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Scontri tra forze Usa e soldati iracheni a Najaf.
Colpiti obiettivi nel nord e a Bassora. I britannici catturano un
generale nemico
BAGDAD
- Solo un'ora e mezza di tregua. Poi, alle 9 di questa mattina (le 7 in
Italia) sono ripresi i bombardamenti
su Bagdad, dopo che durante la notte una pioggia di fuoco si era
abbattuta sulla capitale irachena. Una nuova alba di bombe sulla città
dunque, in questo che è l'undicesimo
giorno dall'inizio della guerra. Nella mattina, testimoni
riferiscono di aver sentito almeno
dieci esplosioni. Le zone a sud e ad est della città sono
inoltre avvolte da un denso
fumo nero: sono infatti ancora in fiamme le trincee di petrolio
attorno a Bagdad
FRONTE
SUD - Oltre che dal cielo, prosegue l'attacco alleato anche via
terra. Le forze Usa hanno
attaccato nella notte postazioni irachene vicino a Najaf, 160
chilometri a sud di Bagdad. Gli americani hanno usato artiglieria e
mortai. La battaglia è avvenuta nei pressi di un ponte che attraversa il
fiume Eufrate. Lo scontro si è protratto per tutta la notte, ma
è stato particolarmente intenso tra l'1 e le 2 ora locale (tra le 23 e
mezzanotte italiana).
BASSORA - Poco prima dell'alba,
bombe anche su Bassora. Il comando generale Usa ha reso noto che
nella città meridionale l'obiettivo è rappresentato dalle
milizie del partito Baath. Venerdì sera, un edificio
che ospitava 200 membri del partito di Saddam Hussein sarebbe stato
colpito. Le forze britanniche
affermano inotre di aver catturato
cinque ufficiali iracheni e di aver ucciso
un colonnello della Guardia Repubblicana in un raid contro un
villaggio a sud di Bassora. Le forze britanniche avrebbero inoltre catturato
un generale dell'Iraq. Lo ha riferito un
portavoce del Comanda centrale in Qatar. Le manovre delle truppe inglesi
sono ancora in corso, nel tentativo
di circondare la città.
STRUMENTAZIONE
CHIMICA - Le forze Usa hanno anche trovato a Nassiryiah,
in Iraq meridionale, strumentazioni
che sembrerebbero essere unità di decontaminazione chimica. Per
stabilire esattamente di cosa si tratti, sono stati chiamati esperti
chimici americani.
FRONTE
NORD - Nel nord del Paese, i caccia Usa partiti dalla portaerei
Roosevelt, che si trova nel Mediterraneo orientale, hanno invece colpito
i bunker di alcuni comandanti iracheni. Nel corso del raid è
stata anche distrutta una postazione di artiglieria.
Nuovi e intensi bombardamenti sono stati condotti questa mattina in
particolare sulla linea
di demarcazione tra il Kurdistan e il resto del Paese, a Kalak, e
sulla città di Mossul. Lo affermano fonti giornalistiche sul posto e la
tv qatariota al Jazira. Dopo gli attacchi della notte particolarmente
intensi sono ricominciati i raid
su Mossul, che si trova a 450 km a nord di Bagdad sulla riva
destra del Tigri proprio di fonte alle rovine dell'antica Ninive, nella
zona del paese a maggioranza curda. Negli ultimi giorni Mossul era stata
sottoposta ad altri attacchi che, secondo al Jazira, avevano causato
oltre 50 vittime, tra morti e feriti.
Presso Kalak,
40 km a est di Mossul, le bombe sono cadute talmente vicine ad alcune
abitazioni che, oltre al boato, se ne poteva percepire lo spostamento
d'aria, secondo quanto ha raccontato la giornalista dell'Afp sul posto.
MARINES MORTI - Si aggrava intanto il
bilancio dei soldati alleati morti in zona di guerra, ma non a
causa del fuoco nemico. Due marines Usa hanno infatti perso la vita in
incidenti stradali. Il primo è stato investito venerdì notte da una
jeep durante un combattimento. Il secondo è invece finito fuori strada
con il suo veicolo in un canale ed è morto annegato.
Giornalista britannico morto in Iraq.
Gaby Rado, 48 anni, sarebbe caduto, dal tetto
dell'albergo, nel Kurdistan iracheno. Ma non si esclude l'omicidio.
SULAIMANIYA
(IRAQ) - Si tinge di giallo la morte
di un giornalista televisivo britannico, Gaby Rado, di Channel Four
trovato cadavere, nel parcheggio del suo albergo a Sulaimaniya nel
Kurdistan iracheno.
Rado, 48 anni, moglie e due figli, vincitore di diversi
riconoscimenti in campo giornalistico, sarebbe
caduto, forse spinto, dal tetto dell'hotel dove era salito per
effettuare delle riprese. Ma non si esclude che si possa
trattare anche di un banale incidente dagli esiti fatali. Rado è il
quarto
giornalista morto dall'inizio del conflitto.
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