Parole di pace

Aiuta il Mondo - Guerra in Iraq - 3 aprile 2003

AMERICANI ALL'AEROPORTO CIVILE DI BAGHDAD.

Si fa sempre più calda la situazione intorno alla capitale irachena. Soldati americani sarebbero giunti intorno all’aeroporto di Baghdad, intitolato a Saddam, che dista a circa 20 chilometri a sud dalla città.

"Le forze della coalizione - ha riferito il capitano Frank Thorp dal centro di comando in Qatar - sono fuori dall'aeroporto e stanno prendendo posizione per ingaggiare battaglia nel momento in cui lo riterranno opportuno". Intanto migliaia di mezzi ed uomini dell’esercito Usa starebbero attraversando un ponte a quattro corsie nei pressi della capitale, come riferiscono giornalisti in zona che raccontano anche di vittime americane oltre che di soldati iracheni uccisi.

Aumentano le vittime civili. Un missile sarebbe caduto su un mercato a sud-est di Baghdad, facendo otto morti e diversi feriti. Pur non riferendosi direttamente all’episodio, dal Centcom il portavoce Jim Wilkinson afferma di avere: "informazioni attendibili che il regime iracheno stia preparando campagne di bombardamenti anonimi in vari quartieri sciiti di Baghdad nel tentativo di accusare falsamente la coalizione delle distruzioni a fini di propaganda".

La rapida avanzata americana, acceleratasi negli ultimi due giorni, non ha trovato una grossa resistenza anche perché – pare – che la Guardia Repubblicana si sia ritirata all’interno ed immediatamente all’esterno della città (gli alleati, invece, sostengono di aver distrutto almeno due divisioni corazzate irachene). Ma il punto sembra essere quello dello scontro urbano, gli angloamericani “aggirano” le città e procedono oltre come dimostra il fatto che le forze britanniche in queste ore si stanno scontrando con i miliziani iracheni per controllare Bassora, principale città del Sud. Anche al Al Kut, snodo fondamentale per l’arrivo a Baghdad dove ieri era infuriata la battaglia, lo scenario sembra essere lo stesso. Ed il Centcom dal Qatar annuncia l’avvio di "operazioni di pulizia" delle sacche di resistenza.



articolo tratto da www.rai.it