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Si sono svolti nella mattinata, con inizio alle ore 10, di oggi sul sagrato
di piazza san Pietro le esequie di Giovanni Paolo II. Celebrate dal
cardinale Josef Ratzinger, hanno richiamato un altissimo numero di persone,
dislocate tra la piazza, via della Conciliazione e i numerosi maxischermi
sparsi per Roma. Un evento storico. Un grande Papa, un Pontefice coraggioso
che ha fatto del suo corpo la sua forza, essendo prima atleta poi
viaggiatore infine combattendo la malattia, è stato salutato per l'ultima
volta in un'atmosfera commuovente. Un evento mediatico. Il primo Papa ad
entrare nell'era della comunicazione planetaria ha avuto un funerale in
pompa magna (chissà se davvero lui lo voleva così...) e trasmesso in ogni
angolo della Terra; l'immagine dei suoi funerali è arrivata ovunque,
ovunque egli sia andato e anche in luoghi dove non è stato, ma chi non l'ha
voluto ospitare in vita, gli ha negato anche la trasmissione del suo ultimo
saluto (Cina e Russia).
Un evento politico. Già, perché nell'estremo saluto di un grande Papa
politico, si sono riuniti centinaia di capi di stato, di governo e teste
coronate e sembra che poco importi in questi giorni sottolineare che molti
di color che erano seduti alla destra della basilica, poche volte, forse
mai, hanno ascoltato la voce di un Papa che invocava la Pace e non voleva la
guerra.
Prima di tutto però è stato questo, ovviamente, un evento religioso, un
evento importante per la Chiesa anche come istituzione, con tutti i suoi
Cardinali riuniti a rendere omaggio al Vescovo di Roma venuto da lontano.
Prima di tutto un funerale. L'ultimo saluto a un grande Papa che se n'è
andato.
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