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Roma, 11 dicembre 2006 - «L'eliminazione della discriminazione di genere
e il potenziamento del ruolo delle donne avrà un profondo e positivo impatto
per la sopravvivenza e il benessere dei bambini», ha dichiarato il
Presidente dell'UNICEF Italia Antonio Sclavi durante la conferenza stampa di
presentazione del Rapporto annuale dell'UNICEF "La condizione dell'infanzia
nel mondo 2007", il cui lancio in tutto il mondo coincide con il 60°
anniversario dalla fondazione dell'UNICEF.
La "Condizione dell'infanzia nel mondo 2007" dimostra che l'uguaglianza di
genere ha il doppio vantaggio di produrre benefici sia per le donne che per
i bambini, e ha una funzione cardine per la salute e lo sviluppo di
famiglie, comunità e nazioni.
«L'uguaglianza di genere e il benessere dei bambini sono inestricabilmente
legati» ha affermato il Direttore generale dell'UNICEF Ann Veneman. «Quando
si rafforza il ruolo delle donne, in modo che possano condurre una vita
piena e produttiva, i bambini e le famiglie prosperano.»
Secondo il rapporto, l'influenza delle donne nelle decisioni più importanti
migliora non solo la loro vita ma anche quella dei figli, con effetti
positivi sul benessere dei bambini e sul loro sviluppo. Nonostante i
progressi nella condizione delle donne nel corso degli ultimi decenni, sulla
vita di milioni di donne e bambine continuano a gravare discriminazione,
mancanza di potere e povertà. Donne e bambine sono colpite dall'HIV/AIDS in
modo sproporzionato rispetto agli uomini, e nella maggior parte dei posti di
lavoro guadagnano meno degli uomini a parità di lavoro.
Milioni di donne in tutto il mondo sono soggette a violenze fisiche e
sessuali, con limitata possibilità di ricorso alla giustizia. A causa della
discriminazione di genere, le bambine hanno minori probabilità di andare a
scuola: nei Paesi in via di sviluppo, quasi una bambina su 5 iscritta alla
scuola primaria non completa gli studi. Il livello di istruzione femminile,
rileva il rapporto, risulta correlato a migliori prospettive di
sopravvivenza e sviluppo per i bambini.
«Se abbiamo a cuore la salute e il benessere dei bambini, oggi e per il
futuro, dobbiamo agire subito, per garantire che donne e bambine abbiano
eguali opportunità d'istruzione, di partecipazione al governo, di
autosufficienza economica e di protezione da violenza e discriminazione», ha
dichiarato Ann Veneman.
Una Road Map per l'uguaglianza di genere
La "Condizione dell'infanzia nel mondo 2007" indica 7 interventi
fondamentali per raggiungere la parità di genere:
Istruzione: gli interventi chiave includono abolire le tasse scolastiche e
incoraggiare genitori e comunità locali a investire nell'istruzione delle
bambine
Finanziamenti: finora è stata ben poco riconosciuta la necessità di risorse
specifiche per conseguire l'obiettivo della parità di genere e del
potenziamento del ruolo delle donne. Gli investimenti per l'eliminazione
della discriminazione di genere devono essere integrati nei bilanci e nei
piani governativi
Legislazioni: le legislazioni nazionali in materia di diritto di proprietà e
di successione dovrebbero garantire eque opportunità per le donne, oltre a
misure atte a prevenire e contrastare la violenza domestica e le violenze di
genere perpetrate durante i conflitti armati
Quote di rappresentanza: le quote sono un sistema di provata efficacia per
assicurare la partecipazione delle alla politica. Dei 20 paesi con il
maggior numero di donne in parlamento 17 adottano qualche sistema di quote
Donne che sostengono altre donne: i movimenti femminili di base hanno dato
una grande risonanza all'uguaglianza e al potenziamento del ruolo delle
donne e dovrebbero essere coinvolti fin dalle fasi preliminari
dell'elaborazione politica, in modo che i programmi siano strutturati
tenendo conto delle esigenze di donne e bambini
Coinvolgere uomini e ragazzi: educare gli uomini e i bambini, così come le
donne e le bambine, sui benefici dell'uguaglianza di genere e della
condivisione delle decisioni, può contribuire ad alimentare rapporti
improntati a una maggiore cooperazione
Ricerche e dati di maggiore qualità: dati più precisi e analisi accurate
sono fondamentali, specialmente in aree come la mortalità materna, la
violenza contro le donne, l'istruzione, il lavoro, il salario, il lavoro non
pagato e l'impiego del tempo, la partecipazione in politica
Escluse dalle decisioni familiari
Papua Nuova Guinea: Helen, 23 anni, parla ai coetanei della propria
condizione di sieropositiva all'HIV durante un workshop organizzato
dall'UNICEF - ©UNICEF/HQ04-1224/G.Pirozzi Il rapporto rileva che le donne
non sempre hanno pari voce nelle decisioni familiari fondamentali, che
possono avere conseguenze negative per i bambini. In appena 10 Paesi in via
di sviluppo, su 30 analizzati, il 50% o più delle donne partecipa alle
decisioni familiari, incluse quelle riguardanti le principali spese per la
famiglia, la propria salute e la possibilità di visitare amici o parenti
fuori casa.
