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L'Adone di Giovanni Battista Marino, pubblicato a Parigi
e a Venezia nel 1623, è un vastissimo poema mitologico in ottave (composto
da oltre 40000 versi, divisi in venti canti), a cui l'autore lavorò per
anni e con l'ambiziosa intenzione di oscurare la fama di Tasso e Ariosto.
Coerentemente con il rifiuto barocco della precettistica del Cinquecento,
Marino si allontana dal modello del poema eroico sia per il tema (amoroso e
mitologico, non storico e verosimile) sia per le scelte di struttura e di
stile, vi è infatti una totale ignoranza del principio aristotelico
dell'unità di azione.
La vicenda centrale riguarda l'amore di Venere per Adone, il bellissimo
principe nato dall'unione incestuosa di Mirra con il padre. Cupido,
picchiato da Venere, per vendicarsi la colpisce con la sua freccia,
facendola innamorare di Adone. La dea allora conduce il giovane nel suo
palazzo dove lo inizia alla conoscenza sensitiva attraverso la
sperimentazione dei piaceri dei cinque sensi, e alla conoscenza intellettiva
attraverso un'esplorazione dell'universo sino al pianeta Venere.
A questo punto Venere e Adone si
sposano, ma per l'arrivo di Marte,
geloso di Venere, il giovane principe è costretto a fuggire; dopo una serie
di avventurose peripezie Venere e Adone si ricongiungono, ma Adone muore per
l'aggressione sessuale di un cinghiale innamoratosi di lui perché colpito
da una freccia di Cupido. Venere
trasforma il cuore di Adone in un anemone e fa celebrare fastosi giochi in
suo onore.
Questa vicenda, è tuttavia solo un esile canovaccio su cui si innesta una
mole impressionante di digressioni, descrizioni, racconti secondari che
crescono gli uni sugli altri in base ad associazioni ardite e inattese, indifferenti
alla logica e alla coerenza del convegno narrativo. Ciò che interessa
Giovanni Battista Marino non è conquistare il lettore attraverso il ritmo
della narrazione, ma sottoporlo ad un continuo bombardamento di meraviglie,
ricamandogli sotto gli occhi un mondo seducente e lussuoso che si snoda di
vicenda in vicenda senza bisogno di un centro e di un ordine logico.
Per queste caratteristiche l'Adone, tipica espressione del gusto
barocco, fu al centro di un violento sconto, nel quale le regioni estetiche,
letterarie e morali dei sostenitori e dei detrattori del marinismo si
mescolarono con le feroci rivalità che dividevano i letterati del Seicento.
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