Aiuta il Mondo - Guerra in Iraq - 30 marzo 2003

UNDICESIMO GIORNO DI BOMBE SU BAGHDAD. MORTO GIORNALISTA BRITANNICO.

Scontri tra forze Usa e soldati iracheni a Najaf. Colpiti obiettivi nel nord e a Bassora. I britannici catturano un generale nemico

BAGDAD - Solo un'ora e mezza di tregua. Poi, alle 9 di questa mattina (le 7 in Italia) sono ripresi i bombardamenti su Bagdad, dopo che durante la notte una pioggia di fuoco si era abbattuta sulla capitale irachena. Una nuova alba di bombe sulla città dunque, in questo che è l'undicesimo giorno dall'inizio della guerra. Nella mattina, testimoni riferiscono di aver sentito almeno dieci esplosioni. Le zone a sud e ad est della città sono inoltre avvolte da un denso fumo nero: sono infatti ancora in fiamme le trincee di petrolio attorno a Bagdad

FRONTE SUD - Oltre che dal cielo, prosegue l'attacco alleato anche via terra. Le forze Usa hanno attaccato nella notte postazioni irachene vicino a Najaf, 160 chilometri a sud di Bagdad. Gli americani hanno usato artiglieria e mortai. La battaglia è avvenuta nei pressi di un ponte che attraversa il fiume Eufrate. Lo scontro si è protratto per tutta la notte, ma è stato particolarmente intenso tra l'1 e le 2 ora locale (tra le 23 e mezzanotte italiana).

BASSORA
- Poco prima dell'alba, bombe anche su Bassora. Il comando generale Usa ha reso noto che nella città meridionale l'obiettivo è rappresentato dalle milizie del partito Baath. Venerdì sera, un edificio che ospitava 200 membri del partito di Saddam Hussein sarebbe stato colpito. Le forze britanniche
affermano inotre di aver catturato cinque ufficiali iracheni e di aver ucciso un colonnello della Guardia Repubblicana in un raid contro un villaggio a sud di Bassora. Le forze britanniche avrebbero inoltre catturato un generale dell'Iraq. Lo ha riferito un
portavoce del Comanda centrale in Qatar. Le manovre delle truppe inglesi sono ancora in corso, nel tentativo di circondare la città.

STRUMENTAZIONE CHIMICA - Le forze Usa hanno anche trovato a Nassiryiah, in Iraq meridionale, strumentazioni che sembrerebbero essere unità di decontaminazione chimica. Per stabilire esattamente di cosa si tratti, sono stati chiamati esperti chimici americani.

FRONTE NORD - Nel nord del Paese, i caccia Usa partiti dalla portaerei Roosevelt, che si trova nel Mediterraneo orientale, hanno invece colpito i bunker di alcuni comandanti iracheni. Nel corso del raid è stata anche distrutta una postazione di artiglieria.
Nuovi e intensi bombardamenti sono stati condotti questa mattina in particolare sulla linea di demarcazione tra il Kurdistan e il resto del Paese, a Kalak, e sulla città di Mossul. Lo affermano fonti giornalistiche sul posto e la tv qatariota al Jazira. Dopo gli attacchi della notte particolarmente intensi sono ricominciati i raid su Mossul, che si trova a 450 km a nord di Bagdad sulla riva destra del Tigri proprio di fonte alle rovine dell'antica Ninive, nella zona del paese a maggioranza curda. Negli ultimi giorni Mossul era stata sottoposta ad altri attacchi che, secondo al Jazira, avevano causato oltre 50 vittime, tra morti e feriti.
Presso Kalak, 40 km a est di Mossul, le bombe sono cadute talmente vicine ad alcune abitazioni che, oltre al boato, se ne poteva percepire lo spostamento d'aria, secondo quanto ha raccontato la giornalista dell'Afp sul posto.

MARINES MORTI
- Si aggrava intanto il bilancio dei soldati alleati morti in zona di guerra, ma non a causa del fuoco nemico. Due marines Usa hanno infatti perso la vita in incidenti stradali. Il primo è stato investito venerdì notte da una jeep durante un combattimento. Il secondo è invece finito fuori strada con il suo veicolo in un canale ed è morto annegato.

Giornalista britannico morto in Iraq.

Gaby Rado, 48 anni, sarebbe caduto, dal tetto dell'albergo, nel Kurdistan iracheno. Ma non si esclude l'omicidio.

SULAIMANIYA (IRAQ) - Si tinge di giallo la morte di un giornalista televisivo britannico, Gaby Rado, di Channel Four trovato cadavere, nel parcheggio del suo albergo a Sulaimaniya nel Kurdistan iracheno.
Rado, 48 anni, moglie e due figli, vincitore di diversi riconoscimenti in campo giornalistico, sarebbe caduto, forse spinto, dal tetto dell'hotel dove era salito per effettuare delle riprese. Ma non si esclude che si possa trattare anche di un banale incidente dagli esiti fatali. Rado è il quarto giornalista morto dall'inizio del conflitto.



articolo tratto da www.corriere.it