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Gransito Movie Awards 2007
"2007 - Un anno di cinema"

Raccontare un anno in poche righe non è mai un compito facile, a maggior ragione se il periodo di tempo in questione è stato denso di avvenimenti, che hanno caratterizzato il vivere sociale, trovando nelle storie raccontate sul grande schermo uno specchio su cui riflettersi.
Se l’ansia religiosa e la famiglia sembrano essere in questo momento due temi fondamentali nel dibattito civile, anche il cinema ne ha fatto materia per le proprie visioni, recuperando a tratti una sua centralità mediatica: benché sia soltanto un thriller, Il codice da Vinci è riuscito ad occupare pagine di giornali e trasmissioni televisive, suscitando le ire della Chiesa per le sue tesi “eretiche”, diventando un fenomeno di costume al di là del suo intrinseco valore artistico; ma anche un film come In memoria di me, certamente meno rilevante sul piano del successo commerciale, porta i segni di questa inquietudine spirituale, lasciando una forte impronta per come racconta la difficoltà del credere di fronte all’orrore del mondo che ci circonda. Un mondo sull’orlo del collasso ecologico (Una scomoda verità), irrimediabilmente provato dall’insensatezza della guerra (il dittico eastwoodiano su Iwo Jima, ma anche la nascita dell’IRA raccontata da Ken Loach e il dimenticato continente africano de L’ultimo re di Scozia), che rimpiange la perdita dei suoi valori fondanti attraverso la rievocazione dei suoi simboli (Bobby). Esempi di cinema che raccontano il passato per parlare del presente, ma c’è anche un cinema che sa affrontare le ferite più recenti come la tragedia dell’11 Settembre 2001, seppure inquadrata da prospettive sghembe in due film bellissimi e completamente diversi come United 93 e World Trade Center.
Famiglia si è detto. Se quella tradizionale è ormai in crisi (La ricerca della felicità, Anche libero va bene) o alla riscoperta dei valori perduti (Little Miss Sunshine), abbondano i nuovi nuclei sui generis, come le donne forti e vitali raccontate in Volver, il gruppo di amici, fidanzati ed amanti di Saturno Contro, il tentativo di una famiglia allargata de La cena per farli conoscere; e di tanti altri si potrebbe ancora parlare.
Il nostro cuore cinefilo ha tribolato per le opere dei grandi maestri (Scorsese, Resnais, Lynch, Mann, tra gli altri), si è diviso per le opere di giovani talenti (Babel di Iñarritu, Marie Antoinette di Sofia Coppola), ha palpitato per le scoperte (Guida per riconoscere i tuoi santi, La voltapagine, Borat), si è infiammato, nel bene e nel male, per i blockbuster e i cult generazionali (I Pirati dei Caraibi, Il diavolo veste Prada, Ho voglia di te), e ha sanguinato per i lutti che lo hanno trafitto (Gillo Pontecorvo, Jack Palance, Philippe Noiret, Robert Altman, solo per citarne alcuni). In attesa di un nuovo anno di cinema, che ci regali sempre più emozioni e storie degne di essere parte della nostra memoria.

Giulio Ragni, maggio 2007.

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