; se son leale con te, debbo esser traditore con lui...".

ATTO TERZO - Muley, cosciente che è ormai molto difficile liberare Fernando, tenta (e poi ci tenterà per conto proprio anche Fenice) di chiedere al re di concedere la grazia a Fernando. Il re di Fez non li ascolta nemmeno e sente le loro richieste come grandi offese. "...dipende da lui, consegni Ceuta e finirà di patire e sopportare pene e dolori così grandi." Arrivano a Fez don Alfonso di Portogallo e Tarudante di Marocco; Alfonso chiede al Re che, siccome Fernando non vuole essere liberato in cambio di Ceido, il suo valore sia stabilito in denaro che egli lo pagherà; altrimenti è pronto a fargli guerra per liberare il Principe. Il re rifiuta la proposta: "La risposta sarà breve: se non mi consegni Ceuta, sii certo che non lo condurrai via." Tarudante chiede che Fenice lo segua e promette al Re che a breve sarà di ritorno a capo di un numeroso esercito. Il re ordina a Muley, infliggendogli senza saperlo una pena enorme, di scortare Fenice verso il suo promesso sposo Tarudante. Don Fernando, molto provato per le sofferenze della vita da prigioniero, chiede pietà al Re (e poi a Tarudante e Fenice), ma come pietà egli non desidera che il re gli risparmi la morte, bensì che gliela conceda cosi che egli possa sacrificare a Dio vita e anima insieme. Il Principe si dimostra qui fermo e costante nella fede. Don Giovanni arriva con un pezzo di pane per l'amico Fernando. "Mio fedele amico, tardi arrivi. Mortale è ormai la mia malattia". Don Fernando è sfinito, si sente ormai vicino alla morte. Nel frattempo in una spiaggia distante da Fez, don Alfonso e don Enrico sbarcano a capo dell'esercito portoghese. Enrico si mostra dubbioso e insicuro riguardo la scelta di Alfonso di sbarcare li e non sul lido di Fez. Alfonso "Se io fossi andato a sbarcare a Fez, vi avrei trovato questa gente e quella del Re, mentre essendo ora divisi, potranno esser vinti con minore sforzo". Nella notte, quando sono già pronti alla battaglia, appare dinanzi a loro il Principe Fernando che annuncia che li guiderà illuminando loro la strada. A Fez, don Giovanni Coutinho informa il Re della morte del Principe ma gli assicura che presto riceverà, per questo, un grande castigo. All'esterno delle mura di Fez (l'ombra di) Fernando dopo aver guidato alla vittoria, e fino a Fez, l'esercito portoghese, chiede ad Alfonso di trattare il suo riscatto, il riscatto del suo corpo. Fernando scompare definitivamente. Alfonso chiede allora al re di Fez il corpo di Fernando in cambio del riscatto della prigionia della principessa Fenice e di Tarudante. Alfonso vuole regalare a Fernando una giusta dimora per l'eternità. Fenice è, come annunciatole dalla visione, ora il prezzo di un morto.
Fernando si è dimostrato sino alla morte il Principe Costante nella fede.


mb


Historia.Gransito.com 2002-2005