La possibilità per le donne di avere il controllo della loro stessa vita e
di prendere le decisioni che riguardano la famiglia sono strettamente legate
alla nutrizione, alla salute e all'istruzione del bambino. Nelle famiglie
dove sono le donne ad assumere le decisioni fondamentali, la quota di
risorse destinate ai bambini è di gran lunga maggiore rispetto a quelle in
cui le donne hanno un ruolo meno incisivo.
Uno studio condotto dall'International Food Policy Research Institute ha
concluso che, se donne e uomini avessero un eguale influsso sulle decisioni
familiari, in Asia meridionale l'incidenza dei bambini sottopeso con meno di
3 anni scenderebbe di oltre 13 punti percentuali, con 13,4 milioni di
bambini malnutriti in meno nella regione; in Africa Subsahariana 1,7 milioni
di bambini in più risulterebbero adeguatamente nutriti.
La disparità di genere nel reddito
Come il reddito gestito dalle donne può produrre benefici per i bambini,
così le disparità di genere nel reddito possono diminuire o limitare le
risorse a disposizione per i diritti fondamentali dei bambini, quali
l'assistenza sanitaria, un'alimentazione e un'istruzione adeguata.
Secondo il rapporto, le stime basate sulle differenze salariali e sulla
partecipazione alla forza lavoro suggeriscono che il reddito delle donne
sia, nei paesi esaminati in Medio oriente e Nord Africa, circa il 30% di
quello degli uomini; il 40% in America latina e Asia meridionale; il 50%
nell'Africa sub-sahariana e circa il 60% in Europa centro-orientale, nella
Comunità degli Stati Indipendenti, in Asia orientale e nei Paesi
industrializzati.
La sfera politica
Un maggiore coinvolgimento delle donne in politica può avere anche un
impatto positivo sulla condizione dei bambini. Prove crescenti suggeriscono
che - sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo - le
donne parlamentari siano particolarmente efficaci nella tutela
dell'infanzia. Ma, a luglio 2006, le donne parlamentari erano meno del 17%
dei parlamentari del mondo. Commentando il rapporto, Anders B. Johnsson,
Segretario generale dell'Unione interparlamentare, ha dichiarato: «Vi sono
legami evidenti tra la rappresentanza politica delle donne e il benessere
dei bambini. La "Condizione dell'infanzia nel mondo", che costituisce un
punto di riferimento globale per tutte le tematiche riguardanti l'infanzia e
una risorsa vitale per noi tutti, dimostra questo dato fondamentale in più
di una circostanza.»
Una chiave per una società più forte
I benefici della parità di genere vanno oltre gli effetti diretti
sull'infanzia. La «Condizione dell'infanzia nel mondo 2007» dimostra come,
promuovendo l'uguaglianza di genere e il ruolo delle donne - il terzo degli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio - si imprima un effetto propulsivo a
tutti gli altri obiettivi: dalla riduzione della povertà e della fame alla
salvaguardia della vita dei bambini; dal progresso della salute materna alla
garanzia dell'istruzione universale; dalla lotta all'HIV/AIDS a quella alla
malaria e alle altre malattie, fino a garantire, al contempo, la
sostenibilità ambientale.
[articolo tratto da
www.unicef.it]
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