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Un destino già scritto ti rapì
dalle
chiare, serene pianure
che sull'ali di accesi destrieri
solevi varcare d'incanto.
Tra le verdi onde dei prati
e il baleno della bianca rugiada
ti lasciavi, indifeso, al silenzio
che parlava col verso del vento.
Con le pietre hai diviso i tuoi sogni
sotto cieli grondanti di stelle
adagiando su nubi fuggiasche
quel lontano, oscuro presagio
si che oltre volasse per sempre
disperdendo quell'ombra dal cuore.
Ora torni ai tuoi prati sovrano!
Una spada ti ha reso il più grande
e il terrore per sempre hai bandito;
un vessillo di luce freme nel vento.
Ma quassù è rimasto il tuo cuore.
La tua mente galoppa per sempre
negli spazi di chiari altopiani
che ti videro, libero, nel sole gridare.
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