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Biografia
Guido Guinizzelli nacque a Bologna, presumibilmente intorno al
1235, dal giudice Guinizzello da Magnano e da un’esponente della famiglia Ghisilieri, esercitò la professione forense dal 1266 al 1270. Giurista di origine bolognese, è tradizionalmente considerato uno dei massimi esponenti della poesia tosco-emiliana anteriore allo stilnovo. Seguace del partito ghibellino dei Lambertazzi, nel 1274 rimase coinvolto nelle lotte tra fazioni che portarono al potere della città emiliana i guelfi Geremei. Costretto a riparare a Monselice con la moglie Bice della Fratta e il figlio Guiduccio, morì prima del 14 novembre 1276. Di lui, attivo come poeta tra gli anni 1265 e 1276, restano una ventina di componimenti (5 canzoni e 15 sonetti), due frammenti attestati unicamente dal Reggimento e costumi di donna di Francesco da Barberino, nonché tre canzoni sulla cui attribuzione esistono però alcuni dubbi. In assenza di riscontri cronologici interni, la produzione poetica guinizzelliana può essere verosimilmente ordinata assegnando ad una prima fase di attività i testi d’ispirazione guittoniana e siculo-toscana e a un secondo momento le rime,
prestilnoviste. Al primo periodo appartengono le canzonette in settenari, numerosi sonetti amorosi e non, nonché i componimenti "morali" Pur a pensar mi par gran meraviglia e Fra l’altre pene maggio credo sia. Alla fase posteriore risalgono, invece, le canzoni composte di endecasillabi e settenari, i sonetti incentrati sul motivo della lode dell’amata, quelli costruiti su temi pre-cavalcantiani e quelli impostati sul registro comico-realistico. Partito, dunque, da posizioni guittoniane, Guinizzelli se ne distacca fino al punto di diventare il bersaglio, seppur innominato, di un sonetto dello stesso Guittone. Ritenuto un
innovatore dai suoi stessi contemporanei, Guinizzelli è autore della canzone
Al cor gentil rempaira sempre Amore, considerata il manifesto teorico-poetico dello
stilnovo. A questo testo, citato due volte nel De vulgari eloquentia, Dante rende esplicito omaggio nel sonetto
Amor e’l cor gentil sono una cosa (Vita Nova) e nel quinto canto
dell'Inferno. Influente sulla poesia dantesca, Guinizzelli è presentato nel De vulgari eloquentia come il
maximus di quel gruppo di poeti bolognesi (tra i quali Guido Ghislieri, Fabruzzo e Onesto) che si allontanarono dal volgare municipale per avvicinarsi a quello
illustre. Guido Guinizzelli viene ricordato nel nono canto del Purgatorio come colui a quale il secondo Guido (Guido
Cavalcanti) tolse la "gloria de la lingua", Guinizzelli è solennemente consacrato come il precursore del verbo poetico stilnovista.
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