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Raccontare
un anno in poche righe non è mai un compito facile, a maggior ragione se il
periodo di tempo in questione è stato denso di avvenimenti, che hanno
caratterizzato il vivere sociale, trovando nelle storie raccontate sul
grande schermo uno specchio su cui riflettersi.
Se l’ansia religiosa e la famiglia sembrano essere in questo momento due
temi fondamentali nel dibattito civile, anche il cinema ne ha fatto materia
per le proprie visioni, recuperando a tratti una sua centralità mediatica:
benché sia soltanto un thriller, Il codice da Vinci è riuscito ad
occupare pagine di giornali e trasmissioni televisive, suscitando le ire
della Chiesa per le sue tesi “eretiche”, diventando un fenomeno di costume
al di là del suo intrinseco valore artistico; ma anche un film come In
memoria di me, certamente meno rilevante sul piano del successo
commerciale, porta i segni di questa inquietudine spirituale, lasciando una
forte impronta per come racconta la difficoltà del credere di fronte
all’orrore del mondo che ci circonda. Un mondo sull’orlo del collasso
ecologico (Una scomoda verità), irrimediabilmente provato
dall’insensatezza della guerra (il dittico eastwoodiano su Iwo Jima, ma
anche la nascita dell’IRA raccontata da Ken Loach e il dimenticato
continente africano de L’ultimo re di Scozia), che rimpiange la
perdita dei suoi valori fondanti attraverso la rievocazione dei suoi simboli
(Bobby). Esempi di cinema che raccontano il passato per parlare del
presente, ma c’è anche un cinema che sa affrontare le ferite più recenti
come la tragedia dell’11 Settembre 2001, seppure inquadrata da prospettive
sghembe in due film bellissimi e completamente diversi come United 93
e World Trade Center.
Famiglia si è detto. Se quella tradizionale è ormai in crisi (La ricerca
della felicità, Anche libero va bene) o alla riscoperta dei
valori perduti (Little Miss Sunshine), abbondano i nuovi nuclei
sui generis, come le donne forti e vitali raccontate in Volver,
il gruppo di amici, fidanzati ed amanti di Saturno Contro, il
tentativo di una famiglia allargata de La cena per farli conoscere; e
di tanti altri si potrebbe ancora parlare.
Il nostro cuore cinefilo ha tribolato per le opere dei grandi maestri (Scorsese,
Resnais, Lynch, Mann, tra gli altri), si è diviso per le opere di giovani
talenti (Babel di Iñarritu, Marie Antoinette di Sofia
Coppola), ha palpitato per le scoperte (Guida per riconoscere i tuoi
santi, La voltapagine, Borat), si è infiammato, nel bene e
nel male, per i blockbuster e i cult generazionali (I Pirati dei
Caraibi, Il diavolo veste Prada, Ho voglia di te), e ha
sanguinato per i lutti che lo hanno trafitto (Gillo Pontecorvo, Jack Palance,
Philippe Noiret, Robert Altman, solo per citarne alcuni). In attesa di un
nuovo anno di cinema, che ci regali sempre più emozioni e storie degne di
essere parte della nostra memoria.
Giulio Ragni, maggio 2007. |