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BAGHDAD - Missili su un mercato, e su alcune
palazzine di un quartiere popolare di Bagdad. E' accaduto alle 11.30 ora
locale, quando la capitale irachena aveva già subito numerose ondate di
bombardamenti. Il ministero iracheno dell'Informazione ha parlato di
"molte, molte vittime", i testimoni riferiscono di almeno 15 morti
e 30 feriti. Le operazioni di soccorso procedono a fatica, fra le macerie
fumanti, i bombardamenti che continuano incessanti, la tempesta di sabbia e
la pioggia che sta cadendo sulla capitale.
Dei missili sul mercato e contro i palazzi, il Comando centrale statunitense
per tutta la giornata non dà notizie. "Non sappiamo se gli ordigni
fossero nostri" ha dichiarato il generale Vincent Brooks, durante una
conferenza stampa presso il Comando centrale Usa nella base di As Salyiya,
in Qatar. "Non possiamo dire che non c'entriamo - ha proseguito - anche
se gli errori possono sempre capitare, semplicemente non ne sappiamo
niente". Poi, in serata, il Pentagono specifica: l'aviazione aveva
messo nel mirino nove siti missilistici terra-terra in un attacco intorno
alle 11.00 (ora locale). "I missili e lanciamissili erano piazzati
all'interno di zone residenziali di civili - dice il Comando centrale Usa -
la maggior parte di missili era posizionato a meno di 90 metri dalle case.
Stiamo lavorando ad un rapporto completo sull'accaduto". Poi, da
Washington, il generale Stanley McChrystal rilancia: "Potrebbe essere
stata l'antiaerea a colpire quei civili".
Sono le immagini a raccontare l'entità del raid, quelle trasmesse dalla tv
araba Al Jazeera e dalla Bbc: corpi mutilati e carbonizzati,
pozze di sangue, edifici devastati, la folla che alza i pugni al cielo e
grida "Allah akbar" ("Dio è grande"). Il direttore
della Difesa civile irachena, Hamad Al Dulaimi, ha detto che alcuni degli
edifici colpiti ospitano, al piano terra, officine meccaniche e, ai piani
superiori, appartamenti privati. Sul luogo si sta recando anche un medico
del comitato internazionale della Croce rossa, e il delegato del comitato a
Bagdad, Roland Benjamin, ha spiegato: "Non abbiamo ancora informazioni
di prima mano, ma vogliamo vedere se i feriti possono essere trasportati
subito negli ospedali, e se questi dispongono del materiale
necessario".
Intanto si prepara la battaglia di terra per la conquista di Bagdad. E
continua, incessante, la tempesta di sabbia: il cielo è a tratti arancione
e la visibilità, compromessa anche dalla pioggia che ha iniziato a cadere
sulla capitale irachena, non supera i 500 metri. L'aria è resa
irrespirabile dal fumo del petrolio, sparso e incendiato lungo le trincee
dalla Guardia Repubblicana. Poche decine di chilometri separano la testa
delle truppe dalla capitale, ma una fonte del Comando centrale in Qatar
informa che il regime iracheno ha minato i ponti di accesso a Bagdad e
intensificato il ricorso a "tattiche terroristiche".
Avanza anche il Settimo cavalleggeri delle forze armate Usa: è a un passo
dalla "cintura" difensiva della Guardia Repubblicana, ma anche
dalla temuta guerra "casa per casa". Si attendono rinforzi da sud,
gli stessi che hanno ripreso l'avanzata da Nassiriya, sull'Eufrate, dove le
truppe alleate sono state impegnate in sanguinosi combattimenti.
Ma fin dall'alba di oggi gli aerei di Usa e Gb hanno bombardato diverse zone
di Bagdad, in particolare la parte meridionale della città, dove sono
risuonate decine di esplosioni con nel mirino cinque divisioni della Guardia
repubblicana schhierate a difesa della capitale. Bombe alleate anche nel
centro, colpito il ministero dell'informazione. Attaccate, nella notte, le
"aree del potere" di Saddam. Da una parte il centro della
comunicazione del raìs, da dove sono partite le immagini dei morti e
dei prigionieri Usa; dall'altra (il fianco meridionale della capitale) i
capisaldi dov'è asserragliata la Guardia Repubblicana.
Colpita anche la televisione satellitare irachena: solo dopo qualche è
tornata a trasmettere, mandando in onda canzoni patriottiche. La tv di
Stato, che ieri sera ha interrotto i programmi per 45 minuti dopo i
bombardamenti che avevano centrato i ripetitori, alle 9 ha ripreso le
trasmissioni con una lettura del Corano. Il Pentagono ha confermato che i
bersagli dell'attacco nel cuore di Bagdad erano i centri di comunicazione.
"Abbiamo colpito la principale stazione televisiva - dicono fonti della
Difesa Usa - così come un complesso sotterraneo per telecomunicazioni e il
centro per comunicazioni satellitari di Bagdad".
MEZZI ARMATI IRACHENI PARTONO AL CONTRATTACCO
BAGDAD - A Bagdad esplodono le bombe e la popolazione muore sotto i
missili dell'ennesimo raid. Un portavoce militare iracheno annuncia che le
legioni della Guardia repubblicana sono entrate per la prima volta in azione
nella capitale e sono partite in colonna alla volta di Najaf per
riconquistare il ponte sul fiume Eufrate. Anche a Bassora gli iracheni
contrattaccano: 120 mezzi corazzati e carri armati sono usciti dalla città,
dove erano arretrate le forze irachene nei giorni scorsi, diretti verso la
penisola di Faw.
Ed è nell'Iraq centrale che si combatte la battaglia più dura. A Najaf
sono un migliaio i morti da parte irachena e il contingente della coalizione
subisce attacchi di guerriglia devastante mentre è intasato sotto
l'ennesima tempesta di sabbia. Il ministero della Difesa di Londra non
conferma né smentisce le affermazioni della televisione del Qatar Al
Jazeera che ha mostrato oggi le immagini di due soldati morti e di due
prigionieri sostenendo che si tratta di militari britannici.
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